domenica, Luglio 5

Sud Sudan, pace in bilico e ipocrisia internazionale I vari attori regionali ed internazionali sono arrivati a constatare l’impossibilità di far prevalere i loro interessi economici tramite una vittoria delle fazioni alleate sud sudanesi

0

Per ironia della sorte, dopo 4 anni di insensata carneficina, le potenze regionali ed internazionali sono arrivate alla conclusione che nessuna delle fazioni in lotta può ottenere la vittoria. Continuando ad appoggiare Kiir, Machar o nuove formazioni ribelli non si ottiene altro che il prolungamento della guerra civile che sta compromettendo la stabilità della regione, già in bilico a causa delle situazioni di instabilità in Congo e in Burundi a cui si aggiunge la grave crisi politica in Kenya. La produzione di greggio è collassata. Da 240.000 barili al giorno del 2013 (350.000 secondo fonti indipendenti) ai 130.000 del 2017. Irina Slav, giornalista americana specializzata nell’industria petrolifera, stima che la produzione di greggio sud sudanese potrebbe arrivare a 500.000 barili al giorno se fosse ripristinata la pace e si potessero attuare investimenti per modernizzare le infrastrutture esistenti. Evidente è il danno economico causato a livello internazionale da questa guerra senza fine ne vincitori.

Lo scorso ottobre Washington ha inviato a Juba l’Ambasciatore americano presso le Nazioni Unite: Nikki Haley, ex Governatrice del Sud Carolina, designata dall’Amministrazione Trump responsabile della politica estera in Africa. In stretta collaborazione con il Consigliere per la Sicurezza Nazionale H.R. McMaster, la Haley durante la sua visita a Juba ha minacciato entrambi i contendenti al fine di convincerli a firmare un accordo di pace.

 L’ Uganda sta guidando le iniziative di pace promosse  dalla IGAD (Autorità Intergovernavita per lo Sviluppo), in stretta collaborazione con Kenya ed Etiopia, altri due Paesi che hanno molti interessi economici in Sud Sudan, ora seriamente compromessi dalla guerra civile. Il 18 dicembre scorso l’IGAD ha dettato la road map per risolvere il conflitto in Sud Sudan che prevede la fine della ostilità ristabilendo  lo status quo precedente al conflitto (Kiir Presidente e Machar Vice Presidente) tramite un governo di unità nazionale che dovrebbe organizzare le elezioni nel 2018. L’iniziativa della IGAD è supportata dalla Troika: Norvegia, Gran Bretagna e Stati Uniti che intravedono nella iniziativa proposta dalla IGAD l’unica opportunità di instaurare la pace.

 Anche la Cina si sta orientando verso la pace. Lo scorso 9 dicembre l’Ambasciatore cinese in Uganda, Zheng Zhugiang si è dichiarato favorevole alla iniziativa di pace promossa dalla IGAD offrendo un solido contributo finanziario al governo ugandese per supportare i profughi sud sudanesi. Ora a Pechino urge che le parti belligeranti raggiungano un compromesso politico per far terminare la guerra civile. «La pace necessita di un compromesso. L’alternativa è la guerra. Ogni accordo, se raggiunto volontariamente e tramite negoziazioni dove le parti stringono un compromesso, può durare a lungo e portare alla pace» ha dichiarato ai media ugandesi l’Ambasciatore Zhugiang.  

L’ ipocrisia di questi attori regionali ed internazionali ha fatto sì che, dopo aver supportato le parti belligeranti per 4 anni, sono arrivati a constatare l’impossibilità di far prevalere i loro interessi economici tramite una vittoria delle fazioni alleate sud sudanesi e ora pressano per la pace. Dinnanzi ad un conflitto che ha tutte le caratteristiche per durare all’infinito e danneggiare la produzione petrolifera, le varie Potenze hanno adottato una posizione politica comune, probabilmente dettata da accordi segreti per la spartizione del greggio sud sudanese e dal timore che la guerra civili metta a rischio gli investimenti in altri Paesi della regione. La guerra ha favorito solo le agenzie umanitarie ONU. Il Sud Sudan si è tramutato in un nuovo business per le Nazioni Unite anche è fallita la possibilità di istituire una nuova missione di Pace nel Paese capace di controbilanciare le perdite finanziarie subite dai tagli decisi da Trump alla MONUSCO nel vicino Congo.

 La IGAD sta tentando di risuscitare l’accordo di pace firmato nell’agosto 2015 ma mai rispettato. Lo scorso 21 dicembre le parti belligeranti hanno firmato un cessate il fuoco per creare un clima propizio per la ripresa dei negoziati fissati per il febbraio 2018. I belligeranti si devono impegnare a creare un governo di unità nazionale di transizione, ad organizzare libere elezioni nel 2018, istituire una Commissione di Riconciliazione,  un tribunale speciale per processare i crimini di guerra commessi da entrambe le parti, ricompensare le famiglie dei civili trucidati o che hanno subito distruzioni delle loro proprietà. Altro obiettivo prioritario: formulare la Costituzione totalmente assente fin dalla nascita della Repubblica del Sud Sudan.

Visualizzando 3 di 4
Visualizzando 3 di 4

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore