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L’Argentina al peronista delle vie di mezzo Alberto Fernandez, un peronismo di sinistra centrista, il populismo ‘probabile’, con l’obiettivo di ridurre drasticamente la polarizzazione della società argentina, realizzando un nuovo patto sociale verso la crescita e la stabilità
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L’America Latina è una polveriera, anche se in Europa ben pochi se ne rendono conto e praticamente nessuno, a partire dall’Unione Europea, che ha nell’America Latina…

Ucraina, la guerra continua e forse si inasprisce Cinque anni dopo la ‘rivoluzione di Maidan’ il braccio di ferro tra Kiev e Mosca non accenna ad esaurirsi, né a diventare meno pericoloso per tutti, con una Europa che temporeggia e un Trump indecifrabile
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Lo scontro nel Mare di Azov rientra nella logica della pressione l’uno sull’altro, logica pericolosa in quanto congela un conflitto penalizzante per tutti, e potrebbe provocarne prima o poi uno diverso e ben più devastante

Sudafrica: e se dovesse andare ancora peggio? Povertà, disuguaglianza e disoccupazione: ecco le cause del male. Ma se non fosse semplicemente così?
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La politica e la leadership, certo, vanno di pari passo. Se pensiamo a questo collegamento, forse dovremmo riflettere sul fatto che economia, istruzione, disuguaglianze, povertà, posti di lavoro, cattiva amministrazione e corruzione, erogazione dei servizi ed inefficienza del Governo sono tutti fattori connessi al fallimento della leadership in Sudafrica

Coordinazione, responsabilità e sviluppo: le sfide del G20 per l’Africa
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Un cambiamento di rotta difficile da attuare, ma non impossibile. Il primo passo sarà la dimostrazione di interesse del Paese africano nel voler collaborare con le istituzioni finanziarie internazionali per poi passare all’identificazione delle priorità del Paese in questione; si predispone così il ‘Compact team’ che predispone le misure per raggiungere gli obiettivi predisposti in precedenza e contatta i privati per finire l’’Investment Compact’. L’approccio promette credibilità, visibilità e ampiezza in diversi gradi.

G20: gli USA corrono da soli?
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I Grandi portano più le divisioni emerse a Taormina che non un fronte comune, anche se è possibile che su alcuni temi relativamente ‘ininteressanti’ e contingenti, come la minaccia rappresentata dalla Corea del Nord, si ricostituisca la relativamente facile e superficiale unità della lotta contro il terrorismo

G7 e G20 sul piatto della bilancia
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L’economia globale, ideata dai Paesi del G7 e sviluppata negli anni ’90, avrebbe finito per favorire i Paesi emergenti in cui le grandi potenze hanno delocalizzato la propria produzione: questi Paesi emergenti sono così divenuti, da esportatori di materie prime, esportatori di prodotti finiti

G7 Taormina 2017: le spoglie di un antico potere?
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La bilancia mondiale, che per centocinquant’anni è stata gestita prima da due, poi da quattro o otto Paesi tutti appartenenti alla stessa area geopolitica, oggi non regge più: senza il coinvolgimento di quei Paesi che sono cresciuti nel frattempo, non ci sono soluzioni ai problemi del mondo