sabato, Agosto 24

Sudan: due poteri, l’uno contro l’altro, rischio di guerra civile Partiti di opposizione e SPA hanno creato un contro potere, il Transitional Council, formato solo da leader civili; se, come pare, i Paesi occidentali appoggeranno la giunta militare lo scontro sembra inevitabile

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I principali partiti di opposizione e la Sudan Professionist Association (SPA) leader indiscusso della rivoluzione borghese del Sudan e ideatore della ‘Declaration of Freedom and Change’, hanno ufficialmente rifiutato la giunta militare composta da quello che resta del regime di Omar al-Bashir che dovrebbe guidare il Paese verso la transizione democratica con tempistiche e modalità decise dall’Esercito. La SPA ha invitato la popolazione a non desistere, in quanto la rivoluzione sarà completata solo quando un Governo civile guiderà la transizione democratica.

Il comunicato congiunto indirizzato al leader della giunta militare, il Ministro della Difesa, Awad Ibn Ouf,  parla chiaro e non lascia spazio a compromessi. «I personaggi che hanno distrutto il Sudan e ucciso tanti sudanesi stanno ora tentando di deragliare la rivoluzione per continuare la tirannia», si legge nel testo della nota.

Le forze democratiche firmatarie della ‘Dichiarazione’ rifiutano categoricamente il colpo di Stato attuato da questi criminali’ e si appellano alla popolazione perché continui la rivoluzione, «mantenendo la pressione davanti al quartiere generale delle forze armate, davanti a tutte le caserme del Paese e nelle strade di ogni città, fin quando il Governo provvisorio di transizione non sarà unicamente composto da  civili. Questa è la nostra promessa al popolo sudanese»

Il comunicato conclude con le due parole d’ordine che hanno guidato in questi quattro mesi la lotta delle popolazioni arabe e africane del Sudan, finalmente unite per imporre la democrazia attraverso la volontà popolare, che sembra preoccupare molte cancellerie occidentali: #الشارع_بس [#El Shari bas (lotta di strada] e #لم_تسقط_بعد [#Lam-tasqut-baad (non desistere fino alla vittoria)]

Il comunicato intende stroncare sul nascere ogni tentativo della giunta militare di trovare appoggi e compromessi con l’opposizioneOmar El Degeir, leader del Sudanese Congress Party (SCP), e  Sarah Nugdallah, leader del National Umma Party, con il pieno appoggio della SPA, hanno creato un contro potere, annunciando la creazione di un Transitional Council (TC) Consiglio di Transizione formato solo da leader civili e basato sui principi della Declaration of Freedom and Change.

Il Consiglio di Transizione ha informato la popolazione e le principali rappresentanze diplomatiche straniere che si appresta ad assumere la guida del Paese per assicurare una vera transizione democratica, chiedendo alle forze armate di sottostare alla volontà popolare e facilitare il passaggio alla democrazia, che sarà laica, multirazziale, multireligiosa.

Questa mossa crea una pericolosa dualità di potere che contrasta con i desideri delle potenze occidentali di accettare la giunta militare. Il Transitional Council, sta cercando l’appoggio dell’esercito fedele ai valori democratici che in questi ultimi giorni ha difeso, armi alla mano, la rivoluzione, contro le forze repressive e oscurantistiche dell’odiata tirannia. Se la giunta militare non cederà il potere ai civili si prefigura all’orizzonte la guerra civile dagli esiti incerti e destabilizzanti per l’intera regione già sconvolta dalle crisi libica, maliana e sud sudanese.

La giunta militare osserva con timore la determinazione del popolo sudanese, e sta già cercando appoggi tra i partner occidentali (infatti questa sera dovrebbe incontrare gli ambasciatori occidentali) che negli ultimi anni hanno trasformato un criminale dittatore in un rispettabile alleato.  Per altro, l’impressione è che le giunte militari di Algeria ed Egitto siano preoccupate che l’esempio sudanese possa far risorgere la voglia di democrazia e libertà tra i popoli algerino ed egiziano, facendo esplodere nuovamente la rivoluzione nei due Paesi.

Al momento non si possono fare previsioni su chi prevarrà, a parte constatare che entrambi i campi avversi sembrano determinati a prevalere.  Vive le preoccupazioni delle diplomazie europee, in particolare Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia, che hanno supportato al-Bashir e ora sembrano approvare la giunta militare, controllata dietro le quinte dal criminale di guerra Salah Gosh.

L’atteggiamento di questi Paesi compromette le future relazioni con il Sudan, qualora le forze democratiche dovessero prevalere sulla giunta militare.

Questi Paesi potrebbero trovarsi costretti a rispondere davanti alla giustizia internazionale del loro appoggio al sanguinario regime islamico di al-Bashir e della indiretta connivenza nel massacro di migliaia di eritrei, etiopi e altri africani massacrati dal Generale Gosh per aver tentato di migrare in Europa.

Il popolo sudanese”, ci dice una nostra fonte dopo garanzia di anonimato, “si attende da questi Paesi l’appoggio alla causa rivoluzionaria democratica del Sudan. In caso contrario saranno ritenuti responsabili di una probabile guerra civile o della continuazione della dittatura islamica e dei crimini contro l’umanità che saranno da essa compiuti nell’immediato futuro”.

L’appoggio alla continuazione della dittatura senza Bashir diventa un atto criminale, sopratutto considerando che i governi e i servizi segreti di questedemocrazieeuropee sono già a conoscenza delle manovre repressive ideate dalla giunta militare e della creazione del Battaglione Ombra, una nuova e terribile milizia del regime già attiva nel Paese, che ha ucciso negli ultimi giorni 13 attivisti a Karthoum, Atbara e a Zalingei in Darfur.

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