venerdì, Settembre 25

Stretto di Messina 'riservato' ai privati field_506ffb1d3dbe2

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traghetti stretto di messina

Messina – Lo Stretto di Messina, già dalle prossime settimane, potrà essere attraversato soltanto con i traghetti privati. Bluferries, la società delle Fs responsabile del settore navigazione, ha annunciato difatti, di voler dismettere il traghettamento perché lo considera  anti economico. Qualche giorno dopo è anche andata deserta la gara per Metromare, il servizio di aliscafi che collegano Messina e Reggio, garantendo la mobilità a migliaia di pendolari. A far infuriare i vertici di Bluferries, sarebbe stata l’ordinanza del sindaco di Messina, Renato Accorinti che, vietando il transito dei tir nel centro città dal porto storico, avrebbe tagliato le gambe a Fs, che perde la possibilità di effettuare viaggi trasportando mezzi pesanti e può farli solo con i treni. Ipotesi considerata troppo poco remunerativa e dunque di conseguenza si è pensato ad una dismissione delle navi. Le Ferrovie hanno garantito che lasceranno solo quelle che partiranno dal porto a Sud della città, quello di Tremestieri. Quest’ ultimo però, non è collegato con Villa San Giovanni e quindi in pratica i residenti siciliani, magari anche con diverse valigie appresso, potranno salire solo sui traghetti dei privati che li lasceranno a centinaia di metri di distanza dalla stazione di Villa San Giovanni, dove prenderanno i treni che viaggiano verso il resto d’Italia. Non sarebbe dunque più garantita la continuità territoriale prevista nella Costituzione e sarebbero a rischio decine di posti di lavoro. La decisione di Bluferries ha fatto scattare la reazione stizzita dei cittadini che si troverebbero, tra l’altro, costretti a pagare biglietti dal costo molto alto perché scomparirebbe di fatto la concorrenza. Inoltre, ha fatto andare su tutte le furie i sindacati che hanno già proclamato a breve degli scioperi. 

VERTENZA STRETTO – “Bluferries – spiegano Cgil, Cisl, Uil, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti di Messina – va dritta per la sua strada e ha convocato ufficialmente per domani i sindacati per procedere alla modifica dell’organizzazione del lavoro, che comporterà logicamente il taglio dei posti di lavoro. Serve però un progetto nuovo e complessivo, in cui siano individuate chiaramente le risorse, i tempi, gli obiettivi e si concordi cosa avviene nel frattempo, restituendo così la necessaria garanzia a cittadini, lavoratori ed utenti.  La condizione disastrata dei trasporti in Sicilia rischia, poi in questi giorni, – proseguono i sindacati – di aggravarsi ulteriormente per un altro evento che inibisce il transito dei passeggeri tra la sponda calabrese e Messina. Ci riferiamo all’ennesima gara andata deserta per il trasporto marittimo veloce nello Stretto di Messina“.

STRETTO ANCHE SENZA ALISCAFI –  “Il contratto di servizio per il trasporto passeggeri con mezzi veloci non è stato più rinnovato dal Ministero per mancanza di risorse, con la previsione di alcune proroghe con copertura di un numero sempre minore di corse. A fine anno anche queste proroghe scadranno senza possibilità di rinnovo. Se non verranno ripristinate le somme necessarie ad espletare il bando, le gare per il trasporto veloce continueranno a non attirare nessun armatore. Le conseguenze di questa situazione sono quindi già nell’immediato l’aumento dei disagi per la popolazione che vive, lavora e studia tra le due sponde, i licenziamenti per gli occupati in questo settore ed il pesante colpo che verrà inferto complessivamente all’economia ed allo sviluppo di questa già martoriata area. Gli incontri riservati tra Ministero, Regioni ed Enti locali che si trascinano da qualche anno non hanno sortito alcun effetto ed, anzi, hanno portato in questa città all’aumento di una sterile contrapposizione ed al moltiplicarsi di ricorsi legali“.

L’ORSA ANNUNCIA SCIOPERO NEI PROSSIMI GIORNI – Infine, Il sindacato Orsa ha già annunciato un imminente sciopero e il segretario Regionale Mariano Massaro ha ribadito: “Il passo indietro del vettore pubblico mette in discussione i posti di lavoro, i turni dei restanti lavoratori il diritto alla mobilità e sancisce di fatto il monopolio dell’armatore privato per il trasporto di mezzi leggeri e pedoni. Liberare la città dalla schiavitù dei tir come vuole fare l’amministrazione è un obiettivo sacrosanto che sosteniamo da sempre, ma i tir devono necessariamente attraversare lo Stretto per raggiungere la Sicilia e per evitare che attraversino il centro storico è necessario dotarsi di infrastrutture efficienti che al momento non esistono. Liberare la città dai tir significa che anche la società privata di traghettamento Cartour dovrebbe effettuare operazioni nel porto a Sud, evento che non sta neanche nei programmi futuri delle istituzioni interessate, pertanto, l’ordinanza non assume valenza di concretezza se non risolve il problema e colpisce solo il vettore pubblico in assenza del quale viene meno anche la minima parvenza di concorrenza nella Stretto”.

E’ in discussione – conclude Massaro – l’intero nodo dei trasporti nello Stretto; istituzioni, ferrovie e operatori privati hanno il dovere di concertare soluzioni opportune per liberare la città dai tir senza sacrificare il diritto alla mobilità ea ltri posti di lavoro. In assenza di interventi risolutivi ci vedremo costretti alla mobilitazione con tutti gli strumenti a nostra disposizione“.

LUPI RASSICURA SU CONTINUITA’ SERVIZIO –Si è tenuto un  incontro sulla vertenza Stretto di Messina, tra il componente della commissione trasporti della camera dei deputati Vincenzo Garofalo, il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi e i vertici di Bluferries. “Nessuna interruzione di Metromare. Troveremo i fondi per un bando triennale” ha affermato il Lupi a margine dell’incontro, e sulla vicenda Bluferries, ha convocato i vertici della società, che hanno ribadito tuttavia l’impossibilità di garantire la tratta a causa delle negative condizioni economiche a seguito dell’ordinanza del sindaco di Messina.

Lupi ha dato poi mandato ai funzionari del suo Ministero, presenti all’incontro, di predisporre un emendamento che consenta di mettere a bando il servizio Metromare per tre anni individuando le risorse che ne garantiscano la copertura finanziaria. Le sue rassicurazioni però. non sono state convincenti per i pendolari che annunciano clamorose forme di protesta nei prossimi giorni. Gianluca Rossellini

 

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