Navigazione: 27dicembre

Lavoro forzato: il lato oscuro della Cina Lavoro forzato, diritto dei lavoratori e sindacati: affrontiamo queste tematiche con Ivan Franceschini, Postdoctoral Fellow presso l’Australian National University
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“Nella Cina di oggi, si possono riscontrare diverse situazioni assimilabili al lavoro forzato”, “da quando Xi Jinping è al potere le autorità cinesi hanno cercato di riaffermare il proprio controllo su ogni aspetto della vita sociale”, “non esistono sindacati indipendenti”

America Latina: un 2019 ricco di novità L’America Latina lascia il 2018 tra molti cambiamenti; cosa si prevede per questi primi mesi del nuovo anno?
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Il subcontinente, durante tutto il corso del 2018, è stato teatro di forti cambiamenti: dalle tornate elettorali alla forte crescita economica di alcune aree; dalle crisi nere, alle ormai strette amicizie con i paesi asiatici. Migrazioni di massa, promesse e speranze, violenze e intrecciate rotte commerciali. Ma il bello arriverà nel 2019.

Burundi: dritti verso il baratro, con capitale Gitega Pierre Nkurunziza imperterrito va avanti a realizzare il suo folle segno di un Regno Hutu con lui Prete Re. Ha annunciato che la capitale da Bujumbura verrà spostata a Gitega, dove si trova il Palazzo Reale
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Bujumbura sarà declassata a capitale economica. La guerra con il Rwanda si sta profilando all’orizzonte insieme al genocidio, facilitato dalla creazione dell’Esercito hutu, dopo tutte le purghe contro i tutsi

Congo, in attesa del voto, forse, se non si va al 2020 «Il popolo congolese non tollererà un nuovo rinvio delle elezioni», avvertono la Conferenza episcopale e la Chiesa protestante in una nota congiunta. In forse la legittimità del voto causa la sospensione delle elezioni in città che insieme rappresentano il 3% dell’elettorato
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Il rinvio dell’ultimo minuto che potrebbe nascondere la volontà del rais di cancellare le elezioni dopo aver constatato che solo un pugno di fedelissimi voterà per il suo delfino Emmanuel Ramazani Shadary, Joseph Kabila, elezioni in Congo

Libia: il petrolio continuerà a fare la differenza tra guerra e ricostruzione Abbiamo analizzato i diversi attori alla luce dell’esplosione di ieri insieme a Umberto Porfazio
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Ieri, 26 dicembre, è esploso l’oleodotto al-Zuqut del terminal di Al-Sidra, vicino il villaggio di Maradah in Cirenaica. Ad esplodere sarebbe stato un oleodotto gestito da una sussidiaria della Al-Waha Oil Company che collega i giacimenti petroliferi del bacino di Marada con il porto petrolifero di Sidra.