mercoledì, Agosto 21

Sud Sudan, pace in bilico e ipocrisia internazionale I vari attori regionali ed internazionali sono arrivati a constatare l’impossibilità di far prevalere i loro interessi economici tramite una vittoria delle fazioni alleate sud sudanesi

0

In un primo momento le intenzioni di Museveni erano quelle di costringere Salva Kiir ad una capitolazione, favorendo Rieck Machar. Ad una più attenta analisi il Grande Vecchio comprese che per garantire il controllo sul petrolio era meglio puntare su Kiir, un leader in difficoltà, definito un “dead man” (un uomo morto) e quindi facilmente controllabile. A partire dal 22 dicembre i soldati ugandesi ricevono l’ordine di combattere contro le truppe ribelli di Machar che vengono scacciate dalla capitale. Museveni è determinato ad imporre sul Sud Sudan la Pax Ugandese e controllare i giacimenti petroliferi e si impegnerà per altri due anni a far combattere le sue truppe al fianco dell’esercito lealista di Salva Kiir.

L’intervento militare ugandese è stata la principale causa del prolungarsi del conflitto, divenuto ora assai difficile da gestire. Oltre 300.000 morti, 4 milioni di sfollati interni, 3 milioni di rifugiati in Kenya, Etiopia, Sudan, Uganda, 6 milioni di persone in continua necessità di assistenza umanitaria per non morire di fame. Distruzione di scuole, ospedali e altre infrastrutture. Dopo essere stati respinti dalle forze ugandesi i ribelli di Machar concentrarono il conflitto attorno ai pozzi petroliferi facendo crollare la produzione giornaliera, unica fonte di valuta estera e motore dell’economia del Sud Sudan.

Le conseguenze dell’intervento ugandese in Sud Sudan sono state ben chiarite in un nostro recente articolo. «Oggi, in Sud Sudan, lo Stato di diritto è assente e l’economia nazionale dipendente al 95% dal petrolio. Mentre aumenta l’insicurezza (lo stesso personale sanitario, non retribuito da mesi, abbandona il proprio posto per procurare il sostentamento alla famiglia), il tasso di analfabetismo tocca il 80%, l’inflazione il 850% e i massacri di persone inermi assumono connotati di ordinaria attualità».

Appoggiando Kiir, il presidente ugandese si alleò alla Cina. Pechino decise di supportare il Presidente Salva Kiir per mantenere il controllo dei pozzi petroliferi. Controllo che era stato mantenuto anche dopo la secessione dal nord del Sudan, temendo che Machar potesse favorire le multinazionali occidentali. Per comprendere quanto il petrolio del Sud Sudan sia importante per la Cina, nel 2015 Pechino decise il primo intervento militare in Africa, inviando 700 soldati in Sud Sudan. Pur rientrando nella missione di pace ONU in Sud Sudan (UNIMISS) presente nel Paese dal 2005, il contingente cinese assunse caratteristiche e comando ben distinti. Collaborando con i reparti speciali ugandesi, i soldati cinesi appoggiarono operazioni contro la ribellione di Machar. La crisi del Sud Sudan rappresenterà una delle maggiori sfide per l’imperialismo economico di Pechino, costringendo il gigante asiatico a rivedere la sua politica di non interferenza. Il Sud Sudan diverrà il laboratorio di un radicale cambiamento della politica estera cinese in Africa.

L’alleanza con la Cina decisa da Museveni creò forte imbarazzo agli Stati Uniti che appoggiavano senza riserve la ribellione di Machar. Durante la guerra civile contro il Nord, Museveni aveva garantito agli Stati Uniti un supporto incondizionato al SPLA, arrivando a trasformare l’Uganda in un corridoio sicuro per il rifornimento d’armi organizzato dalla CIA.  A sostenere gli Stati Uniti contro Salva Kiir fu il presidente sudanese Omar El Bashir che intravide la possibilità di normalizzare i rapporti con Washington. Vennero utilizzate le agenzie umanitarie ONU per fornire di armi i ribelli.

In questi lunghi 4 anni di guerra civile, il conflitto si è incancrenito su basi etniche e altre formazioni guerrigliere sono sorte creando una guerra di tutti contro tutti. Progressivamente il conflitto ha assunto connotati di pulizia etnica e tentato genocidio. L’avventura militare ugandese terminò nell’ottobre 2015 quando Museveni decise di ritirare le sue truppe per evitare la prima sconfitta militare dell’Uganda. Nonostante il ritiro militare, l’Uganda continua a giocare un ruolo di primo piano nel sostegno a Salva Kiir creando tutti i presupposti per la continuazione del conflitto. Museveni è determinato a controllare il petrolio sud sudanese. Una determinazione pagata cara sia in termini economici che di sicurezza. Il commercio ugandese con il Sud Sudan è drasticamente diminuito contribuendo ad un rallentamento della crescita economica nazionale. Nel nord Uganda, i ribelli di Rieck Machar stanno reclutando giovani ugandesi disoccupati aumentando le tensioni in varie province. Il nuovo presidente americano Donald Trump ha peggiorato la situazione, appoggiando nuove formazioni ribelli sud sudanesi.

Visualizzando 2 di 4
Visualizzando 2 di 4

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore