lunedì, Ottobre 21

Sud Sudan, si aggrava la crisi nei campi profughi Mons. Mangori: 'Ogni comunità etnica vive in posti separati, ma si incontrano ai pozzi, dove spesso scoppiano litigi che degenerano in scontri comunitari'

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La situazione nei campi profughi del Sud Sudan continua a peggiorare. La guerra civile scoppiata nel dicembre 2013 ha costretto alla fuga milioni di persone, anche perché il conflitto ha preso subito una dimensione etnica. E questa purtroppo si riflette sempre di più anche nei campi dove sono accolti i rifugiati. Ad intervenire anche la Chiesa, per bocca del mons. Michael Didi Adgum Mangoria, arcivescovo di Khartoum: «Ogni comunità etnica vive in posti separati, ma si incontrano ai pozzi, dove spesso scoppiano litigi tra due o tre persone che degenerano in scontri comunitari prima che si possa intervenire per evitare l’escalation».

L’arcivescovo ha ribadito che si sta cercando di fare il meglio per affrontare il problema del tribalismo nei campi profughi del Sud Sudan. Arrivano voci che alcuni campi, diverse comunità etniche hanno deciso di costruire piccole capanne per riunirsi per il culto in base alle loro affiliazioni tribali. E secondo mons. Mangoria sono i politici ad alimentare il tribalismo per promuovere i loro interessi.

(video tratto dal canale Youtube della BBC)

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