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Congo: guerra dei numeri sui rifugiati I numeri del Governo congolese divergono da quelli delle agenzie umanitarie: di mezzo un Presidente, Joseph Kabila, intanto a mantenere il potere, un business, quello sulla pelle dei rifugiati, e l’ipocrisia della comunità internazionale
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La crisi dei rifugiati nella Repubblica Democratica del Congo, che data dalla Seconda Guerra Pan Africana (1998 – 2004), la scorsa settimana è stata oggetto di attenzione presso la conferenza straordinaria dei donatori tenutasi a Ginevra venerdì 13 aprile

Grecia e quell’accordo Ue-Turchia: un peso insostenibile per Atene A due anni dall’accordo Ue-Turchia sui migranti, a farne le spese è soprattutto la Grecia, dove sono bloccati 60.000 richiedenti asilo. A chiarirci la situazione Elisabetta Casalotti, collaboratrice RAI dalla Grecia
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“Non c’era molta fiducia nelle istituzione greche, anche a causa della crisi economica. Infatti, i soldi per gestire la crisi dei rifugiati non sono stati dati direttamente al Governo greco ma alle Ong internazionali, e tra l’altro non c’è molta cooperazione tra le Istituzioni, il Ministro dell’immigrazione, ed i gruppi umanitari che operano sul territorio”.

L’Occidente abbandona i rifugiati in Africa orientale 4 milioni di rifugiati ospitati in Kenya, Ruanda, Etiopia, Tanzania e Uganda. Ad essi vanno aggiunti quasi 3 milioni di sfollati interni nella Repubblica Democratica del Congo.
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Ci si dimentica di informare che la maggioranza dei flussi migratori e dei rifugiati non avviene tra Africa ed Europa ma all’interno del Continente. Più efficace sarebbe la prevenzione dei conflitti che generano milioni di profughi.

Rwanda, immigrati da Israele: più business che solidarietà Patto segreto stipulato sulla pelle di rifugiati: 30.000 immigrati dovrebbero essere nel Paese africano, che incasserà 5.000 dollari per ogni rifugiato accolto
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Il Rwanda ha la più alta percentuale di densità di popolazione della regione e il problema delle terre è inserito nelle logiche di sicurezza nazionale. Dove possono vivere questi 30.000 deportati cacciati da Israele? Potranno rifarsi una vita in Rwanda, trovare un lavoro?

Stati Uniti: il no di Trump al ‘Global compact on migration’ Quali le conseguenze a livello internazionale? Parla Maurizio Ambrosini, Docente di Sociologia delle Migrazioni presso la Facoltà di Scienze politiche, Università degli Studi di Milano
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‘La dichiarazione non è in linea con le politiche per l’immigrazione e i rifugiati americane e con i principi dell’amministrazione Trump’. Queste le parole usate dall’ ambasciatrice americana all’ ONU, Nikki Haley

Corea del Nord: Trump richiama Russia e Cina Catalogna: Puigdemont pronto a ricorso contro la Spagna davanti alle corti internazionali. Usa, stretta su multinazionali dopo i Paradise Papers
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Il presidente: ‘No a uso della forza», ma gli Usa sono pronti a usare tutta la gamma del potenziale militare, se necessario’. Afghanistan: l’ISIS rivendica attentato a Kabul contro l’emittente televisiva Shamshad. Libia, a fine novembre ong italiane nei centri di detenzione dei rifugiati