martedì, Ottobre 20

Sudan-Egitto: diminuiscono le tensioni

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Giovedì 20 aprile il Primo Ministro sudanese, Ibrahim Ghandour, e il Primo Ministro egiziano, Sameh Shoukry, hanno dichiarato, in una conferenza stampa congiunta, la volontà dei rispettivi governi di risolvere pacificamente tutte le divergenze emerse negli ultimi sette anni e rafforzare la collaborazione tra i due Paesi, considerata come naturale a seguito della comune storia.

Il legame storico tra i due Paesi risale alla civiltà dei Faraoni, nata in Sudan, all’epoca denominato Nubia. Nel Terzo Periodo Intermediario, iniziato con la morte del Faraone Ramses XI,  giunse al potere la Venticinquesima Dinastia controllata dai Faraoni Neri, provenienti dal Sudan (1070 a.c.). La dinastia è conosciuta anche come Dinastia Nubica o Impero Kushite. I Faraoni Neri dominarono l’antico Egitto fino al 664 a.c. ,quando furono sconfitti dall’invasione degli Assiri sotto la guida del Re Assurbanipal.  Gli Assiri misero al potere il faraone Psamtik I che inaugurò la Ventiseisima Dinastia .  Le prime piramidi egiziane sono state ideate e costruite in Sudan, dove tutt’ora si possono ammirare nei siti archeologici di Kerma, Napata e Meroë, attualmente soggetti di importanti studi archeologici condotti dal Gruppo Archeologico Bolognese, fondato nel 1991 a Bologna. Nonostante l’era dei Faraoni Neri sia durata 406 anni la storiografia occidentale tende ad ignorarla. Una dimenticanza voluta e legata all’incapacità degli occidentali di riconoscere che gli africani hanno contribuito in maniera determinante al progresso umano, sostengono gli osservatori locali. Stesso dicasi per le origini africane del Homo Sapiens.

Dopo la caduta della Dinastia Nubica il Sudan rimase sotto l’Impero Egiziano i cui confini furono ‘ereditati’ dall’Impero Britannico. Solo nel 1952 i due Paesi assunsero identità separate, grazie alla Rivoluzione Egiziana del Luglio 1952. Nel febbraio 1953, Cairo e Khartoum firmarono l’Accordo di Governo Autonomo del Sudan, grazie alla rivoluzione del 1952, guidata dal Movimento degli Ufficiali Liberi, che sancì l’indipendenza egiziana dal colonialismo britannico. Pur rimanendo all’interno della giurisdizione egiziana, l’autonomia del Sudan dall’Egitto dopo millenni fu concessa dal movimento rivoluzionario per evitare di impegnarsi in una sanguinosa guerra civile, in considerazione che le idee indipendentistiche avevano conquistato la maggioranza della popolazione sudanese.

Il 18 giugno 1953 fu dichiarata la Repubblica dell’Egitto. Il leader degli ufficiali ribelli, nato all’interno dell’Esercito coloniale egiziano, il Generale Muhammad Naguib diventò il primo Presidente del moderno Egitto. L’accordo di autonomia del Sudan fu ratificato dalla Gran Bretagna nel 1954, con l’Accordo Anglo-Egiziano sul Sudan. Il 1° gennaio 1956 il Sudan ottenne l’indipendenza da Egitto e Gran Bretagna. Fu nominato il Consiglio Sovrano, guidato dal leader del Nationalist Unionist Party, Ismail al-Azhari, con la carica di Primo Ministro. Il Consiglio Sovrano fu destituito da un colpo di stato avvenuto il 17 novembre 1958 guidato dal Generale Ibrahim Abboud.

La millenaria unione tra Egitto e Sudan ha creato legami etnici, culturali, religiosi molto forti. Almeno il 14% della popolazione sudanese è di origine egiziana (i ‘white sudanes’ – sudanesi bianchi) e viceversa. I due Paesi hanno sempre mantenuto aperte le loro frontiere per permettere la libera circolazione di sudanesi desiderosi di vivere in Egitto e viceversa. Anche l’economia è strettamente legata grazie al Nilo. È proprio lo sfruttamento delle acque del Nilo che ha creato le frizioni tra il Presidente egiziano Adb al-Fattah Said Husayn Khalil al Sisi e il Presidente sudanese Omar Hassan Ahmad al-Bashir.

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