venerdì, Febbraio 21

Sudafrica: sempre più un ‘affare’ della famiglia Zuma

0
1 2


Ieri nel tardo pomeriggio il Presidente sudafricano Jacob Zuma ha annunciato un rimpasto di Governo che è stata l’occasione per far fuori il Ministro delle Finanze, Pravin Gordhan, principale rivale del Presidente all’interno dell’Esecutivo, da tempo in aperto conflitto con il capo dello Stato. E, insieme al Ministro è stato licenziato anche il suo vice, Mcebisi Jonas, il quale aveva denunciato il fatto che la famiglia Gupta gli aveva offerto una tangente se avesse accettato di diventare Ministro delle Finanze e in quel ruolo avesse rimosso gli ostacoli che Gordhan poneva al loro business. I fratelli Gupta, emigrati dall’India, hanno fatto fortuna in Sudafrica, a partire dai primi anni ‘90, grazie alla loro strategica alleanza con la famiglia Zuma.

Partito per visite nel Regno Unito e negli Stati Uniti, Gordhan è stato richiamato in Sudafrica in tutta urgenza da Zuma, senza spiegazioni. Il richiamo è stato letto subito come il segnale di un imminente rimpasto di Governo e licenziamento di Gordhan. Da settimane i sostenitori di Zuma all’interno del partito chiedevano l’allontanamento di Gordhan, che si oppone pubblicamente al Presidente riguardo alla gestione delle casse pubbliche.  Ieri è arrivato, appunto, il licenziamento.

La sorte di Gordhan, molto rispettato dai mercati, è stata oggetto, oggi, di forti tensioni in seno al Congresso Nazionale Africano (ANC), al potere, che deve designare un suo nuovo leader come successore di Zuma in vista delle elezioni del 2019. Il portafoglio delle Finanze è andato a Malusi Gigaba, fedelissimo di Zuma, sino ad ora Ministro dell’Interno.

Il fatto che Gordhan non faccia più parte del Governo preoccupa gli investitori  -i mercati avevano già reagito male ai rumors di inizio settimana, lunedì scorso il rand sudafricano aveva perso quasi il 6% del valore nei confronti di dollaro ed euro. Nel corso degli ultimi 15 mesi, Gordhan, Jonas e funzionari del Tesoro Nazionale hanno scongiurato le minacce da parte delle agenzie internazionali di declassare il rating della Sud Africa. Gli analisti delle banche straniere presenti nel Paese hanno subito commentato il rimpasto come un attacco aperto al Tesoro per sostituire gli elementi che stavano cercando di opporsi alla corruzione delle persone fedeli a Zuma.

Il vicepresidente sudafricano Cyril Ramaphosa -rivale di Zuma- ha bollato comeinaccettabilela rimozione del Ministro Gordhan. «Gli ho detto che non ero d’accordo con lui sulle ragioni per rimuovere il Ministro delle Finanze e che lo avrei dichiarato pubblicamente. E ci sono diversi altri colleghi e compagni che non sono contenti di questa situazione, in particolare per il siluramento del Ministro delle Finanze che stava servendo il Paese con onore  che sia ringraziato in questo modo è inaccettabile».

La decisione di Zuma rischia di minacciare ulteriormente l’unità dell’African national Congress, al potere dal 1994, già indebolito dalla pesante sconfitta subita alle amministrative dello scorso anno e diviso tra i sostenitori del Presidente, fautore di una ‘trasformazione radicale’ dell’economia a favore della maggioranza nera, e un’ala più moderata incarnata proprio da Gordhan e da Ramaphosa. Divisioni inasprite dalla corsa alla successione di Zuma, che lascerà la presidenza dell’Anc a dicembre in vista delle elezioni del 2019.
«Questo rimpasto dimostra chiaramente la volontà di Zuma di promuovere la candidatura dell’ex moglie», Nkosazana Dlamini-Zuma, ha detto alla ‘France Presse‘ l’analista politico Susan Booysen, dell’Università Witwatersrand. Altro candidato alla guida del partito è proprio Ramaphosa che oggi ha precisato che, nonostante il suo disaccordo con Zuma, rimarrà al Governo.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore