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Filippine sotto attacco terroristico. Di nuovo Un furgoncino fatto esplodere ad un checkpoint riapre la ferita del terrorismo di estrazione islamica nel Sud del Paese. Intervista al reporter Fabio Polese: “La firma della Bangsamoro Organic Law non cambierà la situazione per ora”
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Nel Sud delle Filippine nuovo attacco terroristico, questa volta attuato da un gruppo locale Abu Sayyaf affiliato ISIS che già aveva fatto sbarcare le proprie milizie a Marawi prima che il Presidente Duterte scatenasse l’inferno contro i miliziani terroristi locali.

Il Giappone fornisce alle Filippine quattro sistemi radar contro pirateria e ISIS La pirateria colpisce duramente nelle acque del Sud Est asiatico, i due Paesi si coalizzano nel nome di interessi comuni
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Non è sfuggito certo il fatto che Tokyo voglia riannodare e soprattutto rafforzare i legami con Manila sia nel campo dell’Economia sia in quello della Sicurezza nell’ambito di una più vasta strategia nipponica volta a contrastare l’ombra ingombrante, massiccia ed onnipresente della Cina

Cronache dal 2017: l’Asia tra le minacce nord-coreane e l’espansione cinese Le due Coree e la Cina, ma anche, Giappone, Filippine, Myanmar e Bangladesh
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La crescente tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti ha finito per coinvolgere tutti i Paesi, a cominciare dai grandi attori internazionali (Cina, in primo luogo, ma anche Russia), passando per i vicini che vedono il proprio territorio più minacciato da un’eventuale scontro armato, per arrivare ad attori più lontani

Filippine: fine della battaglia per Marawi. Ma con l’ISIS? La popolazione prova a tornare alla normalità, che comporta anche lezioni ai bambini su come riconoscere ed evitare le mine e le armi inesplose
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Ora che Marawi è stata liberata, inizia una sorta di battaglia delle idee: ‘L’estremismo violento contro il rispetto e la costruzione della pace e del bene comune; il radicalismo islamico contro il dialogo, la convivenza e un modello sociale inclusivo’

Filippine: il vistoso dietrofront del Presidente Duterte Ha apertamente accusato l’UE di interferire nelle questioni interne, ma poi cambia opinione
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Prima minaccia di espellere tutti gli Ambasciatori UE accusandoli di ordire trame per far cacciare il suo Paese dall’ONU a causa della sua violenta lotta alla droga che ha condotto a circa 4.000 morti. Poi torna sui suoi passi e toglie le competenze della lotta alla droga alla Polizia per darle ad una più piccola agenzia governativa

Estremo Oriente: lo Stato Islamico avanza?
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L’obiettivo finale è lo stesso, stabilire un Califfato e un territorio su cui far rispettare la Sharia, però, non è un gruppo direttamente controllato, né direttamente amministrato dalla leadership dello Stato Islamico. Il Sud-est asiatico, oggi, rappresenta un nuovo mercato per il radicalismo islamico, qualcosa che non si era visto prima e che garantisce un bacino per il reclutamento, nonché, una potenzialmente una via di fuga.