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Ministro Fioramonti, un po’ di jogging al cervello, please! Battute tra l’ovvio, l’azzardato, e la propaganda dei temi classici dei M5S da un Ministro che invece di occuparsi di istruzione prova fare la politica energetica
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Ridicolo lui, ma, peggio, contribuisce a dare del Governo l’idea di una banda di arruffoni mattacchioni dove tutti si occupano di tutto perché competenti in niente, capaci di nulla, irresponsabili allo sbando, che giocano con i piani industriali di una società energetica di Stato

La grande bufala dell’Europa green Tutti siamo per la lotta al cambiamento climatico, ma le direttive, gli obiettivi, le politiche unanime, principalmente le volontà, non esistono o sono confuse. La fotografia dell’Europa oggi è quella di un Triangolo Utopico diviso tra Green ed Oil
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Le linee politiche del Green e solo Green, faranno diventare il Continente Europeo un assurdo ed utopistico Eden verde vicino alla tanto amata ed odiata Germania, che intanto organizza la Conferenza sulla Libia

Petrolio, a che punto siamo Il Petrolio mondiale oggi vive una crisi, non tanto economica, ma una crisi d’identità, ovvero non riuscire più a dare una connotazione geografica e di quote di mercato ad una delle risorse più antiche del nostro pianeta: l’Idrocarburo
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Una volta si diceva Opec per dire di quella politica di ‘Cartello’ che regolava e condizionava le strategie politiche ed economiche internazionali. Oggi siamo qui con due potenze, diversi Stati e tutti con la voglia di essere leader di settore

Uganda: impantanato l’oleodotto, a rischio Museveni Una decisione della European Investment Bank frena nuovamente l’Oleodotto dell’Africa Orientale, mettendo in crisi e a rischio di spodestamento il già contestato Presidente Yoweri Kaguta Museveni Rivitalizzare l’oleodotto Uganda-Tanzania e costruire la raffineria ad Hoima diventa un imperativo per permettere a Museveni di rimanere al potere
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L’industria petrolifera porterebbe l’Uganda ad una crescita stimata tra il 10 e il 12% annui. Se non dovesse decollare l’opinione pubblica ugandese addosserebbe la colpa del fallimento a Museveni, rafforzando l’opposizione popolare già forte nelle principali città del Paese

All’Iran sta mancando benzina nel motore del potere Le manifestazioni in Iraq e Libano dimostrano che Teheran non riesce più a controllare quella rete di influenze e di potere che lo hanno portato alla guida del Medio Oriente sciita. Le finanze che sostenevano il potere stanno venendo meno
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Teheran e i suoi delegati, leggasi Hezbollah, il partito degli sciiti filo-iraniano non sono riusciti a tradurre le vittorie militari e politiche in una visione socioeconomica; la narrativa della resistenza iraniana non ha messo cibo sul tavolo

Libia, petrolio e Saif Al-Islam Gheddafi, lui è la nuova era mediorientale Con Michele Marsiglia, Presidente di FederPetroli Italia, proviamo a capire il messaggio contenuto nell’endorsement di Haftar in favore del figlio del rais, ma anche gli equilibrii che si stanno riorganizzando in Libia
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Haftar in questo momento è diplomatico,Questo ragazzo, che spero di poter incontrare quanto prima, sa come funziona la Libia e le Autorità politiche ed economiche di Governo. Sto attendendo un via per partire per Tripoli, dove aziende italiane e maltesi si confronteranno per decidere i prossimi investimenti in Libia

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