lunedì, Agosto 10

Stretto di Bering, luogo 'caldo' per le relazioni Usa-Russia

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Mosca – Sappiamo che più di dodicimila anni fa i primi uomini attraversarono lo Stretto di Bering partendo da quella che ora è la Russia orientale. È trascorso molto tempo da quando le acque dell’oceano hanno trasformato quel ponte naturale nello Stretto di Bering, dividendo così la regione russa della Chukotka dall’Alaska. Ora quest’antica regione si sta rivelando un luogo “caldo” per quanto riguarda le recenti relazioni USA-Russia, che sembrano sempre più gelide.

 

Tradizioni impantanate nella burocrazia

A tutt’oggi, i popoli indigeni dell’Alaska e della Chukotka continuano a mantenere forti legami culturali e familiari tra loro. Ma i confini internazionali, rigidamente osservati durante l’era della Guerra Fredda, hanno ostacolato la tradizionale pratica di navigare attraverso lo stretto per visitare amici e parenti.

Nel 1989, i rappresentanti dei governi USA e russo si riunirono a Jackson Hole (Wyoming) per firmare un accordo intergovernativo nel tentativo di risolvere la situazione. L’accordo mirava a rafforzare la cooperazione tra i due stati nella regione dello Stretto di Bering e permettere alle popolazioni indigene di Alaska e Chukotka di ricongiungersi con i propri familiari e ristabilire i legami culturali. Sul proprio sito ufficiale, le autorità dello Stato di Chukotka dichiarano di avere un sistema in atto dal 1992 che permette ai propri residenti indigeni di viaggiare fino in Alaska secondo l’accordo del 1989.

novo chaplino, a Chukotka village on the Bering Strait

Cosa sia accaduto a questo programma nel lato USA è meno chiaro. «Un programma di esenzione da visto è stato istituito dai governi di Stati Uniti e Russia nei primi anni 90» secondo la pagina informativa del sito internet del Shared Beringian Heritage Program, un programma governativo USA con lo scopo di incoraggiare la cooperazione in questa regione. La pagina web, non aggiornata da ottobre 2013, afferma: «Non c’è un sito web negli Stati Uniti che fornisca informazioni sull’accordo o sul programma». La pagina rimanda i lettori al sito del Governo di Chukotka, la quale fornisce, soprattutto ai propri residenti, la descrizione del protocollo per viaggiare senza visto attraverso lo stretto.

La pagina stessa del Shared Beringian Heritage Program forniva una spiegazione dettagliata agli aspiranti viaggiatori su come comportarsi con i visti russi. Fonti attendibili chiariscono che sebbene il programma di esenzione del visto fosse precedentemente attivo, negli ultimi anni è stato dismesso a causa di una serie di garbugli burocratici da parte degli USA. Due ufficiali statunitensi contattati per quest’articolo ci hanno riferito di non essere in grado di parlare dell’interruzione del programma, citando una mancanza di autorizzazione da parte del Governo per discutere l’argomento con i media.

dog-sled racing in Chukotka

Ripristino del programma di esenzione del visto

A partire dal 17 luglio i residenti di entrambi i lati dello stretto potranno attraversarlo, dicono le autorità dello Stato di Chukotka, affermando inoltre che gli USA hanno recentemente comunicato di essere pronti a ripristinare il programma.

Così come avvenne per quanto riguarda la sospensione, i fattori che hanno spinto verso il ripristino del programma non sono chiari, dato che gli ufficiali contattati per quest’articolo non hanno ancora ricevuto l’autorizzazione dallo Stato per discuterne. Ciononostante, diverse fonti sostengono che in questo progetto è stata già portata avanti una grande mole di lavoro, e questo sviluppo è già stato elogiato quale grande successo – in particolare come deterrente del possibile scenario di inasprimento delle già burrascose relazioni USA-Russia.

“Noi consideriamo [il ripristino del programma]un grande successo” sostiene in un’intervista telefonica il manager del Shared Beringian Heritage Program, Janis Kozlowski. “È un evento che aspettavamo da diversi anni, ed è un avvenimento importante per i cittadini dell’Alaska. Mentre potrebbe non avere molti effetti sulla popolazione degli Stati Uniti, è molto importante per l’Alaska – non per i grandi numeri, ma per le possibilità che offre”.

Chuktoka women cutting whale meat to share with visitors

La Kozlowski ha anche aggiunto “i legami culturali e familiari che le persone mantengono attraverso lo stretto di Bering sono molto antichi e molto forti, e nonostante siano rimasti separati per molti anni, i cittadini di entrambi i lati non hanno dimenticato di avere parenti e amici che sono solo a poche miglia di distanza oltre lo Stretto”.

L’entusiasmo della Kozlowski è condiviso da Mille Porsild, esploratore artico e direttore esecutivo di GoNorth! Adventure Learning, un’organizzazione educativa no-profit a sostegno degli sport e dei giochi tradizionali Beringiani. “Il ripristino del programma di esenzione del visto Alaska-Chukotka aiuterà le popolazioni native ad unirsi per guidare, proteggere e sviluppare la regione” sostiene Porsild, la cui organizzazione si rapporta ampiamente con le popolazioni indigene per unirle e preservarne le tradizioni culturali. Per esempio, il programma GoNorth! Adventure Learnings’s Traditional Beringian Sports and Games ha lavorato con le autorità della regione di Chukotka per agevolare i primi Beringian Arctic Games nel 2014, i quali hanno portato la gente nativa di tutte le nazioni artiche a partecipare ai tradizionali giochi artici e a gare su canoe fatte di pelle.

“Questo programma di esenzione del visto è veramente necessario per permettere la comunicazione, lo scambio e la collaborazione tra i nativi della regione, perché altrimenti costi, tempo e denaro, per uno Yupik o un Chukchi sarebbero un ostacolo impossibile da superare”, sostiene Porsild, aggiungendo che il programma permetterà ai popoli indigeni di Alaska e Chukotka di unirsi e formare una “forza da rispettare e includere nei processi decisionali”, un interesse chiave dal momento che le autorità di Russia e USA stanno cercando di sviluppare ulteriormente questa regione.

Nonostante i residenti idonei per il programma di esenzione del visto dovranno ottenere delle lettere d’invito dall’altra parte dello stretto, risparmieranno comunque tempo e denaro eludendo la richiesta standard del visto – che può costare centinaia di dollari e diverse settimane di attesa.

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