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Un Paese nelle mani di due poveracci e una Bestia Giggino e Matteuccio, con Grillo che fa la politica estera che non fa Giggino, Matteuccio pensa alla villa, la Bestia e i suoi accoliti impegnati a provare demolire le sardine
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Ma la maggioranza non-silenziosa (leggasi sardine), c’è, è lì, attende politica. Sono maggioranza, vera, per niente liquida, sono tutti quegli italiani che non rispondono ai sondaggi e non vanno più a votare, più una parte consistente dei votanti a sinistra

Zingaretti, le sardine ti guardano «Cari populisti, lo avete capito. La festa è finita», dicono le sardine; ma Zingaretti lo avrà capito? Il PD deve riqualificarsi politicamente, riqualificare le sue idee, darsi un progetto e delle proposte identitarie e utili, buttare a mare gli stellini e Renzi, e provare a governare
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Zingaretti ora ha il compito di governare, non di galleggiare come Renzi e gli stellini. Le sardine sono un aiuto insperato di stimolo, massa di pressione, dimostrazione che c’è chi vuole realmente certe cose, che vuole cambiarle, che le piazze non sono soltanto di Salvini e Giggino

Vecchio, si, con quello che hai da dire …taci Meglio far votare quelli ai quali puoi raccontare balle. La frase di Grillo rivela qualcosa di profondo e enormemente pericoloso: il disprezzo per la democrazia, per le istituzioni della democrazia, per il Parlamento
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Meglio lasciare perdere e fare votare solo quelli più facilmente influenzabili, quelli ai quali puoi raccontare più facilmente balle, e non fare votare quelli che hanno visto che succede a far certe cose

Da Di Maio a Di Battista: belli di papà Padri che svelano l’ipocrisia dei figli. Padri che gli tocca di toccare la merda; Figli che non ne sanno mai niente, vivono sulle nuvole, hanno vissuto e vivono nella bambagia con i soldini di papà
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A casa di papà hanno mangiato e dormito, grazie ai suoi soldini hanno viaggiato e studiato, senza chiedersi da dove venissero quei soldini, dopo si svegliano e si incazzano, danno ‘lezioni’ ai poveri papà e poi arriva il condono