giovedì, Dicembre 12

Sudafrica – Etiopia: due scenari di potere opposti Le dimissioni del Presidente Jacob Zuma in Sudafrica e del Primo Ministro Hailemariam Desalegn in Etiopia hanno creato reazioni opposte

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Le dimissioni del Presidente Jacob Zuma in Sudafrica e del Primo Ministro Hailemariam Desalegn in Etiopia hanno creato reazioni opposte: le prime dimissioni hanno rafforzato la democrazia, le seconde repressione e stato di emergenza. Come possono essere così diverse le reazioni di due partiti rivoluzionari molto simili tra loro? Ce lo spiega Biniam Bedasso,  Ricercatore Insignito presso la Blavatnik School of Government, Università di Oxford.

In entrambi i Paesi, Sudafrica ed Etiopia il partito al governo ha abbandonato gli ideali rivoluzionari preferendo corruzione e potere. In Sudafrica il presidente Jacob Zuma è stato costretto dal suo partito a dimettersi lo scorso 15 febbraio. Il giorno successivo il Primo Ministro etiope Hailemariam Desalegn ha presentato le sue dimissioni a causa della politica repressiva e di mancato dialogo adottata dal governo tigrino dinnanzi alle proteste di massa delle etnie maggioritarie Amara e Oromo.

A differenza del Sudafrica – spiega Bedasso – in Etiopia dopo la caduta del dittatore Mengistu Haile Mariam, non si è riusciti a costruire istituzioni forti capaci di contrastare il partito al potere.

In entrambi i Paesi i due partiti rivoluzionari africani, il National Congresso (ANC) e l’ Ethiopian People’s Revolutionary Democratic Front (EPRDF) che sono al potere da un quarto di secolo, sono stati costretti dal malcontento popolare ad allontanare i propri leader.

La storia dei due partiti è quasi identica escluse le differenze storiche ed economiche dei due Paesi. ANC e EPRDF detengono il controllo sulle economie nazionali e il modello economico adottato contiene molti elementi leninisti di gestione e un forte potere centrale governato da una simbiosi tra partito rivoluzionario e governo. Una simbiosi che mal tollera ogni forma di opposizione e dissenso quando si consolida diventando irreversibile.

L’ ANC è stato accusato di aver creato la società più diseguale in Africa. Il massacro dei minatori a Marikana nel 2012 ha distrutto l’appoggio della forte classe operaia sudafricana. Nonostante ciò il ANC ha ottenuto il 65% dei voti nelle ultime elezioni sopratutto grazie al merito storico di aver liberato il Paese dalla Apartheid.

L’era Zuma ha rappresentato il declino del ANC: scandali, corruzione, stagnazione economica, tensioni razziali, xenofobia. Un cambiamento dall’interno era vitale per evitare il collasso del partito di Nelson Mandela che avrebbe trascinato il Paese negli abissi.

L’ EPRDF controlla l’Etiopia avendola liberata dalla feroce dittatura di Menghistu, assicurando una crescita economica annua del 10%. Eppure la maggioranza dei giovani è disoccupata e passa il suo tempo a drogarsi masticando Chat per le vie di Addis Abeba.

Tolta la capitale il resto del Paese vive con un ritardo di sviluppo di 100 anni dove luce e acqua sono ancora beni di lusso e non diritti garantiti.  Una minoranza al potere è straricca mentre la maggioranza dei etiopi sono dei morti di fame che tentano di immigrare.

Il fallimento dei suoi leader nel creare una società più giusta rispetto a quella di Menghistu non sembra aver intaccato il diritto quasi divino del EPRDF di governare il Paese. Come il Sudafrica non potrebbe esistere senza il ANC non sembra immaginabile un’Etiopia senza il EPRDF.

La sostanziale differenza tra i due partiti è che il ANC è riuscito a riformarsi grazie alla forza delle istituzioni e lo stato di diritto. Il EPRDF rimane ancorato al potere difendendo i suoi privilegi con le armi.

I diversi metodi per mantenere il potere : politica del Gattopardo e politica di assedio e potere assoluto ad oltranza, generano diversi impatti sull’economia. Quando Zuma è stato costretto a dimettersi il Rand sudafricano si è rivalutato su dollaro ed euro. Quando il Primo Ministro  Desalegn ha annunciato le sue dimissioni il Birr si è svalutato aumentando il fossato tra banca centrale e mercato nero che scambiano il dollaro rispettivamente a 27 – 35 mentre l’euro 33 – 40.

Il successore di Zuma, Cyril Ramaphosa, ha promesso un nuovo futuro mentre la folla lo acclamava. Il nuovo Primo Ministro etiope non è stato ancora nominato in quanto infuria la battaglia interna per mantenere il controllo etnico sul Paese. È stato dichiarato lo stato d’emergenza.

Perché lo stesso cambiamento al vertice in un Paese rafforza la democrazia e nell’altro la repressione?  La risposta risiede nella natura politica originale dei due partiti rivoluzionari. L’ ANC durante i lunghi decenni di lotta contro l’Apartheid aveva sviluppato quadri politici che conoscevano bene cosa significasse un partito unico e per questo lo abiuravano.

Zuma si è servito del partito ma quando il suo strapotere è diventato tirannia l’ ANC ha saputo espellere il tumore dal corpo sano. Un atto di coraggio purtroppo non compiuto da petulanti Senatori quando l’imperatore Traviano offrì al Senato il potere spezzando il ciclo degli imperatori inaugurato da Cesare ed Augusto. Il loro rifiuto fu la condanna a morte della Res Pubblica.

L’ Etiopia – afferma Bedasso – ha avuto una storia diversa. Al potere c’è un esercito di liberazione e tigrino. Il primo decennio del regime fu speso per consolidare l’influenza dei tigrini in tutti i settori : politici, sociali, economici del Paese e a condurre una sanguinosa guerra contro i fratelli eritrei per una banale disputa territoriale di confine.

L’ EPRDF ha reso la Costituzione, che esso stesso aveva redatto, priva di senso. Ha promosso un rapido sviluppo economico che ha creato maggior miseria in quanto solo una minoranza gode i frutti. L’ EPRDF sembra non aver piani per il futuro del Paese, preoccupato solo a dilatare il più lungo possibile il controllo etnico tigrino camuffato da finte maggioranze di governo multietniche.

La principale differenza tra ANC e l’ EPRDF risiede nel rispetto delle istituzioni Democratiche. In Sudafrica l’ ANC ha sempre permesso il nascere di forti partiti di opposizione e accettato il progressivo calo di consenso popolare. L’ ANC è l’unico partito africano al potere da oltre 20 anni che accetterebbe una sconfitta elettorale. Per questo Zuma è stato ringraziato : per evitare di giungere al punto di dover accettare una sconfitta elettorale ed accomodarsi tra i banchi dell’opposizione.

Al contrario in Etiopia l’ EPRDF è di fatto diventato un partito unico e dittatoriale. Ecco perché le dimissioni del Primo Ministro hanno gettato ombre sul futuro del Paese e irrigidito le posizioni dei tigrini al potere.

Per salvarsi da Zuma l’ ANC ha utilizzato le istituzioni democratiche che hanno salvato il Paese. In Etiopia rari i funzionari, giuristi, costituzionalisti, rimasti indipendenti dopo che l’ EPRDF ha iniziato sistematicamente ad asservire le istituzioni democratiche, demolendole dall’interno.

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