Navigazione: Fayez al-Sarraj

Tribù e pozzi petroliferi, questa è la vera Libia Le tribù sono il tessuto sociale della Libia, per anni garantito un proliferarsi del Paese nordafricano, hanno protetto l’interesse primo del Paese: la ricchezza energetica. A Berlino non sono state chiamate …. E infatti la guerra continua
di

La Comunità Internazionale continua a snobbare, e ci sarà un perché, il vero tessuto sociale della Libia, mantenendo e investendo su una maggiore influenza esterna di Paesi terzi, proprio quello che la Libia non vuole

Soldato italiano a Erbil, chiediti che cavolo ci stai a fare lì Mentre i nostri ragazzi stanno lì, e non solo lì, mentre le nostre portaerei e fregate stanno nei porti a fare ruggine, a Roma che si fa, chi decide, cosa decide, perché? O ci siamo sul serio o ‘leviamo mano’
di

Intanto Metternich-Di Maio e pochette-Conte volano di qua e di là, incontrano ‘nemici’ senza avvisare gli ‘amici’ e, soprattutto, scrivono cazzate e ne dicono di peggio

Libia, massacro in un centro di immigrati: Haftar nuovamente sotto accusa Il generale nuovamente nell’occhio del ciclone degli attacchi in violazione dei diritti umani. Quasi esattamente le accuse mosse contro il generale dal Clingendael Institute nel rapporto, documento che lo accusava di essere coinvolto nella tratta dei migranti
di

Giornalisti e fotoreporter della ‘AFP’ accorsi sul luogo della strage raccontano di una scena indescrivibile e orrenda. Gli edifici del centro sono stati ridotti ad un cumulo di macerie, sotto le quali giacevano decine e decine di corpi, sangue, frammenti di tessuto celebrale, viscere, sangue e abiti.

Libia: civili e migranti intrappolati tra Haftar, al-Sarraj e gli eserciti stranieri 45.200 sfollati, 376 morti civili, 1.822 feriti, 3.340 migranti intrappolati in centri di detenzione nelle aree degli scontri; servizi segreti, forze speciali, eserciti di Italia, Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Paesi del Golfo: uno dei volti della guerra per procura che si sta combattendo nel Paese
di

Mentre tutti i riflettori sono puntati su chi vincerà la battaglia finale per il controllo della Libia , la sorte dei civili e dei migranti passa in secondo piano rispetto alla rischio che corrono le attività petrolifere e le infrastrutture energetiche