giovedì, Novembre 14

Sylvestre Mudacumura, l’ammiratore delle SS Ecco i lunghi 25 anni di terrore tra Rwanda e Congo del miliziano che ammirava la Germania nazista ed era protetto dalla Francia

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Il 18 settembre l’Esercito congolese (FARDC – Forze Armate della Republica Democratica del Congo) annuncia la morte di Sylvestre Mudacumura. Le dinamiche di questa morte sono complesse e le conseguenze come abbiamo visto possono esserlo altrettanto. Mudacumura è il comandante supremo delle FDLR che controllano immensi territori pieni di oro, diamanti e coltan nel Nord Kivu, Sud Kivu e nelle aree nord della Provincia del Katanga. Certo, ma per capire il calibro del soggetto -calibro dal quale derivano le conseguenze che abbiamo visto potrebbero esserci nella regione- bisogna ricostruire il personaggio.

Sylvestre Mudacumura (nato nel 1954 a Gisenyi, Rwanda) era il vice comandante della Guardia Presidenziale di Juvenal Habyarimana e delle forze armate ruandesi durante il genocidio del 1994. Formato presso l’accademia militare Führungsakademie der Bundeswehr di Amburgo fa una brillante carriera all’interno delle FAR (Forze Armate Ruandesi). Durante il genocidio svolge un ruolo di primo piano nell’organizzare le milizie genocidarie Interahamwe e Impuzamugambi Compito meno riuscito: fermare l’avanzata dei ribelli tutsi del Fronte Patriottico Ruandese (FPR) guidati da Paul Kagame. Sulla sua testa pendeva un mandato internazionale di arresto per crimini contro l’umanità commessi contro i civili congolesi emesso dalla Corte Penale Internazionale (CPI).

Grazie agli stretti rapporti con lo Stato Maggiore francese della Operazione Turchese, il generale Mudacumura organizza prima la ritirata di quello che rimaneva dell’Esercito e delle milizie nella zona ‘umanitaria’ (Bisesero, Nyarushishi, Gikongoro Gyangugu e Gisenyi, est del Ruanda), e successivamente la ritirata nel vicino Zaire (attuale Repubblica Democratica del Congo) costringendo circa 1,5 milioni di ruandesi a rifugiarsi anch’essi nello Zaire.  

L’esodo di massa provocato dal generale Mudacumura e dal potente clan hutu Akazu di cui faceva parte la first lady Agathe Habyarimana, serviva per proteggere la ritirata delle forze genocidarie sconfitte dai ribelli tutsi del FPR e dell’intero governo transitorio, che continuerà ad operare fino al 1996, in esilio nello Zaire. Questa immensa massa di rifugiati tra il 1994 e il 1996 servì al governo genocidario in esilio come fonte di finanziamento, avendo le milizie preso il controllo dei campi profughi, grazie alla passività di UNHCR e ONG internazionali.
Il governo hutu in esilio riusciva a convogliare gran parte dei fondi e derrate alimentari destinati alla assistenza ai profughi, nella riorganizzazione e riarmo delle milizie in previsione di riconquistare il Rwanda. Il controllo dei campi profughi permise anche di effettuare reclutamenti forzati, senza che UNHCR intervenisse contro questa palese violazione dei diritti dei rifugiati. Per queste ragioni la ONG francese Medici Senza Frontiere (MSF) decise di interrompere le sue attività umanitarie in sostegno dei profughi ruandesi. 

Mudacumura tra il 1994 e il 1996 organizzerà, con il supporto logistico militare della Francia, tre tentativi di invasione del Rwanda. Tutti falliti. Nel settembre 1996, data di invasione della forza militare multi-africana (Burundi, Etiopia, Rwanda, Uganda) per abbattere il regime di Mobutu Sese Seko e sterminare le milizie genocidarie ruandesi, organizzerà un tentativo di difesa nel Sud Kivu prima di scomparire con un centinaio di uomini presso la località di Kamina. Nel 2000 la Francia decide di riorganizzare le forze genocidarie che restano raggruppandole sotto un unica formazione ribelle, le Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FDLR). Si riesce a raggruppare 3.000 uomini. Sono veterani del genocidio quindi si pensa che possano bastare per formare il nucleo d’acciaio della nuova guerriglia. Il reclutamento forzato rafforzerà i ranghi. 

