venerdì, Maggio 29

Suicidi in divisa: è strage Una situazione che andrebbe attentamente controllata

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La notizia dell’altro giorno: un assistente capo della polizia in servizio presso la Questura di Ragusa uccide la moglie, poi si toglie la vita. Lascia un messaggio dove scrive «Ti ho dedicato tutta la mia vita. Ti amo». Se ne è scritto, se ne è parlato nei notiziari radio-televisivi come di un episodio ordinario; e che si ritenga ordinario che una persona che per mestiere, ha il compito – e dovrebbe essere addestrato per questo – di mantenere calma e lucidità proprio in momenti in cui tutti perdono l’una e l’altra, ecco: dovrebbe far pensare; e si dirà: sono cose che purtroppo possono accadere. Non basta indossare una divisa per garantire, sempre e comunque, stabilità mentale ed equilibrio, lucidità e prontezza di riflessi, umanità e ragione: le doti, appunto richieste a chi deve garantire sicurezza e protezione.

Non si vuole, naturalmente, generalizzare. Incontestabile, tuttavia, che tra i tutori dell’ordine serpeggi una sorta di ‘male di vivere’ che si traduce (non solo) in gesti estremi come il suicidio e l’omicidio. Di questo disagio, di questo malessere si è fatto interprete, giorni fa, l’avvocato Giulio Murano, che ha inviato una lettera aperta alla ministra della Difesa Elisabetta Trenta, e ai presidenti delle commissioni parlamentari Difesa della Camera dei Deputati, Gianluca Rizzo; e del Senato Donatella Tesi. «Di fronte all’allarmante fenomeno dei suicidi», scrive Murano, «che interessa i militari di tutte le specialità ed in particolare dell’Arma dei Carabinieri, oltre che le forze di polizia, è necessario intervenire in ordine alla sottoposizione dei militari a più accurate visite mediche periodiche e che, nel caso siano riscontrate anche lievi criticità psicologiche, prevedano, nel protocollo, l’immediata verifica specialistica ed in ogni caso l’immediata esclusione da servizi armati ovvero l’eliminazione della dotazione dell’arma di ordinanza, al fine di prevenire ogni possibile e malsano utilizzo della stessa per fini autolesionistici».

I numeri sono eloquenti: tra il 2012 e il 2016, ultimo anno in cui i dati sono disponibili, sono 255 i militari morti suicidi. «Quarantadue casi solo nel 2012», si legge su forzeitaliane.it. I dati forniti ed elaborati dall’Osservatorio Nazionale dei Suicidi nelle Forze dell’Ordine (ONSFO) e Cerchio Blu (raccoglie e analizza i suicidi e «gli eventi di omicidio-suicidio degli operatori di polizia italiani») sono tragici: dal 2010 al 2016 nella polizia di stato ci sono stati 62 suicidi, i carabinieri che sino tolti la vita sono 92, nella guardia di finanza 45; la polizia penitenziaria conta 47 vittime, 8 la Forestale.

Alcuni casi emblematici: termina il servizio, l’ispettore capo del carcere di Monza, una donna di 41 anni, madre di un bambino di appena dieci anni; spegne il motore dell’auto parcheggiata ordinatamente nella zona industriale a Brugherio, vicino Milano. Prende la pistola d’ordinanza, si toglie la vita. Identica dinamica quella di un altro suicidio di quattro mesi prima, a San Gimignano, vicino Siena: un agente si uccide in auto; prima si assicura che le portiere siano ben chiuse.

Una situazione che andrebbe attentamente monitorata, non fosse che è palpabile una sorta di imbarazzo istituzionale che finisce anche col rallentare la prevenzione del fenomeno. Fatto è che non sono mai stati resi pubblici studi e analisi per capire portata e dimensione.

Bisogna risalire al 15 settembre 2016, quando l’allora sottosegretario all’Interno Domenico Manzione diffonde per la prima volta alcuni dati ufficiali aggregati dei suicidi tra le forze di polizia, ferme al quinquennio 2009-2014. In media 12 suicidi all’anno: 62 sono stati quelli tra gli agenti di polizia, 92 tra i carabinieri, 45 nella guardia di finanza, 47 tra i poliziotti penitenziari, otto tra i militari dell’ormai sciolto corpo forestale.

Per il quinquennio successivo bisogna affidarsi all’Osservatorio dell’associazione ‘Cerchio blu’ che cerca di offrire dati il più possibile completi: nel biennio 2015-2016 quando i suicidi sono stati in tutto 66: 34 nel 2015, 32 nel 2016. Tra il 2010 e il 2016 ben 255 agenti si sono tolti la vita. Una percentuale doppia rispetto alla media di suicidi nella popolazione civile italiana. Purtroppo non si sa (o non si vuole?) assicurare una adeguata, efficace prevenzione. Mancano servizi di psicologia appropriati, che rendano più capillari e frequenti quelli già offerti. Le difficoltà derivano da mancanza di fondi e scetticismo.

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