domenica, Novembre 17

Sui Referendum ci vuole chiarezza field_506ffbaa4a8d4

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Il DDL Boschi, approvato in via definitiva alla Camera, introduce all’art.15 l’abbassamento del quorum, qualora il Referendum sia proposto da 800.000 firme. Sarà ribattezzato ‘quorum mobile’, la nuova soglia che prevedrà non più il raggiungimento del 50% +1 degli aventi diritto al voto, come stabilito dall’art.75 della Costituzione, bensì «la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei deputati». Tuttavia questo criterio varrà solo se il Referendum è proposto da 800.000 firme. Se sarà supportato da 500.000 firme o sarà proposto su iniziativa di  5 consigli regionali, il quorum rimarrà invariato ossia «la maggioranza degli aventi diritto al voto». Abbiamo chiesto a Pasquale Costanzo, docente di Diritto costituzionale presso l’Università di Genova, se ci saranno dei cambiamenti significativi in vista di una maggiore partecipazione al voto.

Se le firme a suo tempo raccolte per sottoscrivere la richiesta di referendum hanno raggiunto il numero di 800.000 (cioè un numero maggiore di quello necessario di 500.000), il quorum in questione è calcolato sul complesso degli elettori che hanno partecipato all’ultima elezione della Camera dei deputati (insomma, un bonus per il grande interesse manifestato in ordine al referendum). Il quorum è quindi “mobile” perché potrebbe cambiare da una consultazione all’altra. Resta fermo che il referendum per avere successo (ossia riesca nell’intento di abrogare) deve riportare la maggioranza dei sì” spiega Pasquale Costanzo, docente ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università di Genova.

Nel caso non si attingessero le 800.000 firme, non si vedono ragioni perché si producano cambiamenti significativi. Probabilmente, però, sarebbe più visibile la campagna per la raccolta delle firme (oggi per solito molto opaca) cioè più battagliera tra coloro che vorranno convincere o invece dissuadere dal sottoscrivere la richiesta di referendum” aggiunge il costituzionalista.

In pratica, il Referendum del 17 ottobre sulle estrazioni petrolifere in mare (entro le 12 miglia) fino all’esaurimento dei giacimenti, con la modifica prevista dall’art. 15 Costituzione proposta dalla nuova riforma, non avrebbe comunque superato la soglia di validità.

Come ha dimostrato, una volta di più, lo scrutinio di domenica 17 aprile scorsa, tale quorum è difficile da raggiungere, soprattutto in condizioni di incertezza e frammentazione tra le forze politiche. Il progetto di revisione costituzionale, appena varato dalle Camere e in attesa di referendum confermativo nell’ottobre prossimo, mantiene ferma tale previsione” sottolinea il giurista.

Per il professor  Costanzo, però, l’astensionismo non corrisponde semplicemente ad una volontà di far fallire un Referendum, bensì anche alla mancanza di una cultura costituzionale che esiste nel nostro paese a partire dalla Seconda Repubblica. Questo discorso può valere anche per i Referendum confermativi.

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