Ben presto a causa delle atrocità compiute sui civili, questo gruppo verrà inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti. Mudacumura, posto in salvo la moglie e i figli in Germania, aderisce entusiasta alle FDLR assieme a Ignace Murwanashyaka che diventerà il leader politico della nuova formazione. Gli verrà assegnato il comando delle unità FDLR nel settore orientale dei due Kivu, nell’est del Congo, dove organizzerà la resistenza alle truppe ugandesi e ruandesi combattendo al fianco degli eserciti congolese, angolano e zimbabwano. La Seconda Guerra Panafricana in Congo era iniziata due anni prima. Finirà nel 2004.  

L’ascesa al potere di Mudacumura arriva nel 2003 con la morte del Comandante Supremo delle milizie, il colonnello Jean Baptist Kanyandekwe. Muducamura prenderà il suo posto, diventando il numero uno dell’ala militare delle  FDLR, denominata FDLR-FOCA. Kanyandekwe muore avvelenato. All’epoca i sospetti cadranno proprio su Mudacumura, ma la dirigenza del gruppo terroristico optò per non proseguire le indagini, favorendo le innate e indubbie capacità militari di Sylvestre.
Secondo fonti accreditate, vi sarebbe una seconda e più importante spiegazione della assenza di una inchiesta interna. Il Colonnello Kanyandekwe, dopo i vari tentativi di invasione falliti, stava orientando le FDLR verso l’abbandono della riconquista del Rwanda. Il suo obiettivo era quello di consolidarsi nei territori est del Congo, formando una Hutuland. Questo orientamento strategico era apertamente ostacolato da Mudacumura, che sognava la rivincita su Kagame. Il Presidente ruandese doveva cadere e si doveva finire il ‘lavoro’ interrotto nel 1994. 

Durante questi 16 anni di comando supremo, Mudacumura si orientò sulla strategia del suo predecessore: rafforzarsi all’est del Congo nelle zone minerarie più ricche, pur non abbandonando il sogno di riconquistate il Rwanda. Dal 2006 ad oggi sono state tentate 10 invasioni, l’ultima delle quali lo scorso agosto

L’occupazione del territorio nelle province est è stato possibile grazie alla intuizione di Mudacumura e del leader politico Murwanashyaka di diventare soci in affari con la famiglia Kabila. Fu stipulato un contratto molto semplice ma concreto. Le FDLR si impegnavano a difendere il Presidente Joseph Kabila dagli eserciti ugandese ruandese e dalle eventuali milizie tutsi congolesi, in cambio della attiva partecipazione allo sfruttamento illegale delle risorse naturali dell’est del Congo

Un accordo molto lucroso. Il Generale rispetterà gli impegni presi combattendo fino al 2004 contro le truppe di occupazione ruandesi e ugandesi. Nel 2009 combatterà contro la ribellione tutsi congolese del Colonnello Laurent Nkunda e nel 2013 contro la ribellione tutsi congolese Movimento 23 Marzo, noto con la sigla M23. Questi servizi di mercenariato gli permisero di costruire un impero economico mafioso. Oltre la società con la famiglia Kabila, Mudacumura riuscirà ad allacciare alleanze con l’Esercito congolese permettendo ai suoi ufficiali di partecipare all’immenso business delle materie prime congolesi, a scapito della sviluppo del Congo. 

Le FDLR si concentreranno sul commercio di oro e coltan, costringendo migliaia di congolesi a lavorare in condizioni di semi schiavitù. I vari massacri compiuti sui civili vengono regolarmente addossati alle truppe ruandesi o alle guerriglie tutsi congolesi. I profitti del commercio illegale di minerali preziosi serviranno per sostenere le attività militari delle milizie, le attività dell’ala politica protetta in Europa con statuto di rifugiati (nonostante i crimini commessi nel 1994) e per attivare una serie di investimenti produttivi e immobiliari a Kinshasa, a Goma,  in  Burundi, Repubblica Centrafricana e in Uganda. 

Per evitare una resistenza armata da parte della popolazione congolese, l’astuto criminale ruandese crea una serie di alleanze con i capi villaggi locali che assicureranno la pace e l’appoggio delle milizie locali denominate Mai Mai, formatesi durante la Seconda Guerra Panafricana. Questi capi villaggi, spesso dei straccioni semi analfabeti, vengono comprati per una manciata di dollari. 

