sabato, Ottobre 24

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Bangkok – La Santa Alleanza tra Corea del Sud e Stati Uniti trova il suo fondamento in varie motivazioni di carattere geopolitico, strategico-militare, nella copertura che la Corea riceve da un alleato grande e potente qual è l’America soprattutto in un’epoca di rinnovati contrasti di tipo territoriale specialmente con l’altro colosso della scena mondiale e vicino possente oltre che ineludibile, la Cina. Ma nella Madrepatria sudcoreana non mancano affatto le componenti sociali e politiche che criticano fermamente o si oppongono fieramente a questo abbraccio così intimo e forte con gli Stati Uniti, poiché vi sono alcuni ambiti dove –affermano i critici – quell’abbraccio più che forte finisce col diventare asfissiante. In questi ultimi tempi, infatti, molte componenti tra i gruppi di azione civica, attivisti ed esperti di Diritto si oppongono nettamente all’Accordo di Libero Scambio Corea-USA che ha preso avvio nel mese di Marzo del 2012. Fin dagli albori della sua esistenza le critiche sono state feroci, da questa parte della scena sociale e politica sudcoreana, perché – affermano – i termini dell’accordo sono stati strutturati in modo sbilanciato a favore degli Stati Uniti e dei loro interessi, così –allo stesso tempo – hanno immediatamente espresso le proprie gravi preoccupazioni sui potenziali effetti negativi sull’apparato industriale sudcoreano, già gravemente provato dalla Madre di Tutte le Crisi che anche qui in Asia fa sentire i colpi violenti del suo avvitamento negativo globale.

Bisogna, però, annotare anche che deve essere stato di non lieve entità l’imbarazzo provato da così fieri critici verso l’accordo noto con l’acronimo KORUS, quando hanno dato uno sguardo ai dati ufficiali rilasciati dal Ministero del Commercio, dell’Industria e dell’Energia dove si legge chiaramente che il surplus derivante dal commercio bilaterale con gli Stati Uniti è saltato letteralmente in avanti del 35 per cento rispetto ai 20.5 miliardi di Dollari USA in controvalore raggiunto nel 2013. La Corea del Sud lo scorso anno ha esportato per 62 miliardi di Dollari USA in beni, merci e servizi verso gli Stati Uniti, con un innalzamento del 6 per cento rispetto al 2012, mentre le importazioni dagli Stati Uniti hanno subìto una contrazione del 4.2 per cento attestandosi a 41.5 miliardi di Dollari USA in controvalore.

A tutto questo la Corea del Sud deve aggiungere, in positivo, gli effetti benefici che le derivano da un accordo economico specifico raggiunto con la Turchia entrato in vigore lo scorso mese di Maggio: le sue esportazioni verso la Turchia hanno registrato un aumento su base annua del 20 per cento nel 2013 dopo una contrazione di più del 10 per cento nell’anno precedente. Turchia e Stati Uniti sono tra le 48 Nazioni coperte dai dieci Accordi di Libero Scambio che la Corea del Sud ha stabilito con singoli Paesi o blocchi regionali come l’Unione Europea o l’ASEAN. Sulla base di questi dati, nulla di quanto affermato dalla Presidente della Corea del Sud, Park Geun-hye, è sembrato esagerato in merito alle sue affermazioni per le quali la Corea è da ritenersi sicuramente uno dei più grandi competitors del Giappone in termini di valore derivante dai prodotti esportati verso l’estero. Ad eccezione di Cile e Israele, la Corea è l’unica Nazione che ha sottoscritto un accordo di libero scambio con Unione Europea e Stati Uniti in contemporanea. Fatta la somma di tutti i partner commerciali, essi rappresentano più della metà del PIL mondiale. In realtà, la strada perseguita con forza dalla Corea del Sud nella direzione del sottoscrivere accordi di libero scambio mostra oggi i suoi frutti positivi ma si tratta di una linea di tendenza frutto della determinazione sudcoreana che ha preso avvio in tal senso nel lontano 2003, con il primo accordo di libero scambio stipulato con il Cile. E tutto questo ha condotto la Corea del Sud ad essere una delle prime 10 potenze economiche mondiali nell’ambito delle Nazioni che meglio primeggiano nel commercio e quindi nell’Import/Export. Ora la Corea del Sud si avvia a concludere altri Accordi di Libero Scambio con Australia, Cina, Indonesia e Nuova Zelanda ma si tratta di una strada lungo la quale la Corea del Sud vuole continuare a procedere, tant’è vero che sono già in fase di studio Accordi con altre Nazioni.

L’idea base del modo di procedere della Corea del Sud è quello di trovare nel commercio con altre Nazioni una risposta globalizzata ai problemi che la crisi –anch’essa globalizzata- ha posto sotto forma di sfide durissime anche e non solo in questa parte d’Asia. Commerciare in prevalenza con economie in uno stadio avanzato, consente alla Corea del Sud di incrementare il proprio PIL e convertirne parte a sostegno della propria economia nazionale e –in parte- proteggerla dai morsi della crisi globale. Ed anche in questo campo, la Corea del Sud s’è posta in aperta competizione con diverse economie nazionali dell’area asiatica, di varia grandezza e potenza. Ma è anche vero che proprio la Corea del Sud è tra le Nazioni che più ha sofferto e soffre a causa della crisi economica mondiale. A tutto ciò si aggiunge la difficoltà, soprattutto all’interno del proprio territorio nazionale, di procacciarsi personale professionalmente dotato, preparato e specializzato. Sotto indicazione della Presidente Park, l’Autorità per le negoziazioni nel commercio è stata trasferita in termini di competenze dal Ministero degli Esteri al Ministero dell’Industria non appena si è insediata nel suo ruolo presidenziale un anno fa. Questo ha comportato anche un travaso di funzionari esperti in materia di commercio internazionale da un Ministero all’altro e nulla fa presagire che questo flusso di funzionari esperti sia terminato. Si obbietta anche che è preoccupante il fatto che un gruppo di esperti incaricati di curare più da vicino il commercio e le transazioni con gli Stati Uniti non sia stato ancora messo a punto, questo infatti potrebbe creare problemi d’intralcio nell’ambito del più complesso sistema ministeriale e istituzionale nel dirigere meglio e più specificatamente le cose inerenti il commercio bilaterale in regime di libero scambio anche con tutte le altre Nazioni con le quali la Corea del Sud ha Accordi specifici in atto. L’intenzione della Presidente Park, quindi, è quella di collocare anche questo gruppo specifico di esperti all’interno delle competenze del Ministero per l’Industria. Una preoccupazione legittima soprattutto se si tratta di correggere il tiro e seguire più da vicino gli standard internazionali seguiti finora in regime di Accordi di Libero Scambio. Anche in questo campo, quindi, la Corea del Sud denota la necessità di figure professionali specifiche e ad alto livello di specializzazione e preparazione. Il gap lasciato sul terreno per la relativa mancanza di funzionari tecnici e ministeriali adatti a questa particolare materia si teme possa creare problemi nell’immediato, come è accaduto in precedenza quando l’intero comparto era seguito un po’ “a vista” in ambito governativo.

 

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