venerdì, Novembre 15

Suffragette, ora anche Londra le celebra (e tenta la riabilitazione) Inaugurata al Museo della Capitale la mostra 'Votes for Women' dedicata a chi lottò per l'emancipazione e i diritti elettorali

0

La medaglia di Emmeline Pankhurst è uno dei pezzi pregiati in visione al Museo di Londra all’interno della mostra ‘Votes for Women’, che ha aperto in coincidenza con il centenario del People Act. Si tratta di un nastro a strisce con i colori delle Suffragette, ossia verde, bianco e viola e le parole ‘sciopero della fame’.

Le Suffragette usarono per questa medaglia (e non solo) i colori della speranza, della purezza e della dignità e la conferivano a donne che, come i soldati in battaglia, erano pronte a subire e impiegare la violenza per ottenere la vittoria.

Questo mese e quest’anno si stanno svolgendo eventi in tutta la Gran Bretagna per celebrare i risultati delle Suffragette: l’atto del 1906 ha permesso il voto alle donne oltre i trent’anni, ma era solo un inizio. Per questo le attiviste nel Paese si stanno impegnando affinchè siano riabilitate definitivamente le Suffragette, abolendo a titolo postumo anche le condanne legali di coloro che furono imprigionate nelle proteste per i diritti elettorali.

La campagna, lanciata dalla Fawcett Society, organizzazione che prende il nome da una della storiche paladine di quella battaglia, Millicent Garrett Fawcett, sta raccogliendo molte adesioni. Oltre all’intero Partito Laburista di Jeremy Corbyn, si è unita all’appello la leader scozzese del Partito Conservatore, Ruth Davidson. Mentre la stessa premier Tory, Theresa May, ha esaltato l’eroismo delle donne che condussero quella battaglia.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.