giovedì, Dicembre 12

Su cosa punteranno le economie dei Paesi emergenti? I governi stanno adottando nuove strategie economiche basate sull’intelligenza artificiale

0
1 2


Le innovazioni digitali, però, non possono essere adottate da tutti i Paesi emergenti. Prendiamo, ad esempio, il caso dell’Africa, la cui economia si basa essenzialmente sull’agricoltura che, spesso, è solo un mezzo di sussistenza.

Viene da chiedersi come farà ad aumentare la sua produttività? Dovrebbe, innanzitutto, investire su altri settori (come l’industrializzazione e il digitale) e trasferirsi dalla campagna alla città per poter stare al passo coi tempi, oppure modernizzare l’agricoltura e sviluppare le industrie agro-alimentari, introducendo infrastrutture fisiche, finanziarie e di ricerca che potrebbero offrire migliori prospettive di crescita.

Anche le tecnologie digitali e l’automazione potrebbero garantire una rivoluzione agricola, e ciò comporterebbe la sostituzione di personale poco qualificato con macchine più efficaci e la risoluzione di quei problemi legati al settore agricolo, quali la scarsità d’acqua e il riscaldamento delle temperature.

I Paesi emergenti, in particolare in alcune parti dell’Asia, Medio Oriente e Africa, dovranno affrontare questa emergenza. Questo cambiamento strutturale, sostiene Yusuf nel report, accrescerà la domanda di finanziamento delle infrastrutture e dei servizi pubblici e le città sovraffollate dovranno gestire l’alto tasso di disoccupazione, assegnare posti di lavoro in più e garantire una ridistribuzione equa del lavoro.

Le nuove tecnologie, che potenzialmente aumenterebbero la produttività, potrebbero non soddisfare la crescita e gli obiettivi di sviluppo inclusivi, e nonostante siano assolutamente rivoluzionarie, è da dimostrare il fatto che migliorino le prestazioni di lavoro e che diano origine ad una moltitudine di posti di lavoro che incrementerebbero i ranghi della classe media.

Queste soluzioni che dovrebbero sviluppare un’economia più florida e redditizia, in realtà, sono delle soluzioni teoriche perché ciò a cui stiamo assistendo è l’incapacità dei mercati del lavoro di adattarsi al rapido cambiamento. Per molti lavoratori, con un solo titolo di istruzione superiore o ancora meno, sarà complicato acquisire le competenze necessarie per lavorare con macchine intelligenti. Inoltre, troppi governi rimangono ancorati al precedente modello di sviluppo economico.

Nel frattempo, la disuguaglianza dei redditi sembra essere in peggioramento in molti Paesi emergenti e le popolazioni stanno diventando sempre più pigre e insoddisfatte, conclude Yusuf.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore