mercoledì, Dicembre 11

Sudan: verso lo scontro finale? Il regime starebbe verificando la lealtà dell'Esercito per reprimere in modo violento e definitivo la rivoluzione, Esercito che nel fine settimana avrebbe disobbedito agli ordini di al-Bashir

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Migliaia di sudanesi, nel fine settimana (sabato  si ricordava il 34 ° anniversario della rivolta popolare del 6 aprile 1985 che pose fine al Governo autocratico del generale Jaafar Nimeiri), hanno manifestato, davanti al quartier generale dell’Esercito  (Forze Armate del Sudan – SAF), nella capitale, Khartum, sede del Ministero della Difesa e residenza del Presidente, chiedendo le dimissioni, appunto, del Presidente Omar al-Bashir, al potere da 30 anni.
I dimostranti hanno scandito lo slogan ‘Libertà, pace, giustizia’, che ha segnato le manifestazioni da quattro mesi a questa parte. «Non ce ne andremo da qui finché non si dimette», dicono i dimostranti.
L’elemento nuovo di queste manifestazioni che sono le più grandi da quando, quattro mesi fa è iniziata la ‘rivolta’, è che ora i manifestanti chiedono apertamente che l’Esercito li sostenga nella loro opposizione a al-Bashir, con slogan tipo ‘il Sudan si solleva, l’Esercito si solleva’. E l’Esercito sembra iniziare a spaccarsi. Infatti, le dimostrazioni, iniziate il 19 dicembre, sono state finora disperse dai servizi di sicurezza, ma non dall’Esercito, e questo fine settimana i vertici dell’Esercito avrebbero rifiutato di eseguire l’ordine del Presidente di disperdere i manifestanti.

Gli organizzatori del movimento, un’alleanza di partiti di opposizione che hanno aderito all’Associazione dei professionisti sudanesi (SPA) che hanno firmato questa che sempre più appare come una ‘rivoluzione’, avevano dichiarato che questa settimana le manifestazioni avevano lo scopo di chiedere all’Esercito discegliere tra il suo popolo e il dittatore“, c’è da sperare, avevano sottolineato, «che l’Esercito prenda posizione per il popolo».

Secondo informazioni trapelate da Khartoum, il primo vicepresidente Awad Ibn Ouf, che è anche Ministro della Difesa, ha dato ordine di interrompere i sit-in, dopo un incontro con il Presidente al-Bashir e con il suo ex primo vicepresidente Ali Osman Taha. L’ordine sarebbe stato respinto da diversi generali dell’Esercito.
Il Ministro dell’Informazione sudanese, che è anche il portavoce del Governo, Hassan Ismail, ha messo in guardia contro l’imminente guerra civile, dovuta alla polarizzazione in atto.

Secondo il ‘Sudan Tribune, questo indicherebbe per un verso la ‘forte possibilitàdel Governo a procedere con una repressione che si trasformi in un massacro di cittadini  pacifici stasera, ma dall’altra anche l’esitazione dell’Esercito a difendere ad oltranza il Presidente e il Governo.

I professionisti sudanesi che sovrintendono alle proteste da 4 mesi contro al-Bashir in coordinamento hanno invitato tutti i Paesi, gli attori internazionali, le Nazioni Unite e le organizzazioni per i diritti umani «a monitorare da vicino la situazione in Sudan e a prendere le dovute misure».

Ieri, poi,  un blackout generale ha lasciato senza elettricità il Paese. Il Ministero dell’elettricità ha confermato il blackout nel Paese, senza precisarne la causa. Una situazione molto simile a quella venezuelana, resta da capire solo se voluta, come secondo alcuni osservatori, oppure se causata dal deterioramento della rete.

Secondo le informazioni che provengono dal Paese, il regime starebbe verificando la lealtà dell’Esercito, su quanti uomini può contare, per reprimere in modo violento e definitivo la rivoluzione, forse si sta andando verso lo scontro finale.

Resta da vedere cosa farà l’Occidente, a partire dall’Unione Europea, molto interessata a mantenere il regime attuale, magari senza al-Bashir, cambiare tutto perché tutto resti uguale. Così come si dovrà vedere che cosa farà la Russia.
La rivoluzione borghese in atto sarebbe in grado di prendere il controllo del Paese, secondo gli osservatori, resta da capire quanto potrebbe fare gli interessi di Occidente e Russia. Che la rivoluzione si trasformi o meno in guerra civile molto dipenderà da questi calcoli esterni.

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