giovedì, Aprile 25

Suk Italia: in attesa delle briciole dalla Cina Una grande occasione di essere noi, una volta tanto, ad offrire su un piatto d’argento all’Europa intera una occasione succulenta, sprecata nella pacchianeria e nella ostentazione ridicola della nostra, passata, potenza

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Tra il Suk e le perline, così mi viene da definire la ‘visita’ del Presidente cinese Xi Jinping in Italia una settimana fa, in attesa del summit tra Unione Europea e Cina si terrà il 9 aprile a Bruxelles. Organizzata, pare, da uno strano personaggio, un Sottosegretario leghista siciliano abitante in Cina, una sorta di clone o di Frankenstein tecnologico, che negli ultimi giorni era presente ovunque a magnificare i successi della sua iniziativa.

Successi tutti da vedere e da comprendere perché il Sottosegretario Michele Geraci (non è chiaro ora in che rapporti con il suo burbero e torvo Segretario Matteo Salvini, ostile alla cosa per volere di Donald Trump) non fa altro che negare l’opportunità, o, anzi, la necessità di inserire questo progetto in qualcosa di più globale e multilaterale, data la dimensione non certo eccezionale dell’Italia. Capisco che il Sottosegretario sia poco sensibile al tema, ma capisco meno, molto meno, la scarsa sensibilità del Governo e del suo ‘capo’ Giuseppe Conte.

Certamente, come si dice chi è senza peccato scagli la prima pietra, e infatti la reazione stizzita di Emmanuel Macron fa il paio con la infantilesoddisfazionedei nostri governanti, felici di essere arrivati primi. Felici, ma incapaci di rinunciare alle proprie beghe da cortile, così provinciali da non capire che Xi le vede le beghe e se la ride e le usa per fregarci magari, noi che siamo arrivati primi e poi gli altri, dai quali siamo divisi e ci siamo fatti allontanare.

Primi a fare che? Fatta eccezione per il ‘cinese’ Geraci, non c’è una sola persona con un minimo di attenzione ai problemi reali, in particolare dell’economa, che non sottolinei il pericolo di questo accordoseparato’, anzi, i pericoli: quello di fare partire una rincorsa a chi fa di più e prima di altri tra Paesi europei, tutti troppo piccoli per essere un interlocutore valido della Cina, e quello di trovarsi alle prese con un colosso, dal quale si potranno ottenere solofavori’, briciole cadute dalla sua tavola. E vedremo tra poco che l’atteggiamento generale del nostro Paese, allo stato dei fatti, appare proprio questo: raccogliere le briciole.

Solo un’ultima notazione su un tema, del resto, notato e sottolineato di moltissimi ‘esperti’ e non esperti, ma comunque persone pensanti: basterebbe ricordare le parole durissime e realistiche di Romano Prodi qualche sera fa. Concorrere o meglio litigare tra Paesi europei nonché insensato è stupidamente autolesionista. L’Europa, con la sua forza, può rappresentare un valido interlocutore della Cina (sia pure a fatica, di fronte ad un Paese che ha 1.400.000.000 di abitanti: in Europa siamo 500.000.000), ma i singoli Stati, sia pure la Germania o la Francia o la stessa Inghilterra, sono destinati individualmente ad essere spazzati via, e noi prima di loro. Fare oggi la ‘mosca cocchiera’ dell’impresa, senza correre subito a offrire tutta la possibile collaborazione all’Europa, senza la quale siamo morti, è stupido e suicida: rischiamo di ridurci ad essere l’approdo della Cina in Europa, e come in tutti gli approdi nel porto c’è tecnologia, vivacità e ricchezza, fuori povertà, degrado e prostituzione.

E per non parlare, tra l’altro, della la reazione altrettanto infantile di altri, come Macron, Angela Merkel eccetera, che, a loro volta, non sanno guardare oltre una piccola competizione da condominio, sì, diciamocelo chiaramente, da condominio, fondata sulla pretesa di essere migliori di altri.

