giovedì, Ottobre 1

Sudafrica: giustizia (parziale) per Marikana mentre il marxismo avanza Il 16 agosto 2012 lo sciopero ad oltranza dei minatori contro l'azienda britannica Lonmin viene brutalmente interrotto dall'intervento della polizia che apre il fuoco sui manifestanti. Il bilancio è atroce: 34 morti e 78 feriti gravi

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Se il mini processo di Marikana è  stato inscenato per ripulire l’immagine di Ramaphosa, appena diventato presidente, la minaccia di espropriare i latifondi è tesa per frenare l’ascesa del partito marxista di Julius Malema: Economic Freedom FightersEFF (i Combattenti per la Libertà Economica). Il ANC sta perdendo consensi e una alleanza con il partito borghese boero Alleanza Democratica è impensabile.

Il corteggiamento a Malema è già iniziato. Ramaphosa ha invitato il giovane leader marxista e il suo partito a rientrare nel ANC. Malema era il Presidente della gioventù ANC espulso nel 2012 dopo una serie infinita di angherie organizzate da magistrati compiacenti al Presidente Zuma.

Marzo 2010: condanna per comizi improntati sulla incitazione all’odio sociale. Seconda simile condanna nel settembre 2011. Novembre 2011 colpevole di promuovere la divisione interna al ANC e di aver promosso l’odio razziale attraverso la canzone “Dubula iBunu” (Spara al Boero).

Nonostante l’espulsione e le persecuzioni giudiziarie Malema in meno di cinque anni è riuscito a far divenire il EFF il terzo partito nazionale. Il EFF è un partito “Black” nero, ma più indirizzato verso i giovani proletari e sottoproletari. In Sud Africa il 27% dei giovani tra i 18 e i 30 anni è disoccupato da più di tre anni.

Manema e il EFF rappresentano la speranza di futuro per milioni di giovani neri sudafricani e l’unica leadership capace di portare a termine tutti i punti della Freedom Charter, dove si prevede la costruzione di una società socialista multirazziale basata sulla condivisione della terra e delle ricchezze con il proletariato al potere. Per questo dal 2015 si sta assistendo ad un esodo di voti e militanti dal ANC al EFF.

Il trucco adottato dal partito di destra boera Alleanza Democratica di aprire ai neri e di eleggere un leader nero  non è servito a raccogliere molti consensi tra le masse che ora considerano AD come un lupo travestito da pecora.

AD rimane un partito composto da boeri razzisti nostalgici dei bei tempi. Il grande capitale sudafricano ha fino ad ora puntato sul ANC, assicurandosi che venga rispettato l’accordo Mandela De Klerk per mantenere la apartheid economica, tenendo AD di riserva.

Se la media borghesia nera (assai ridotta) dal ANC passa ad AD per la difesa dei suoi acquisiti privilegi di classe, la maggioranza della popolazione si rivolge al EFF. Che Julius Malema stia diventando la figura politica chiave per il futuro del Sud Africa lo ha riconosciuto anche la vedova Mandela: Madikezela. “Malema rappresenta le voci del futuro del nostro Paese.”

Nelle elezioni amministrative del 2016 il EFF ottenne 3,2 milioni di voti corrispondenti al 8,15% dei votanti. Le elezioni del 2016 segnano il declino politico del ANC, dovuto anche dal massacro di Marikana e dalla caparbietà di proteggere esecutori e mandanti. Così rimane il marxista Malema per rimanere al potere. Una alleanza tra due partiti di sinistra e negri sarebbe vista bene dalla maggioranza della popolazione.

Malema ha appoggiato la confisca senza indennizzo dei latifondi boeri,  al momento allo stadio di proposta di legge tutta da discutere. Ha inoltre richiesto una seria pulizia all’interno del ANC,  destituendo il network di corrotti creato da Zuma.

Questo network ha indebolito il ANC per favorire i ricchi boeri e imprenditori avventurieri come i fratelli indiani Gupta. Ha inoltre impedito al partito di raggiungere i propri obiettivi socialdemocratici: creazione di posti di lavoro, assistenza sociale, aumento del tenore di vita delle masse nere tramite maggior distribuzione del PIL nazionale. Un’ alleanza tra ANC ed EFF risolverebbe molti problemi allo storico partito di Mandela ma il problema è che Malema vuole un Sud Africa Socialista!

Malema non ha alcun interesse a rientrare nel ANC. Sarebbe fagocitato nella lotta intestina per il potere, perdendo l’attuale vantaggio di essere considerato dalle masse nere l’unica alternativa al ANC. Inoltre Ramaphosa non è il miglior alleato con il suo passato di traditore quando abbandonò la lotta sindacale per diventare imprenditore e per le sue responsabilità nel massacro di Marikana.

Probabilmente Malema sceglierà di restare indipendente, conscio della influenza che ora il EFF esercita sul ANC. Malema nel 2016 ha scelto di non fare alleanze nei comuni dove non aveva vinto. Un chiaro segnale alla popolazione  che il EFF non è un partito come gli altri in quanto non scende a compromessi per giungere al potere. Malema farà alleanze politiche solo dopo aver la certezza che il ANC sarà da lui influenzato dall’esterno.

Malema è ora nella situazione ideale per servirsi del ANC rimanendo autonomo. Le possibilità di riuscita ci sono e i Combattenti per la Libertà Economica sono tipi tosti.

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