giovedì, Ottobre 22

Swaziland, l’ultimo regno assoluto d’Africa Affascinante, ammaliante ma anche controverso, criptico. Ci si domanda: è tutto vero quel che appare?

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Affascinante, ammaliante ma anche controverso, criptico. Sono quattro aggettivi che descrivono le sensazioni che un osservatore avverte tentando di comprendere lo Swaziland, l’ultima monarchia assoluta del continente africano, nonché una delle ultime esistenti al mondo.
Il regno Swazi si estende su un territorio montuoso poco più grande di quello della regione Lazio, senza sbocchi sul mare e incastonato tra Sudafrica e Mozambico. Attraversando il confine alla frontiera mozambicana di Namaacha il paesaggio inizia a mutare gradualmente sullo sfondo dei monti Drakensberg che caratterizzano questa regione dell’Africa australe. Anche se gli animali sono confinati nei parchi come nel resto del continente, l’uomo qui non ha ancora sopraffatto del tutto la natura, perché la densità di popolazione non è elevata, neppure nei due principali centri urbani di Manzini e della capitale Mbabane. Ciò è dovuto principalmente al fatto che la popolazione è piuttosto esigua: poco meno di 1 milione e 200 mila abitanti.

Affascinante
Il fascino dello Swaziland deriva dalla sua storia singolare. Durante le guerre anglo-boere in Sudafrica tra il 1899 e il 1902 il popolo Swazi ha scelto di sostenere gli inglesi e ciò gli è valso una relativa autonomia divenendo un protettorato britannico. Tale condizione gli ha permesso di mantenere il suo sistema monarchico feudale basato su proprie radicate tradizioni. Nel 1968 lo Swaziland ha ottenuto l’indipendenza senza alcuna guerra pur restando membro del Commonwealth e non ha mai conosciuto alcun conflitto interno, caso più unico che raro nel continente africano. Il segreto di questa stabilità è dovuto in parte ad un altro fattore: il suo popolo è composto da un solo gruppo etnico, gli Swazi che derivano dagli Zulu e dai Ndebele. L’orgoglio swazi e l’affezione alle proprie tradizioni si manifestano ancora oggi nella festa nazionale dell’Incwala, dedicata al sovrano nel mese di dicembre, e nella pittoresca e popolarissima Umlanga Reed Dance in onore della regina madre, alla cui conclusione il re può scegliere fra le vergini, che si esibiscono danzando, una nuova moglie che va ad aggiungersi al suo harem. Nel Paese, infatti, la poligamia è legale e ancora abitualmente praticata per lo più nelle aree rurali.
Altra singolarità: l’attuale sovrano Mswati III è stato incoronato nel 1986. Egli appena diciottenne è divenuto il più giovane sovrano regnante al mondo fino al 2006, quando in Bhutan è stato eletto re Jigme Wangchuck. È stato inoltre il più giovane capo di Stato del mondo fino al 2001 quando in Repubblica Democratica del Congo Joseph Kabila ha sostituito il padre Laurent-Désiré.

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