Tramite suo fratello minore, noto con il nome di battaglia ‘Big Patrick’, riuscirà a stringere alleanze con il contingente indiano della Missione di Pace ONU in Congo, MONUC. I caschi blu indiani accettarono di non attaccare le FDLR nonostante l’assassinio a sangue freddo di migliaia di civili congolesi in cambio della partecipazione ai profitti della vendita illegale del Coltan. Saranno esclusi dal traffico di oro, destinato a Burundi e Uganda. Per dieci anni i caschi blu giungeranno sul luogo dei massacri a lavoro finito e FDLR scomparse. In alcuni casi, ben testimoniati, i caschi blu furono tempestivamente avvertiti dell’attacco ma, misteriosamente, le pattuglie inviate il giorno successivo. Un zelante esempio di rispetto alla lettera degli accordi presi. 

La collaborazione diventa talmente salda che i caschi blu indiani nel 2009 provvederanno alla evacuazione medica via aerea di Mudacumura necessitante di cure specialistiche in Sudafrica. Non si è mai compreso se Mudacumura fosse veramente ammalato o se stesse scappando dall’offensiva militare congiunta Congo-Rwanda per distruggere le FDRL, l’Operazione Umoja Wetu in cui venne arrestato suo genero, il colonnello luogotenente Edmond Ngarambe. 

La collaborazione con i Caschi Blu indiani permette alle FDLR di non subire attacchi da parte della forza internazionale. Nel 2012 la collaborazione fa un salto di qualità. I responsabili militari e politici della MONUSCO supplicano Mudacumura di combattere la ribellione tutsi congolese del M23 che aveva già conquistato Goma, la capitale del Nord Kivu, in cambio della totale immunità. La MONUSCO arriverà a condividere con le FDLR informazioni di intelligence e a chiudere tutti e due gli occhi sul massacro di civili compiuti dai miliziani FDLR

Muducamura istalla lo Stato Maggiore a Goma, dopo il ritiro in Uganda del M23, e viaggia tranquillamente in tutta la Regione dei Grandi Laghi usando voli MONUSCO, nonostante le sanzioni del Consiglio di Sicurezza ONU (ordine esecutivo n. 13413) e il mandato di arresto internazionale per crimini di guerra e crimini contro l’umanità emesso dalla Corte Penale Internazionale. Crimini commessi durante il 2009 e il 2010 e regolarmente addossati al Rwanda dalla propaganda del regime congolese di Kabila.
Aver collocato lo Stato Maggiore a Goma faciliterà sia i rapporti tra Mudacumura e gli istruttori militari francesi presenti nella città congolese, sia il rifornimento di armi e munizioni dall’aeroporto di Goma sotto controllo ONU che verrà anche utilizzato per le spedizioni all’estero di coltan e oro

Nel 2013 il generale Sylvestre Mudacumura si trova all’apice del suo potere grazie ad una serie di clamorosi arresti di dirigenti FDLR che lasciano un vuoto di potere da lui subito riempito.
Nell’aprile 2006 in Germania vengono arrestati Ignace Murwanashyaka, il leader politico delle FDLR e il suo segretario politico, Straton Musoni. Verranno processati per crimini contro l’umanità commessi durante il genocidio del 1994 e per crimini di guerra commessi in Congo tra il 2000 e il 2005.
Nell’ottobre 2010 il segretario esecutivo Callixte Mbarushimana viene arrestato in Francia e consegnato alla Corte Penale Internazionale con l’accusa di genocidio. La direzione delle FDLR vacilla permettendo al Generale Mudacumura di prendere il controllo dell’ala militare FDLR-FOCA e di influenzare l’ala politica del gruppo terroristico basata in Francia. 

Gli affari con la famiglia Kabila vanno a gonfie vele. Si calcola che il traffico illecito di minerali preziosi congolesi renda attorno ai 4 milioni di dollari mensili, che Muducamura deve dividere con il Presidente Joseph Kabila e vari generali della FARDC. Le complicità con il governo, le forze armate congolesi e con i Caschi Blu delle Nazioni Unite, permette a Mudacumura di circolare liberamente presso il capoluogo del Nord Kivu, Goma, immune dal mandato di arresto internazionale spiccato dalla CPI. 