Che peccato, una grande occasione, una possibilità di essere noi, una volta tanto, ad offrire su un piatto d’argento all’Europa intera una occasione succulenta, ma da consumare un po’ alla volta, una grande occasione sprecata nella pacchianeria e nella ostentazione ridicola della nostra, passata, potenza e di qualche corazza di latta scintillante!
Ma sperare di ragionare con certa gente ora come ora è impossibile, e poi ci sono le elezioni e si pensa solo a quello! Roba da matti.

Con tutto il rispetto, mi sorprende che non abbia reagito diversamente (ma forse non poteva) Sergio Mattarella, che, certo ha parlato di strada a doppio senso, ma non credo che basti. Questi fanno sul serio, si parla di soldi, quantità immense di soldi, altro che auspici: bisogna mettere cose concrete sulla bilancia, e dove sono? Quali sono le prospettive geopolitiche di Luigi Di Maio e Casaleggio Associati e Dibba, o di Conte (Conte chi?), per non parlare del brillante duo da avanspettacolo Salvini-Meloni … accomunati dal medesimo sguardo torvo!

Il senso complessivo della vicenda, a ciò che si vede, è a dir poco imbarazzante.
Abbiamo visto tutti, il Presidente cinese, scortato da Corazzieri a cavallo in fila per quattro (non so se con il resto di due!) in giro per la città, una cosa d’altri tempi. Accolto in unasuitedi soli 350 metri quadri con la moglie, poi portato in giro a visitare monumenti vari, con i genitali (quelli dei monumenti non i suoi), pare, non coperti, meno male! A portare, accompagnato dai soliti corazzieri, corone al Milite Ignoto italiano, boh! Salutato da Mattarella (colgo l’ironia, forse solo casuale? No, Mattarella sa quello che fa) dinanzi al busto di … Augusto. E poi la super cena da 150 invitati (Marcello Lippi incluso, una autorità indiscussa dell’economia e della cultura!) una cosa da fare impressione: uomini con indosso improbabili smoking (non frac come scrive Gabriella Cerami, evvia mica siamo alla festa di Violetta Valéry, è vero che c’era Bocelli!) spesso sciattamente sbottonati su pancioni strabordanti, donne in lunghissimi e scomodissimi abiti da gran sera … diciamoci la verità, una cosa nonché ofana, ridicola e offensiva. E poi, la rapida visita a Palermo a … comprare arance ‘sanguetta’, con ben nove minuti dedicati al Sindaco Orlando … che figata, direbbe Di Maio, esperto in sfigati!
E intanto gli oltre trecento individui del seguito di Xi, che negoziano accordi misteriosi, su cose misteriose … insomma la ciccia è lì.

Confesso una colpa, colpitemi. A me ha fatto venire in mente la visita (la ricordate?) di Muammar Gheddafi in Italia, in alta uniforme, con la foto appiccicata sul petto di non so cosa e … il baciamano di Silvio Berlusconi. Una scena indimenticabile. Qui, invece del baciamano cinquanta corazzieri a cavallo, cene sfarzose, eccetera. Ma poi, forse, il capitano William Bligh, ve lo ricordate, quello del Bounty, che arriva a Tahiti e riceve corone di fiori, offerte di vergini locali, frutta meravigliose e … in cambio distribuisce perline ai ‘selvaggi’ locali. Ecco, ci pensavo, mentre guardavo quelle scene tra il ridicolo e il lugubre e mi domandavo: e le perline, le perline dove sono, o meglio quali sono? E sì, perché alla fine, di perline si tratterà.

Abbiamo, mi è sembrato, aperto il suk nella speranza di guadagnare qualcosa, incapaci di capire che da soli, come siamo sempre di più per la insipiente inconsistenza dei nostri scavezzacolli aspiranti governanti, solo un suk possiamo aprire, a parte il fatto che, abbiamo voglia di rompere le scatole a Macron sul TAV (ricevendone, per dirla in vernacolo, ‘pesci in faccia’) ma, alla fine, senza TAV, le merci che arriveranno a Genova che ne facciamo, le consuma tutte Grillo?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.