Navigazione: Luigi Di Maio

Dal Mes alla prescrizione: provocazioni VS competenza Litigiosità e provocazioni di coloro che vogliono ‘mettere bandierine’, stellini e italoviventi che devono dimostrare di esistere, con il PD che comincia a non poterne più e con Gualtieri che sfodera la competenza che nel silenzio vince
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Certo la necessità di dimostrare di esistere di gente senza arte né parte, ma i limiti sono superati, non si capisce più quale sia il senso di questa assurda litigiosità in un Governo che è nato per disperazione e deve continuare a stare in piedi per disperazione

Cosa aspetta Zingaretti a svelare il bluff di Di Maio? Cosa aspetta a raccogliere la sfida? Annunci, Zingaretti, un’operazione di chiarimento, fino al punto di lasciare che possano decidere i cittadini
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Le sardine c’è da augurarsi che sappiano essere all’altezza della sfida. Cosa saranno e potranno essere nessuno lo può dire. Vediamo, però, cosa sono e cosa rigettano: contenuto e insieme metodo, forma e sostanza. Forse, chissà, può pur essere che…

Un Paese nelle mani di due poveracci e una Bestia Giggino e Matteuccio, con Grillo che fa la politica estera che non fa Giggino, Matteuccio pensa alla villa, la Bestia e i suoi accoliti impegnati a provare demolire le sardine
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Ma la maggioranza non-silenziosa (leggasi sardine), c’è, è lì, attende politica. Sono maggioranza, vera, per niente liquida, sono tutti quegli italiani che non rispondono ai sondaggi e non vanno più a votare, più una parte consistente dei votanti a sinistra

Zingaretti, le sardine ti guardano «Cari populisti, lo avete capito. La festa è finita», dicono le sardine; ma Zingaretti lo avrà capito? Il PD deve riqualificarsi politicamente, riqualificare le sue idee, darsi un progetto e delle proposte identitarie e utili, buttare a mare gli stellini e Renzi, e provare a governare
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Zingaretti ora ha il compito di governare, non di galleggiare come Renzi e gli stellini. Le sardine sono un aiuto insperato di stimolo, massa di pressione, dimostrazione che c’è chi vuole realmente certe cose, che vuole cambiarle, che le piazze non sono soltanto di Salvini e Giggino

Da ILVA a Segre: l’ipocrisia che ci soffoca Conte a Taranto come si va al capezzale del parente morto o morente, allargando le braccia, come non avesse previsto che sarebbe finita così; Salvini e combriccola da Segre, ma poi nulla da dire sul Sindaco che non manda gli scolari ad Auschwitz
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Siamo frustrati, stanchi, spaventati, così produciamo odio: in molti cittadini odio vero, se pure solo verbale, uno sfogo; nei politicanti l’odio insulso di chi non sa affrontare la realtà e cerca solo il potere

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