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Renzi, la democrazia del capo, purché sia carismatico La sua idea di partito e di politica è quella del capo carismatico unico, indiscutibile e invitto, la sua concezione rozza e superficiale della democrazia corrisponde come una goccia d’acqua a quella degli stellini e della Lega
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La democrazia del sì o no, ma mai del fornire gli strumenti per giudicare e decidere. La democrazia del ‘ghe pensi mi’, del ‘comando io’, e se tu non sei d’accordo vattene o taci

Matteo Renzi e i ‘fedelissimi’. Uno spettacolo imbarazzante Dice anche che il Governo è saldo, ma sa benissimo che ora dipende solo da lui, quindi il Governo è prossimo alla fibrillazione, se non succederà è perché non conviene a lui
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Matteo Renzi, così come Matteo Salvini, non avrebbe dovuto fare politica, perché quella normale è dominata dal pronome personale ‘noi’, troppo ingombrante per le loro abitudini mentali, a entrambi il ‘noi’ evoca la dinamica della mandria, con una sola guida. Il mandriano

Conte, l’auriga prudente Salvini come un film dei fratelli Marx, il bluff di Di Maio, il ‘vedo’ di Zingaretti; alla fine tra i tanti rospi che comunque si devono ingoiare, quello di un governo Conte due appare il meno indigesto
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Quando si dice che si pensa al programma e non alle ‘poltrone’ si dice insieme una menzogna e si fa atto di ipocrisia. Sono proprio le ‘poltrone’ il terreno della contesa, ed è giusto che sia così. In caso di elezioni anticipate il serio rischio è quello di consegnare tutto -dal Parlamento al Quirinale oltre a 500 enti- alla coalizione di destra-destra

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