domenica, Luglio 21

Suor Plautilla Nelli pictora ritrovata

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Fra le tante mostre che Firenze offre ai visitatori (tanti) e ai concittadini (assai meno) da pochi giorni  ne è stata inaugurata una alla Galleria delle Statue degli Uffizi di particolare significativo, dedicata ad una donna, una pictora  come si definisce, del Cinquecento: Plautilla Nelli. Chi era costei?  Una suora che per mezzo secolo è vissuta fra le mura del Convento  domenicano di Santa Caterina da Siena, noto anche come Santa Caterina in Cafaggio – posto sotto il controllo dei frati di S. Marco.

Una delle rare artiste lodate da Giorgio Vasari nelle celebri Vite per la fama  acquisita fra i suoi contemporanei e l’ ampiezza  della sua produzione. Poi la sua notorietà, col tempo, si è  affievolita e quando agli inizi dell’Ottocento la Fondazione di Santa Caterina in Cafaggio  fu soppressa, anche Plautilla piombò nell’oblio. Solo verso la metà dell’Ottocento il suo nome  riapparve, è nel Novecento che ripresero gli studi su Nelli. Ma questa che si è aperta agli Uffizi è la prima mostra personale dedicata all’artista, considerata la prima pittrice fiorentina di cui si ha notizia. E ciò è dovuto principalmente al fascino che esercitò su  Jane Fortune una monografia capitata casualmente tra le sue mani,  che Jonathan Nelson aveva dedicato alla pittrice.

Plautilla Nelli
Busto di giovane donna
Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe
Fonti manoscritte: Baldinucci

La vicenda umana ed artistica di questa ragazza indusse una decina d’anni fa la Nelson ad approfondire  la conoscenza dell’artista,  fare la diretta conoscenza della sue opere a partire da quelle che si trovano in S.Marco, al punto da finanziare il restauro dello splendido Compianto realizzato nel grande refettorio del Convento, poiché i colori si erano sbiaditi, fino  a  farne poi il centro delle  sue ricerche e del suo impegno. Si deve dunque al fascino esercitato da Plautilla  se Jane Fortune  decise di dar vita ad una Fondazione, la Fondazione statunitense, operativa a Firenze dal 2006, la cui missione è il restauro e l’esibizione dell’arte al femminile conservata nei musei e nelle chiese della città. Un obbiettivo che va oltre la Nelli. La Fontaine infatti si chiese: se Plautilla Nelli è la  prima pittrice fiorentina di cui si ha notizia,  perché è praticamente sconosciuta, che cosa ne è stato di quella vasta produzione cui faceva riferimento il Vasari?  E ancora: quanti lavori di artiste donne sono ancora visibili? Quante loro opere, cadute nell’oblio della storia sono state lasciate languire per secoli nei depositi dei musei e delle chiese? «La vicenda di Plautilla mi ha appassionato e ispirato le mie ricerche negli archivi quasi inesplorati e bei magazzini dei musei, a caccia di quelle opere femminili che “andavano soccorse’». Queste sue ricerche hanno condotto a risultati sorprendenti, come  afferma la stessa Fortune: «Pochi sanno che da ben più di cinque secoli Firenze è un vero e proprio centro per l’arte al femminile,le opere di artiste donne che abbiamo rintracciato e censito nei musei e chiese di Firenze sono più di 2.000. Sono una parte ‘invisibile’ della storia dell’arte, che necessita di essere restituita al pubblico».

Plautilla Nelli
Annunciazione
olio su tavola
Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture, Depositi

La personale su Plautilla Nelli è il primo passo in questa direzione. Passo che non si sarebbe potuto  compiere se la Fondazione non avesse sostenuto le spese  di restauro di ben otto dipinti e nove disegni di Plautilla. Si è detto dell’attrazione esercitata sulla studiosa  americana da parte della Nelli. Ripercorrendo brevemente la vicenda umana e pittorica della Nelli, si può ben capire il perché sia stata in grado di muovere tale interesse. La sua non è stata una vita travagliata e  drammatica come quella di Artemisia Gentileschi, la donna che in un mondo ostile alle donne riuscì ad imporre la sua arte e a difendere la  sua visione della vita e dell’amore. No,  la sua può dirsi una vita diversa, ‘nascosta’ come quella di tante ragazze finite in Convento e che da quelle mura non sono più uscite.  Plautilla vi entrò che aveva 14 anni ( correva l’anno 1538) a seguito della morte della madre e delle seconde nozze del padre, e vi restò per più di mezzo secolo, fino alla sua morte, avvenuta il 7 maggio del 1588, all’età di 64 anni.

Fin da adolescente mostrò carattere e determinazione: avendo buona disposizione verso il disegno, coltivò – da autodidatta – questa sua passione, che mise a disposizione  del Convento, perfezionandosi nel disegno e nell’arte pittorica:  i suoi lavori risentivano del clima suscitato dalla predicazione del Savonarola, che ebbe una grande influenza tanto da richiamare da varie parti monaci e seguaci. Le sue opere erano d’ispirazione sacra, le realizzò per il Convento ma anche per una committenza che si faceva sempre più numerosa: chiese e privati cittadini. Per far questo mise su dentro il Convento   una vera e propria ‘bottega artistica’: lei sovrintendeva alle suore sue allieve e insegnava.

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