Tra il 2014 e il 2015 Muducamura viene corteggiato da ben due Presidenti: Joseph Kabila e Pierre Nkurunziza. Entrambi cercano la sua alleanza chiedendogli importanti e vitali servizi. Kabila nell’est del Congo ha due problemi che minacciano la sua presa sulle risorse naturali: l’etnia tutsi Banyamulenge, sempre forviera di ribellioni associate al Rwanda, e l’etnia bantu Nande emigrata dall’Uganda 400 anni prima.
Quest’ultimi si dedicano all’agricoltura e al commercio. Tramite un sistema molto simile a quello delle Leghe dei Mestieri dell’epoca dei Comuni in Italia, i Banande controllano l’economia dell’est del Paese. Kabila chiede aiuto a Mudacumura per attuare una serie di pulizie etniche contro questa etnia che deve essere ricacciata in Uganda o sterminata. In cambio il generale HutuPower otterrà il permesso di far occupare a dei contadini hutu le terre e villaggi svuotati. Il suo sogno è di creare uno Stato all’interno dello Stato: la Hutuland

Nello stesso periodo il Presidente burundese Nkurunziza, tramite la mediazione del suo numero due, il Generale Alphonse Nshimirimana, contatta Muducamura chiedendogli di addestrare militarmente e politicamente l’ala giovanile del partito al potere denominata Imbonerakure, circa 30.000 iscritti. Nkurunziza vuole trasformare le Imbonerakure da movimento giovanile a fedelissima milizia paramilitare.
Questa milizia deve essere modellata sull’esempio delle milizie genocidarie ruandesi Interahamwe e  Impuzamugambi, al fine di diventare un organo di controllo della popolazione, uno strumento della repressione del regime ed efficaci carnefici qualora si presenti la necessità di sterminare tutta la minoranza tutsi in Burundi.
La richiesta viene fatta dal Presidente burundese un anno prima del fatidico aprile 2015, quando il suo annuncio di accedere al terzo mandato fa scoppiare estese proteste popolari a cui il regime risponderà con l’instaurazione di una brutale dittatura, dando inizio alla attuale crisi politica del Paese. Dal 2015 ad oggi circa 500.000 burundesi (tra essi molti tutsi) si sono rifugiati nei Paesi vicini e in Europa mentre le vittime del regime si stimano tra le 10.000 e le 15.000 persone. 
Muducamura accetterà la richiesta di Nkurunziza. Dietro generoso compenso addestrerà militarmente e ideologicamente 3.000 giovani del partito CNDD-FDD, tutti selezionati tra gli strati più poveri e abietti della società hutu burundese. Gli addestramenti verranno scoperti per caso da tre suore saveriane italiane. Mudacumura e i suoi alleati burundesi corrono il rischio che le prove raccolte dalle religiose finiscano alle Nazioni Unite. Un rischio evitato con il barbaro omicidio delle tre suore avvenuto nel settembre 2014 e organizzato dal Generale Adolphe.

Durante la sua leadership Muducamura mantiene saldo il rapporto tra FLDR e Francia arrivando, nel novembre 2017, a far parte di un piano di invasione del Rwanda voluto da Parigi. Invasione che non verrà attuata se non dopo un anno e in modo scomposto.
Se per il Comandante Supremo la Francia è il miglior alleato militare e finanziatore è alla Germania che si rivolge tutta la sua ammirazione e il tentativo di emulazione della disciplina e dell’organizzazione militare dell’esercito tedesco. Una passione condivisa dal comandante politico Igance Murwanashyaka fin al momento della sua cattura.
I due leader hanno molti legami con la Germania. Muducamura ha studiato presso l’accademia + militare di Amburgo. Murwanashyaka si è laureato in scienze economiche nella Germania del Est. Entrambi hanno messo al sicuro le proprie famiglie in Germania. 

Tra gli HutuPower e la Germania vi è una lunga storia. Per alcuni anni il Burundi diventa colonia tedesca, prima di passare al Belgio, dopo la sconfitta subita dal Kaiser nella Prima Guerra Mondiale. Durante la guerra fredda entrambe le due Germanie instaurano stretti rapporti con il dittatore Juvenal Habyarimana. Una collaborazione talmente stretta che nel 1994 la Germania riunificata si rifiuterà di riconoscere il genocidio in atto in Rwanda e di accogliere profughi tutsi come da richiesta delle Nazioni Unite. 

