Navigazione: petrolio

Attacco alle raffinerie: un segnale ‘molto mediorientale’ “Saudi Aramco, un passaggio che dovrebbe far ragionare tutti su questo attacco, forse una quotazione che nessuno vuole, un bucare le ruote prima ancora di partire”. Così Michele Marsiglia, Presidente FederPetroli Italia, sul ‘che c’è dentro’ l’attacco
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“Un air-strike viene individuato subito e decifrato in ogni sua parte, gli Usa sembrano giocare alle tre carte, forse è stato l’Iran, forse lo Yemen o forse l’Iraq, agli occhi di alcune diplomazie internazionali il tutto è ridicolo”

Opec a rischio di morte? Il petrolio è di chi lo ha, non di chi lo gestisce! L’Opec come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi a rischio di morte, o forse la sua morte è già stata sancita con l’affermazione di OpecPlus. Ne parliamo con Michele Marsiglia, Presidente di FederPetroli
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“Chi meglio riuscirà a gestire gli accordi commerciali One to One farà profitto”, “Se l’Opec chiude i battenti oggi, i produttori di champagne anche in Medio Oriente avrebbero un aumento di fatturato. Ogni Paese Membro sarà libero di gestire le proprie politiche petrolifere, tradotto in dollari sono cifre difficili da pronunciare e stabilire”.

Navi nel Golfo dell’Oman: la Sarajevo del futuro conflitto offshore? Il Golfo di Oman, che conduce allo stretto di Hormuz, il Bab El Mandab ora sembra un teatro di guerra possibile: lo dicono gli analisti americani e operatori europei come Michele Marsiglia di FederPetroli Italia
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Si consideri che le sponde dello stretto di Bab El Mandab sono Gibuti e Yemen: a Gibuti sono presenti le basi militari di Stati Uniti, Francia, Giappone, Cina, Arabia Saudita, Italia; nello Yemen è in corso una delle guerre più sporche di questi anni, che vede coinvolte Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iran

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