Navigazione: Emirati Arabi

Sudan: i militari pronti a cedere, ma alle loro regole Il piano è formare un governo apparentemente civile, escludendo la direzione del movimento rivoluzionario e assicurandosi la lealtà dei tecnocrati apparentemente indipendenti, ma in realtà sotto controllo dei generali
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Il TMC dichiara di poter passare il potere esecutivo anche in pochi giorni ad un governo civile ma, attenzione, c’è il trucco. Secondo Hemetti il governo civile deve essere composto da tecnocrati e militari. Sarebbe già pronta una lista di questi tecnocrati accuratamente scelti dai militari.

Sudan: i militari aprono il dialogo con la rivoluzione, e in segreto incontrano gli ambasciatori occidentali Questa sera la Giunta incontrerà, in una località segreta, a porte chiuse, gli ambasciatori di Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Russia, Stati Uniti. Arabia Saudita, Emirati Arabi e Qatar
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National Congress Party, non potrà partecipare alla transizione in quanto responsabile degli errori del passato, Omar al-Bashir, non sarà consegnato alla CPI, forse in partenza per un esilio dorato

Sudan: complotto arabo-israeliano per sostituire Bashir con il ‘boia di Khartoum’ Salah Gosh avrebbe incontrato il Direttore del MOSSAD con la mediazione congiunta di Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi; concordi a mollare Bashir anche USA e Francia, mentre della posizione italiana non si sa nulla
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“Un Sudan post-Bashir potrebbe implodere creando una situazione come in Libia o Somalia, le cancellerie dei Paesi ‘amici’ cercano l’uomo alternativo all’interno del partito di Governo”

Scopriamo insieme il Louvre del Mondo arabo E' stato inaugurato ieri l'Abu Dhabi Louvre, il primo museo universale del Mondo arabo
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na ‘Città-Museo’ sull’isola di Saadiyat che potrebbe rappresentare un tassello importante nell’economia emiratina come si può capire già dai numeri di base che ne disegnano il profilo: 180 metri è la misura del diametro della vasta cupola, icona del Louvre Abu Dhabi. 8.600 sono i metri quadrati dello spazio espositivo.

Festival della Diplomazia: una finestra sul mondo Si apre oggi la VIII edizione del Festival della Diplomazia che si terrà a Roma dal 19 al 27 Ottobre
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Il Festival ha la pretesa di far discutere su come il nostro mondo possa trovare attraverso i negoziati e la diplomazia, soluzioni che siano il più possibile condivise ed eque. A noi servirebbe per uscire da quella situazione di una crescente incapacità di capire il mondo, un mondo che non si esaurisce nei programmi tv di intrattenimento o nei social.

La marea inarrestabile che ci spinge verso l’autoritarismo Cresce nell’opinione pubblica la convinzione che le democrazie abbiano fallito nel loro scopo di garantire benessere e coesione sociale, e che un certo grado di autoritarismo sia inevitabile
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il futuro che ci attende sarà sicuramente meno democratico di oggi. Le democrazie, in sostanza, si sono rivelate troppo lente rispetto alla velocità dei cambiamenti: così lente da far temere che non siano in grado di vincere le sfide del futuro. «Le monarchie arabe stanno comunque compiendo passi da gigante nell’evolvere da realtà rette da clan feudali a tecnocrazie ibride rette dalla stabilità monarchica».