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MES, una scelta da fare. E il Recovery Fund ci serve tutto Con un debito pubblico che ormai si aggirerà intorno al 150% del PIL, e con una evasione fiscale che raggiunge i 150 miliardi l’anno, come si può pensare di rinunciare nonché al MES alla parte in prestito del fondo di rinascita?
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Finché non riusciremo ad uscire (se mai ci riusciremo!) da questa impasse, non solo ci servono sia il MES che il fondo di rinascita in pieno, ma nemmeno basteranno, al di là delle balle che raccontiamo in Europa con quel libro dei sogni da ubriaco che abbiamo appena inviato

Fregare Rutte e Merkel Merkel fa l’interesse della Germania, e, in via mediata, degli altri Stati, ma in via mediata. Rutte ne è la mosca cocchiera con la sua affermazione secondo cui «l’ Italia deve imparare a cavarsela da sola». L’interesse dell’Italia, allora, è fregarli
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Fregarli così: rimettendoci in piedi sul serio, ripulendo lo Stato e ripartendo in autonomia. Per farlo, abbiamo bisogno subito di molti soldi da spendere bene, per rifare il fisco e razionalizzare l’amministrazione

MES: o Conte tira in porta subito, o se ne vada, subito però Merkel e Macron, in due ‘passaggi smarcanti’ giganteschi, mettono la palla tra i piedi dei Paesi capaci di «garantire di essere pronti per il futuro». Se il destinatario della palla, Conte, non tira in porta, ma cincischia e si attarda in un dribbling, è un fesso
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La politica è, prima di tutto, dialettica, confronto e discussione, ma specialmente posizionamenti. Se gli stellini non capiscono, pazienza, ma se Conte non capisce, è un inabile al lavoro assegnato, dunque se ne vada