Navigazione: petrolio

Opec a rischio di morte? Il petrolio è di chi lo ha, non di chi lo gestisce! L’Opec come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi a rischio di morte, o forse la sua morte è già stata sancita con l’affermazione di OpecPlus. Ne parliamo con Michele Marsiglia, Presidente di FederPetroli
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“Chi meglio riuscirà a gestire gli accordi commerciali One to One farà profitto”, “Se l’Opec chiude i battenti oggi, i produttori di champagne anche in Medio Oriente avrebbero un aumento di fatturato. Ogni Paese Membro sarà libero di gestire le proprie politiche petrolifere, tradotto in dollari sono cifre difficili da pronunciare e stabilire”.

Navi nel Golfo dell’Oman: la Sarajevo del futuro conflitto offshore? Il Golfo di Oman, che conduce allo stretto di Hormuz, il Bab El Mandab ora sembra un teatro di guerra possibile: lo dicono gli analisti americani e operatori europei come Michele Marsiglia di FederPetroli Italia
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Si consideri che le sponde dello stretto di Bab El Mandab sono Gibuti e Yemen: a Gibuti sono presenti le basi militari di Stati Uniti, Francia, Giappone, Cina, Arabia Saudita, Italia; nello Yemen è in corso una delle guerre più sporche di questi anni, che vede coinvolte Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iran

Venezuela: Maduro mette nella cassaforte di Mosca un po’ di petrolio Mentre Lavorv assicura tutto il sostegno necessario a Caracas per risolvere i problemi socioeconomici, Maduro,ordina la chiusura degli uffici della compagnia petrolifera statale Pdvsa a Lisbona e il loro trasferimento a Mosca
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E’ la guerra per procura del petrolio: Maduro accusa gli USA di voler mettere le mani sul petrolio venezuelano, quel che di quel petrolio resta disponibile Caracas lo affida alla Russia. Il tutto può avere il sapore di una ennesima guerra per procura, magari a bassa o bassissima intensità, che si potrebbe aprire in Venezuela

Iran: tra minacce americane, nervosismo interno e crisi economica, dove andare? Israele e USA minacciano, la gente protesta per la crisi economica, “nessuno sembra avere una buona risposta”, dice Raffaele Mauriello, docente a Teheran, tra i massimi conoscitori del Paese
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“Rouhani era riuscito a riportare in crescita il Paese dopo la decrescita degli anni di Ahmedinejad. Ma con questo tipo di sanzioni al Paese non è stato di fatto permesso di sviluppare un’economia matura”

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