martedì, Luglio 16

Sudan: muore Hassan Al Turabi, il lato estremo dell'Islam field_506ffbaa4a8d4

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Hassan Al Turabi, leader del Sudan’s Popular Congress Party – PCP (Partito Popolare del Congresso del Sudan) è morto sabato 5 marzo presso l’ospedale privato Royal Care a Khartoum, causa un attacco cardiaco. Al-Turabi non è stato un politico qualunque ma il leader de facto del Paese che ha messo al potere uno sconosciuto Colonnello dell’esercito, Omar el Bashir, durante il colpo di stato del 1989 creando un regime basato sulla Sharia . “Turabi è stato una delle figure più importanti e controverse della storia contemporanea del Sudan” afferma James Copnall ex corrispondente del Sudan per la BBC.

Nato nel 1932 a Kassala, est Sudan confini con l’Eritrea, Turabi riceve una rigida educazione islamica prima di accedere nel 1951 alla facoltà di giurisprudenza presso l’Università di Khartoum. Dopo la laurea studia a Londra e alla Sorbona di Parigi dove ottiene anche un dottorato. Fu proprio durante i suoi anni universitari che entrò in contatto con la Fratellanza Musulmana divenendo successivamente un fervido militante. Al ritorno degli studi in Europa divenne uno dei più promettenti quadri del Islamic Charter Front, un partito controllato direttamente dalla Fratellanza Musulmana. In meno di cinque anni il ICF diviene il più importante partito di opposizione nel 1964 sotto la dittatura militare del Generale Ibrahim Abboud, nonostante ogni formazione politica fosse stata abolita.

La caduta del regime, avvenuta il 26 ottobre 1964, fu dovuta da dimostrazioni popolari che forzarono il Generale Abboud al esilio in Gran Bretagna. Sirr Al-Khatim Al-Khalifa, leader del National Umma Party, nominato Presidente ad interim, governò il Paese per soli 18 giorni (16 novembre – 03 dicembre 1964) prima di essere rimpiazzato da due successivi Comitati di Sovranità che gestirono il Paese dal 3 dicembre 1964 all’8 giugno 1965, prima di passare le redini al presidente Ismail al-Azhari, leader del Democratic Unionist Party che ricoprì la carica fino al 25 maggio 1969, quando fu destituito dal Colonnello Gaafar Muhannad an-Nimeiryn che attuò un colpo di stato definito la Rivoluzione di Maggio instaurando una seconda dittatura militare guidata dal Revolutionary Command Council di cui Nimeiryn era leader assoluto. Il progetto di Nimeiryn era di instaurare un regime militare laico nel rispetto dell’Islam sul modello del regime creato in Egitto.

Durante questo tumultuoso periodo Al Turabi rafforzò l’Islamic Charter Front senza coinvolgerlo nella lotta per il potere. Nonostante questa scelta politica fu arrestato dal Colonnello Nimeiryn, che dissolse l’ICF, giudicato troppo pericoloso per il regime militare. Al Turabi fu condannato a sei anni di arresti domiciliari e successivamente all’esilio in Libia. Nel 1977, causa forti difficoltà economiche e gravi tensioni sociali, il Colonnello Nimeiryn, propose con successo una alleanza con il movimento islamico del Sudan permettendo ad Al Turabi di ritornare nel Paese dove assunse immediatamente la leadership delle varie aggregazioni politiche islamiche. Durante l’alleanza Al Turabi disintegrò dall’interno lo stato laico del Colonnello Nimeiryn infiltrandosi nella Università e creando un forte movimento islamico tra gli studenti. Si infiltrò anche nella Unione Socialista Sudanese divenendo il leader assoluto e conquistando l’incarico di Ministro della Giustizia nel 1979.  Al Turabi allineò l’Unione Socialista Sudanese alla ideologia islamica grazie alla sua retorica e politica apparentemente progressiva e liberale. Nel disperato tentativo di mantenere il potere, il Colonnello Nimeiryn aumentò il potere del fronte Islamico e di Al Turabi fino a proclamare la Sharia nel 1983.

Per rendere irreversibile il potere islamico Al Turabi fu l’ideatore del colpo di stato del 30 giugno 1989 dove pose al potere Omar Hassan el-Bashir. Seguì un periodo di repressione inaudita, distruzione dei partiti di opposizione, abolizione della libertà di stampa e aumento della Sharia come forma di controllo sociale, imposta con il terrore e inaudite violazioni dei diritti umani. Durante il primo periodo del regime di Bashir, Al Turabi rimase dietro le quinte anche se era chiaro a tutti i sudanesi che deteneva il vero potere. Nonostante avesse imposto la Sharia, Al Turabi non trasformò il Sudan in una Repubblica Islamica. Uno stratagemma per non essere assimilato al terrorismo come fu l’Iran. La contraddizione tra le idee progressiste e moderate di Al Turabi e la sua politica islamica estremistica caratterizzata da gravi violazioni dei diritti umani fu spiegata dal diplomatico americano Andrew Natsios: «Al Turabi è un abile politico che dona agli occidentali i più progressisti discorsi ma applica l’estremismo islamico per mantenere il potere nel suo Paese».

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