Muducamura e Murwanashyaka hanno una vera e propria ammirazione sull’organizzazione militare della Wehrmacht di Hitler, che in parte è stata conservata nella attuale Bundeswehr (esercito del popolo). Ma sono le SS a conquistare il cuore di questi criminali che invidiano la loro disciplina ed efficacia sul terreno. Hitler, Goebbels e Himmler diventano personaggi da studiare e imitare.
La Germania più della Francia viene considerata dalla FDLR come un Paese alleato. Nel 2005, quando Angela Merkel viene eletta Cancelliere, le FDLR organizzano una grandiosa parata militare nel parco di Virunga, Nord Kivu in suo onore. 

L’adorazione nutrita versa la Germania non riesce ad evitare il deterioramento dei rapporti proprio con Angela Merkel. Dopo appena un anno dall’assunzione dell’incarico,  la Merkel ordina una serie di arresti di capi politici delle FDRL e l’immediata sospensione di qualsiasi rapporto o collaborazione con il gruppo terroristico ruandese. L’affronto è ancora più grave in quanto  Merkel rafforza i rapporti con il governo di Kikali e il Presidente Paul Kagame

Nonostante il tradimento tedesco, le FDLR rimangono delle ferventi ammiratori della Vecchia Germania. Meticolosi studi vengono effettuati per comprendere e replicare l’organizzazione e l’efficacia militare della Wehrmacht e delle SS.
Nell’est del Congo le FDLR controllano vasti territori e hanno creato una amministrazione parallela. La milizia è suddivisa in divisioni amministrative, politiche e militari sia nei due Kivu che all’estero. I matrimoni devono avvenire tra hutu. Nel caso che un miliziano voglia sposare una donna congolese quest’ultima deve dimostrare la sua fedeltà all’ideologia HutuPower e di essere politicamente e socialmente dedita alla causa. I misura minore questa ammirazione per il nazismo la si ritrova nel CNDD-FDD il partito HutuPower del presidente burundese Nkurunziza. 

Tutti i miliziani ricevono un’ottima formazione militare (spesso grazie all’aiuto discreto di istruttori francesi) e sono ben armati. Le FDLR non possiedono di copertura aerea e reparti corazzati, ma hanno una non trascurabile artiglieria e missili anti-carro e anti-aerei di fabbricazione russa. Anche per un semplice viaggio tra un villaggio e l’altro il miliziano deve chiedere il permesso ai suoi superiori. Chi tradisce viene ucciso. Se riesce a fuggire, ad essere giustiziati sono i suoi familiari o parenti. 

Prendendo esempio dall’amministrazione SS nei campi di concentramento, le FDLR contabilizzano tutto. Liste di combattenti, i loro nomi di battaglia e quelli reali, il numero di serie delle armi e la quantità di cartucce che ricevono. I beni sul terreno, compreso le biro che devono durare due mesi. Come le SS le FDLR si sentono incaricate da Dio nell’imporre la classe eletta e superiore sterminando gli ebrei africani, i tutsi

Il potere di Mudacumura è al suo apice.«É da lui che riceviamo istruzioni e comandi. Non c’è operazione militare, transazione economica e organizzazione amministrativa che non sia decisa da Mudacumura. Per sposarsi si necessita del suo consenso. Anche Nzabanita sottostà alla sua autorità», testimonierà un disertore FDLR a Human Rights Watch nel 2016. Il Colonnello Luogotenente Félicien Nzabanita è il comandante della Brigata di Riserva FDLR che ha condotto diversi massacri di civili all’est del Congo. 

Il generale Mudacumura ha sapientemente giocato sulla psiche delle popolazioni congolesi inserendosi nello storico conflitto tra Bantu e Tutsi, figurandosi come protettore dei congolesi contro le mire imperialiste del Rwanda. 

Il 2015 è eccezionale. Le operazioni di pulizia etnica contro i Nande nel Nord Kivu sono iniziate e le prime terre abbandonate vengono occupate da una massa di disperati hutu ruandesi. Grazie alla complicità della Missione di Pace MONUSCO, gli attacchi ai villaggi e i massacri di civili vengono attribuiti ad un gruppo terroristico ugandese di matrice islamica, le ADF (Allied Defence Forces), scomparso dal 2014. 

