sabato, Dicembre 14

Stx-Fincantieri: accordo Italia-Francia ma al ribasso La Russia blinda il confine in Crimea. Catalogna: 'Vogliono che ci siano tumulti'

0
1 2


Mezza sconfitta per l’Italia nella vicenda dei cantieri navali francesi Stx. L’esito dell’incontro tra Emmanuel Macron e Paolo Gentiloni è stato anticipato da ‘Le Monde‘ ed è questo: Fincantieri diventerà proprietaria del 50% dell’azienda d’Oltralpe e non del 51% come chiedevano i ministri Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda. Alla Francia l’altra metà delle azioni che saranno spartite fra lo Stato, l’azienda pubblica francese della cantieristica militare Naval Group (ex Dcns) e un gruppo di fornitori della regione di Saint-Nazaire. Parigi presterà per dodici anni l’1% della sua quota in Stx a Fincantieri, ma «se le promesse non verranno mantenute, la Francia potrà recuperare il suo prezioso 1% e togliere a Fincantieri il suo ruolo dominante».

Le Monde‘ parla di vittoria per entrambi, ma in realtà per l’Italia si tratta di un colpo duro da digerire, viste le premesse. Padoan e Calenda infatti avevano escluso la possibilità di un accordo senza il 51% delle azioni in mano a Fincantieri. E, alla fine, sono invece solo riusciti a spuntare la promessa che, allo scadere dei dodici anni di prestito, l’1% francese possa passare a Fincantieri. Nell’intesa fra Roma e Parigi sono entrate le attività di cantieristica civile, ma non quelle di tipo militare, per la quale a Lione è solo cominciato un dialogo.

La Russia blinda il confine in Crimea. Secondo le ultime informazioni l’Fsb, i servizi di sicurezza interni, ha presentato il piano per la costruzione di una recinzione di 50 chilometri in Crimea lungo il confine con l’Ucraina per garantire la sicurezza della penisola.

Ricordiamo che la Crimea è stata annessa dalla Russia in seguito al referendum del 2014. Il muro, alto almeno due metri e che dovrà essere resistente a condizioni climatiche difficili (umidità fino al 98% e temperatura fino a 65 gradi), costerà circa 3 milioni di euro e dovrebbe essere completata già quest’anno. L’Fsb ha annunciato un’asta sulla costruzione della recinzione nel distretto di Krasnoperekopsky.

In Spagna, il ministro dell’Interno catalano Joaquim Forn ha accusato il governo spagnolo di cercare di provocare disordini in Catalogna domenica durante il referendum per giustificare l’invio di migliaia di rinforzi di polizia. «Vogliono che ci siano tumulti, non manifestazioni pacifiche. Lo cercano. La polizia che hanno mandato viene con questa volontà evidente», ha detto.

«Avremo i voti per la riforma sanitaria ma non per venerdì, data dopo la quale abbiamo bisogno di 60 voti per il passaggio del progetto. Liberiamoci delle norme sull’ostruzionismo». E’ il messaggio lanciato su Twitter dal presidente americano, Donald Trump, che ritorna sull’Obamacare. I repubblicani avevano tempo fino al 30 settembre per approvare in Senato con la maggioranza semplice la riforma per abolire e sostituire la riforma sanitaria dell’ex presidente, ma da ottobre ci sarà bisogno di 60 voti. Ma Trump è ottimista, almeno per questo. Perché per il resto le cose in patria non vanno affatto bene.

Innanzitutto nel ballottaggio in Alabama alle primarie del partito Repubblicano, valide per un seggio in Senato, Roy Moore, il candidato appoggiato da Steve Bannon e Sarah Palin, ha sconfitto il suo candidato, il senatore Luther Strange. Inoltre è pronta a riesplodere la protesta dopo che i media Usa hanno anticipato la volontà di Trump di ridurre il numero dei rifugiati ammessi negli Stati Uniti nel prossimo anno fiscale a 45 mila, ossia la soglia più bassa da quando il programma è stato istituito nel 1980.

L’Autorità nazionale palestinese (Anp) è stata ammessa come stato membro nell’Interpol, l’organizzazione internazionale della polizia di 190 Paesi. A confermarlo il ministero degli esteri israeliano. A favore della proposta 75 stati su 133 ammessi al voto. La mozione di accoglimento dell’Anp nell’organizzazione è stata contrastata fino all’ultimo sia dagli Usa sia da Israele, che ha ricordato che «l’appoggio di Ramallah al terrorismo potrebbe impedire più che favorire gli sforzi dell’Interpol». «E’ una vittoria del nostro popolo. Un voto che dà fiducia alle capacità della Palestina nell’applicazione delle leggi e nell’adesione ai valori centrali dell’organizzazione», il commento del ministro degli esteri palestinese Riyad al Maliki.

Tornando in Europa, il commissario UE Dimitris Avramopoulos ha annunciato che la Commissione proporrà di estendere dagli attuali sei mesi ad un anno la possibilità di controlli temporanei alle frontiere interne per «eventi prevedibili, che possono porre serie minacce all’ordine e alla sicurezza. Inoltre si prevede una nuova procedura che permette di prolungare i ‘check’ di altri due anni, in via straordinaria, se tali minacce dovessero persistere oltre un anno. A decidere sarà il Consiglio sulla base dell’opinione della Commissione Ue».

Nel frattempo si viene a sapere che nel 2016 2 miliardi di dati e informazioni sono stati rubati ai cittadini europei e divulgate in rete. E’ quanto emerge dal rapporto 2017 sul cybercrimine di Europol, che evidenzia un aumento del 750% dei gruppi di malware responsabili di rendere vulnerabili i dispositivi elettronici.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore