Navigazione: 27novembre

Uganda: impantanato l’oleodotto, a rischio Museveni Una decisione della European Investment Bank frena nuovamente l’Oleodotto dell’Africa Orientale, mettendo in crisi e a rischio di spodestamento il già contestato Presidente Yoweri Kaguta Museveni Rivitalizzare l’oleodotto Uganda-Tanzania e costruire la raffineria ad Hoima diventa un imperativo per permettere a Museveni di rimanere al potere
di

L’industria petrolifera porterebbe l’Uganda ad una crescita stimata tra il 10 e il 12% annui. Se non dovesse decollare l’opinione pubblica ugandese addosserebbe la colpa del fallimento a Museveni, rafforzando l’opposizione popolare già forte nelle principali città del Paese

Cantate, cantate ‘Bella ciao’, in chiesa, si, anche lì, perché Gesù non è leghista Gramellini per una volta ha toppato: quella canzone è inno alla liberazione, si, liberazione dall’odio, dal razzismo, dalle bugie, dalla politica insulsa, è l’inno di quelli che «la vedo, prendila!»
di

Se non lo avessero ammazzato proprio per questo e sull’altare la canterebbe Monsignor Romero, perché la Chiesa non è solo quella di Ruini, ma oggi è quella di Bergoglio, di Zuppi, di Galantino …

I Beluci contro i cinesi: ecco gli indipendentisti del Pakistan Un’autorevole fonte, che preferisce restare anonima, ci spiega come si è costituito il Belochian Liberation Army e perché attacca i cinesi
di

“Con l’arrivo di altre etnie pakistane e dei cinesi, i Beluci si sentono minacciati”. “La Cina sta estraendo minerali per un valore di migliaia di miliardi di dollari”. “Non ci sono prove che l’India stia incoraggiando gli indipendentisti del Belucistan”

Ucraina, la guerra continua e forse si inasprisce Cinque anni dopo la ‘rivoluzione di Maidan’ il braccio di ferro tra Kiev e Mosca non accenna ad esaurirsi, né a diventare meno pericoloso per tutti, con una Europa che temporeggia e un Trump indecifrabile
di

Lo scontro nel Mare di Azov rientra nella logica della pressione l’uno sull’altro, logica pericolosa in quanto congela un conflitto penalizzante per tutti, e potrebbe provocarne prima o poi uno diverso e ben più devastante

Sudan: il gioco delle tre carte fra Italia, Francia e Russia Al Bashir sta giocando un pericoloso gioco con 3 attori internazionali che non sono compatibili tra di loro. Francia e Italia sono impegnati in una guerra per procura per il controllo della Libia. La Russia ha chiaramente espresso la sua volontà di cacciar fuori i francesi non solo dalla Repubblica Centrafricana ma dall’intero continente
di

L’amicizia francese con il regime di Khartoum potrebbe nascondere anche l’obiettivo di sostituire l’influenza italiana sul Paese tra i più strategici dell’Africa, cerniera tra i mondi arabo e africano. Come nel caso della Libia, anche in Sudan Parigi ha molto più da offrire che Roma