Dal giugno 2015 la collaborazione tra Mudacumura e Nkurunziza fa un salto di qualità. Dopo il fallito colpo di Stato tentato contro Nkurunziza del maggio 2015, il dittatore chiede il sostegno militare delle FDLR. Queste confluiranno in massa nel Burundi, infiltrandosi nell’esercito, nella polizia, servizi segreti, addirittura nella Guardia Presidenziale. Otterranno il controllo delle Imbonerakure, fino a trasformarle in una forza politica e militare semiautonoma di cui Nkurunziza ora deve tener conto e mediare. Nel 2017 le FLDR diventano l’unica forza militare in grado di difendere il regime razziale burundese. L’infiltrazione di questi terroristi nel tessuto sociale, politico e militare nazionale si è estesa fino a raggiungere proporzioni allarmanti che giustificano l’interrogativo: chi comanda in Burundi? Nkurunziza o le FDLR, trasforamtesi da mercenari a padroni?

Il primo passo falso del Generale Mudacumura viene compiuto nel dicembre 2017, quando accetta di attaccare la base militare della MONUSCO a Semuliki, vicino alla città di Beni, nella provincia del Nord Kivu. Il mandatario è il Presidente Joseph Kabila. Durante l’attacco verranno uccisi 15 caschi blu e feriti altri 53. L’azione è un monito rivolto alla MONUSCO e alla sua collaborazione con gli Stati Uniti in disegni destabilizzatori contro il regime di Kabila. 
La missione di pace ONU in Congo non ha mai accusato le FDLR accettando la versione ufficiale di bande armate non identificate. Eppure ha preso distanze dal gruppo terroristico ruandese e progressivamente si sta orientando verso la sua neutralizzazione.
In risposta al massacro, gli Stati Uniti, nel luglio 2018, autorizzano l’Operazione Isolamento e Distruzione. Un attacco militare qualora Kabila rinviasse ancora le elezioni presidenziali. che si dovevano tenere nel dicembre 2016, o si volesse presentare come candidato al terzo mandato. 

Per evitare una invasione militare di vari eserciti africani tra cui Angola e Rwanda, azione di forza approvata anche dal Presidente francese Emmanuel Macron, Kabila mantiene il calendario elettorale del dicembre 2018 e firma un accordo segreto con il leader dell’opposizione Félix Tshisekedi che diverrà Presidente, con il compito di scaldare la poltrona fino alla candidatura di Kabila nel 2023 e di curare gli interessi della famiglia del Rais. L’accordo ruba la vittoria democraticamente riportata da un altro candidato dell’opposizione: Martin Fayulu.

Il mandato presidenziale assunto da Tshisekedi subito si rivela un disastro per Kabila e i suoi soci d’affari. Invece di attenersi ad un ruolo secondario, il nuovo Presidente inizia a promuovere una serie di riforme, lotta contro la corruzione e a tentare di riorganizzare l’amministrazione pubblica e a sostenere l’autonomia e le capacità difensive dell’Esercito e della Polizia. In politica estera Tshisekedi compie l’inaudito. Si avvicina a Rwanda e Uganda promuovendo l’integrazione economica e dei popoli nella Regione dei Grandi Laghi.
Per rafforzare questa nuova alleanza Tshisekedi chiede aiuto alle potenze vicine e alla MONUSCO per debellare i 140 gruppi armati presenti nell’est del Paese, cominciando proprio dalle FDLR. Lo scorso maggio a Kinshasa viene firmato un trattato di cooperazione militare tra Congo e Rwanda. 

Il generale Mudacumura comprende il pericolo e fa trasferire un gran numero di miliziani dall’est del Congo al nord del Burundi, pronti a invadere il Rwanda. Allo stesso tempo è costretto a mantenere con le armi i territori conquistati nell’est del Congo, in quando fonte vitale di finanziamenti tramite il traffico illegale di minerali preziosi.
Dopo qualche mese di inattività da parte dell’Esercito congolese la scorsa settimana le FARDC colpiscono il cuore delle FDLR, intercettando e uccidendo Mudacumura. Una vera e propria esecuzione extra giudiziaria che sottolinea la volontà di Tshisekedi di farla finita con questo gruppo terroristico, iniziando dal Comandante Supremo. 

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