mercoledì, Agosto 5

Sudafrica: fronte popolare tra marxisti e capitalisti?

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I rumors che si sono susseguiti per il secondo semestre del 2015, sono ora una realtà. I due principali partiti di opposizione, il Partito marxista rivoluzionario Economic Freedom Fighters – EFF (i Combattenti per la Libertà Economica) guidato da Julius Malema e il Partito borghese Democratic Alliance – DA, guidato da Mmusi Maimane, hanno annunciato che stanno seriamente studiando la possibilità di presentarsi come unica lista alle elezioni comunali di quest’anno. L’inedita alleanza tra marxisti e borghesia, se vincente, sarebbe replicata per le elezioni amministrative previste per il 2019.

Le liste uniche sarebbero attuate nei comuni dove il Partito storico delle masse nere African National Congress (ANC) ha ricevuto nelle precedenti elezioni una significativa diminuzione di consenso giungendo alla pericolosa soglia-forchetta del 48 – 52%. Dinnanzi ad una lista comune dei due principali Partiti di opposizione, l’ANC corre il rischio di perdere una serie di comuni e distretti strategici nel Paese. Nei comuni dove l’ANC detiene ancora una solida maggioranza dei consensi, dal 56 al 60%, i due Partiti d’opposizione si presenterebbero con liste separate. Il fronte popolare proposto tra un Partito di estrema sinistra e un Partito borghese sembra impossibile da concepire. Le ideologie e politiche sono troppo contrapposte per conciliarsi. Nella realtà sud africana esistono delle particolarità locali che potrebbero vedere la nascita di questo inusuale fronte popolare. Entrambi i leader dei due Partiti individuano nella alleanza un guadagno politico.

La Democratic Alliance ha raggiunto una stagnazione di consensi che potrebbe portare nel giro di pochi anni ad un spaventoso declino. Il DA sorge dalle ceneri del Partito Progressive PartyPP (successivamente divenuto Unite Party), il Partito liberale progressista all’interno della coalizione dei Partiti Boeri che governava il Paese durante l’era dell’Apartheid assieme al potente Partito di ultra destra, il National Party. Nonostante che il Progressive Party giocasse il ruolo di moderatore degli eccessi del brutale regime boero al momento della liberazione del Paese è stato rigettato dalle masse nere anche se non è stato messo fuori legge come il National Party. I quadri del PP decisero allora di formare un nuovo Partito basato sulle idee liberal progressiste per rompere con il passato. Nonostante le buone intenzioni l’elettorato nero sudafricano non ha mai perdonato ai dirigenti del DA il loro passato di collaborazione con il regime boero. Essi si sono sempre difesi affermando che senza la loro mediazione il regime sarebbe stato ancora più brutale e il passaggio alla democrazia sarebbe avvenuto tramite un bagno di sangue e una spaventosa guerra civile.

Nella sua breve esistenza (il Partito è stato fondato nel 2000) il DA ha assorbito sia voti della piccola borghesia boera progressista sia gran parte della base militante ed elettorale del National Party creando due ali contradistinte al suo interno, Liberali e Conservatori. Non è però mai riuscito ad attirare il supporto e i voti delle masse nere che lo identificano come un Partito razziale creato per i bianchi. La nascente borghesia nera preferisce essere rappresentata dal ANC. Senza il supporto della masse nere il DA è destinato ad un lento declino prima della sua scomparsa. Per questo il Partito sta lottando per attirare la piccola e media borghesia nera e parte del proletariato per rinforzarsi e mantenere lo statuto di Partito nazionale. Per ottenere questo obiettivo gli serve l’aiuto di un Partito africano anche se di estrema sinistra.

Malema, il giovane leader marxista del EFF (ex leader della gioventù del ANC espulso dal partito per le sue critiche alla dirigenza) constata che la debolezza politica del ANC, autorità della sua dirigenza in declino causa i numerosi scandali finanziari che hanno coinvolto il Presidente Jacop Zuma e altri membri del Governo e la mobilitazione di piazza che il EFF è in grado di creare non sono sufficienti per porsi come primo Partito sudafricano. L’alleanza con la borghesia bianca e il suo Partito, il DA, è vista come un mezzo per rafforzare il EFF e arrivare alle elezioni amministrative del 2019 con buone possibilità di sconfiggere l’ANC su tutto il territorio nazionale. Il principale problema di Malema è come conciliare la sua politica marxista con le idee della borghesia boera. L’economia nazionalizzata e la democrazia proletaria mal si conciliano con le esigenze del capitalismo sud africano. Il tentativo di far quadrare il cerchio è basato sulla proposta di una alleanza di interessi tra marxismo e capitalismo a favore della popolazione del Paese.

Malema crede che è possibile conciliare i divergenti interessi della classe capitalistica con il programma radicale del EFF. In altre parole, crede che sia possibile una coesistenza pacifica tra classe operaia e padroni” spiega da Cape Town Ben Morken, leader dei Giovani Rivoluzionari Marxisti della sezione sud africana del International Marxist Tendency (IMT), una internazionale Trozkista fondata in Inghilterra da Ted Grant e Alan Woods nel 1964. IMT originalmente operava sotto la sigla Militant ed era l’ala trozkista del Labour Party, che fu espulsa nel 1983, divenendo un Partito autonomo. Il Militant riuscì ad assorbire gli elettori dei Partiti socialisti della Inghilterra e del Wales, per poi estendersi progressivamente in altri paesi tra cui l’Italia (dove operò per decenni all’interno del Partito Comunista e di Rifondazione Comunista). Durante il congresso del 2006 il Militant creò la IMT (Tendenza Marxista Internazionale) essendosi sviluppato in diversi paesi europei e del Sud America.

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