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Libia: Haftar cresce, e anche la Russia Nelle ultime sei settimane, circa 200 mercenari, tra cui diversi cecchini, sono arrivati in Libia per combattere a fianco di Khalifa Haftar. Altri potrebbero arrivare nelle prossime settimane. E’ una svolta, e ora il Cremlino sarà imprescindibile
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La Russia, dopo 4 anni, sta iniziando uscire da dietro le quinte in Libia, si palesa, e ciò rientra in una precisa strategia del Cremlino per affermare la sua presenza in Medio Oriente e in Africa

Francafrique: Macron manterrà le promesse di Ouagadougou? Per il momento la Cellula Africana dell’Eliseo è più attiva che mai, e il Presidente fa finta di non accorgersene. Gli appuntamenti elettorali del 2020 rischiano diminuire l’influenza francese sul continente se i candidati scelti da Parigi non dovessero vincere o se scoppiassero delle rivolte popolari
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Mali, Niger, Gabon, Costa d’Avorio e altri per ora saldamente in mano alla Francia, ma economia e terrorismo non facilmente controllabile dalla Francafrique, nell’anno elettorale africano potrebbero essere le variabili che fanno la differenza

Alla ricerca del lavoro perduto Un mucchio di posti di lavoro stanno sparendo, dai rider al fattorino, dai camerieri ai piloti di aerei, tutto all’insegna del taglio dei costi, ma soprattutto del sempre più acuto e disperante isolamento degli esseri umani
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Che può fare il povero Governo di bassa lega e di stelle al tramonto? Qualcosa potrebbero, se non inseguissero per biechi fini elettorali programmi senza senso; animo! c’è un Paese da risollevare

Trump-Putin, il flirt continua malgrado tutto Il clima ormai arroventato dei rapporti USA-Russia non impedisce ai due presidenti di coltivare ulteriormente, con qualche apparente fiducia, quello personale
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The Donald ha continuato imperterrito a mostrarsi ben disposto nei confronti di Putin, a cercare il dialogo a quattr’occhi con lui e a dirsi soddisfatto dei risultati persino quando, come nello scorso luglio, l’atteso vertice di Helsinki, visibilmente improduttivo, gli ha attirato anche l’accusa di essersi lasciato umiliare dal “nuovo zar”. Il quale, ad ogni buon conto, non gli è stato però da meno.