Navigazione: Mauricio Macri

L’Argentina al peronista delle vie di mezzo Alberto Fernandez, un peronismo di sinistra centrista, il populismo ‘probabile’, con l’obiettivo di ridurre drasticamente la polarizzazione della società argentina, realizzando un nuovo patto sociale verso la crescita e la stabilità
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L’America Latina è una polveriera, anche se in Europa ben pochi se ne rendono conto e praticamente nessuno, a partire dall’Unione Europea, che ha nell’America Latina…

Argentina: un voto scontato per una crisi senza fine Il popolo argentino è chiamato a eleggere un nuovo Presidente, ma la crisi economica è sempre più profonda, ne parliamo con Nicola Bilotta
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“L’Argentina non risolverà i suoi problemi economici nel breve termine”, “il FMI ha creduto e scommesso sul fatto che Macri avrebbe potuto portare il Paese verso un nuovo modello economico”, “c’è il timore che si possa ritornare verso politiche protezioniste e di intervento statale”

United colors of Patagonia In Argentina è guerra tra la Benetton e la popolazione indigena dei Mapuche per il controllo della Patagonia. Dura la repressione argentina e, tra la sparizione di Santiago Maldonado e l'arresto di Facundo Jones, spuntano vecchi fantasmi.
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Nel 1991 il Governo argentino cede alla famiglia Benetton 900mila ettari di terreni in Patagonia, la maggior parte dei quali abitati dalle popolazioni indigene Mapuche restii ad abbandonare case e terre dei propri antenati. Inizia così una feroce campagna di repressione nei confronti degli indigeni. Sfollati, emarginati e confinati, i Mapuche si organizzano e rispondono iniziando ad occupare i terreni della Benetton. L’arrivo alla Presidenza di Mauricio Macrì renderà però ancora più dura la risposta dello stato. Tra violenze, sparizioni ed omicidi in Argentina torna prepotentemente l’incubo dei Desaparecidos.

Macri vince ancora: il futuro dell’Argentina fra riforme e declino del peronismo L'analisi del Professor Francesco Davide Ragno dell'Università di Bologna sugli scenari aperti dalle elezioni argentine
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Il fronte peronista, grande sconfitto di queste elezioni, potrebbe decidere di appoggiare parte delle riforme governative per tentare di mantenere il potere. Mentre il presidente potrà puntare sul dialogo con i peronisti moderati per accelerare il cammino riformista