mercoledì, Agosto 21

Strillatori contro l’Europa, … e i barbari ridiscendono Un gruppo di strillatori chiacchieroni e superficiali sta facendo di tutto per mettere la pietra tombale sull’Italia

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L’apparenza del caos assoluto e della lotta per bande nel Governo e intorno ad esso è tanto forte da essere palpabile: chi ha anticipato la lettera (probabilmente vera?) è tutto da scoprire. La tesi corrente è che siano stati gli stellini (Laura Castelli ‘la aveva vista’, quindi c’era) ma … e se fosse stata una bella trappoletta della Lega (che era stabilmente al Ministero) per creare una reazione degli stellini e contemporaneamente lanciare un messaggio a Bruxelles? Qui, ormai, tutto è pensabile e quasi tutto possibile.

L’idea, poi, che, dopo le convulsioni di Venerdì, l’avvocato del popolo Giuseppe Conte oggiparli agli italiani’, francamente fa un po’ sorridere, anzi, ridere proprio, benché amaro perché si parla del, sì, presunto, ma, capo del Governo del secondo Paese manifatturiero di Europa, fondatore, grazie a Alcide De Gasperi e Gaetano Martino, con personaggi mitici come Schumann e Adenauer e Monnet e naturalmente, ma non si cita mai, Altiero Spinelli, ecc. della più grande e lungimirante operazione di politica internazionale degli ultimi secoli, che rischia di affogare e scompaginarsi per la stupidità e l’egoismo di qualche governante, diciamocelo francamente, imbecille.
Mi riferisco alla facinorosa politica dirigoreimposta dai tedeschi che ha avuto la sua più violenta e perfino sprezzante manifestazione in Grecia, mi riferisco alle ridicole pretese digrandeurfrancesi, mi riferisco all’isolazionismoretrodi una Gran Bretagna pasticciona, mi riferisco, infine, al qualunquismo e opportunismo e incompetenza totale italiana, cicala d’Europa, che dal suo atteggiamento non ha ricavato un vantaggio che sia uno. Diciamocela la verità guardandoci in faccia, anche se occorre dire che, alla fine, la colpa non è di questo governicchio, ma certamente questo gruppo di strillatori chiacchieroni e superficiali (ma violenti, di una violenza sconosciuta finora nella politica italiana, espressa proprio, in particolare dai due dioscuri, ormai sempre più ‘Giggino e Giggetto’ del nostro Paese) sta facendo di tutto per mettere la pietra tombale, sull’Europa? no attenzione, sull’Italia, specie se, come sembra, il livido suggeritore di uscita dall’euro (anzi i lividi, perché ora sono in due!) riuscirà a fare passare la follia della ‘doppia moneta’, per saldare fittiziamente i debiti dello Stato con i suoi fornitori.

Attenti, sarà un caso ma proprio in questi giorni stiamo tornando alle scorrerie dei barbari’, quelli di cui parlavano con rabbia Guicciardini, Mchiavelli e tanti altri descritti in quel libro stupendo di Alberto Asor Rosa (‘Machiavelli e l’Italia’) uscito da poco: certo, dunque, non una novità, ma era sembrato, a partire dal 1957, che l’Italia fossematurata’ … poi è successo quello che sappiamo e ora, curiosamente, i barbari tornano a sfasciarci aziende dopo avernerubatola tecnologia o la fantasia, oppure a comprarci facilmente le cose migliori che abbiamo per poi andarsene a casa loro: è dell’altro giorno, la vendita di uno dei nostri prodotti principali, il Parmigiano, che quindi da ora in poi si chiamerà Parmesankäse e così abbiamo perso anche quello, nell’indifferenza del Governo, ignaro anche della fusione FCARenault, ignaro di tutto, indifferente a tutto, incapace di tutto!

Questa, ormai, è solo terra di conquista, ma, attenti dicevo, perché potrebbe esserci una novità: dopo essersi preso ciò che possono, può darsi che ibarbarise ne vadano, lasciandoci senza aziende e senza Europa. Del resto, un Paese che presenta un programma economico in cui campeggiano 18 miliardi di ricavi da vendite di immobili dello Stato, non prende in giro gli ‘stranieri’, ma gli italiani, e si offre alla definitiva depredazione degli ‘stranieri’, cui offriamo il poco che ci resta, finanziando in maniera assistenziale la nostra piccola industria e artigianato: una Nazione di artigiani! Del resto, provate a dire a Grillo o a Salvini che in un Paese moderno servono le grandi e grandissime imprese … ti strozzano col rosario.

Comunque, ora attendiamo il discorso agli italiani del bel Conte, e poi riprenderà la guerra per bande, che in fondo è solo una guerricciola di posizione (cinica e violenta, sia chiaro) per fare cadere il Governo in tempo utile per Salvini, che probabilmente vuole lasciare la manovra dell’Autunno (che sarà probabilmente durissima, ma intanto si saranno dati condoni e prebende agli amici specie del Nord) a un Governo provvisorio o balneare (nel più puro stile democristiano) in vista di elezioni a Febbraio, per poi associare il settentrione a qualche carrozza europea e lasciare affogare il sud.

In questa situazione, gli stellini si dimostrano ogni giorno che passa, più inadatti al compito, più superficiali, più incompetenti, più arroganti: ormai difendono disperatamente la propria ridotta, senza una idea che sia una e che non sia la solita sciocchezza propagandistica e assistenziale, nell’ottica folle (ormai solo di facciata) della ‘decrescita felice’ di Grillo (il comico, intendo) e della democrazia senza Parlamento della Casaleggio & co., spianando così la strada a Salvini.

Ebbene, in questa situazione uno si aspetta che la cosiddetta opposizione faccia fuoco e fiamme, combatta sulle trincee, minacci sfracelli.
Macché. Si discetta sulla legittimità o meno di una frase di Massimo D’Alema. Non, badate, sul contenuto discutibile o meno, ma sulla legittimità di D’Alema a dirla. In attesa, naturalmente della prossima intervista fiume dell’oggi giornalista di vaglia, Walter Veltroni (è un incubo, cambia mestiere ogni settimana, ed è sempre bravissimo, eccezionale, straordinario) e della ennesima spaparanzata di parole e di insulti urlati in dialetto di Matteo Renzi, che ancora ha la faccia di vantare la sua scelta di mangiare popcorn con Calenda.

Ora, è chiaro che, data la situazione, il PD non può nemmeno lontanamente pensare di trovare un punto di incontro con gli stellini, con gli attuali stellini. Dopo tutti gli insulti che si sono scambiati, ma specialmente dopo gli insulti e le arroganze del ‘capetto’ stellato, una possibilità anche solo di incontro (ufficiale) con gli stellini è impossibile. Lo capisce chiunque, e dovrebbero capirlo specialmente loro, gli stellini, che invece blindano ridicolmente ilcapetto’, che addirittura parla di una vittoria storica per la votazione sulla piattaforma Rousseau. Uno così, non è solo privo di senso delle proporzioni e di senso del ridicolo, non è solo di un cinismo irridente, ma è fuori di testa. Non capire che questocapettoe i suoi manutengoli sono fuori ormai, che devono andare via di corsa, è al limite del surreale: a meno che non sia il gioco delle parti, per restare al potere.

Ma è allucinante vedere, in una situazione del genere, l’aspirante ‘capone’ Carlo Calenda (in TV da mane a sera, ovunque) proporre, con una faccia tosta impressionante, la creazione (a spese del PD) di un non meglio identificato partito lib-dem (chi sa che diamine significa!) strutturalmente alleato con il PD, per raccogliere i voti del centro, anzi, delle praterie del centro. Se almeno, nella sua supponenza (e si lamenta di D’Alema!) ci spiegasse per quale misterioso motivo ci sono quelle praterie disposte a votarlo in un partito ad hoc, creato proprio da quello in cui si trova, e dal quale ha avuto, diciamocelo eh, l’elezione al Parlamento europeo, in nome e per conto di Renzi.

Io non dico che non sia possibile. Non sono un politologo abbastanza intelligente, ma se davvero fosse così chiaro e semplice, perché (cito indirettamente Cacciari) non lo fa, anzi, perché non lo ha fatto subito? Il dubbio, per carità non vado oltre il dubbio, che costoro non vogliano creare un partito alleato, ma vogliano semplicemente continuare ciò che tentò e non riuscì a fare Renzi: spostare il partito su posizioni conservatrici o, se preferite, centriste, e poi spaccarlo … da destra.
Eppure, da non politologo almeno questo mi sembra chiaro, quella sorta di rinascitina del PD (piccola, certo, perché come voti reali ne ha di meno di prima, ma anche i votanti lo sono stati) è una cosa dovuta al fatto che ha cominciato a fare capire di essere o voler essere di sinistra.

In altre parole, perdonatemi se ripeto quanto ho già detto: di essere quellasinistra’ (moderata, razionale e colta, sia chiaro, cioè per capirci, niente Lotti e Boschi, Marcucci e Del Rio e specialmente ‘giovani turchi’!) che finalmente si oppone a una destra, sempre più chiara e netta e estremista, cioè fascista.

Mi sbaglierò, e quindi mi fermo qui, ma la gente oggi vuole idee chiare, vuole sapere tu che farai, vuole, meglio, poter capire che siccome tu sei ‘di sinistra’ farai certe cose, ma specialmente non ne farai certe altre, poterlo sapere prima che le cose si facciano. L’ameba democristiana che piace a Calenda è tutt’altra cosa e secondo me la gente di amebe ne ha abbastanza.
Certamente, far ciò, richiederebbe una linea politica chiara del PD, un programma chiaro, netto, preciso, pubblico, discusso e votato, con una dirigenza coesa e critica.
Vabbè, se ne riparla a partire dal 2101!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.