mercoledì, Settembre 30

Strasburgo, è caccia al terrorista GB: May alla prova della mozione di sfiducia del suo partito

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Sono 720 gli agenti mobilitati in Francia per fermare l’attentatore di Strasburgo: è quanto riferito dal ministro dell’Interno, Christophe Castaner, che ha anche annunciato il rafforzamento del dispositivo di sicurezza in tutti i mercati di Natale del Paese.

Nel frattempo emergono nuovi elementi sull’attentato di ieri sera. Secondo il procuratore di Parigi, Remi Heitz, l’aggressore ha gridato ‘Allah Akbar’. Le autorità francesi hanno trovato del materiale esplosivo nell’abitazione dell’attentatore. Mentre emerge che i gruppi collegati all’Isis, nei giorni scorsi, hanno lanciato un appello ai lupi solitari a compiere attacchi durante il periodo di Natale, evocando l’attentato del 2016 contro il mercatino di Berlino. In particolare si invitava a colpire americani e francesi, o i loro alleati, con qualsiasi cosa a disposizione.

In Gran Bretagna, Theresa May ha avvertito i colleghi Tory che se stasera sarà sfiduciata come leader di partito, i tempi necessari per dar vita a una nuova leadership imporrebbero di rinviare o revocare l’articolo 50 di notifica della Brexit. E far quindi saltare o slittare l’uscita del Regno dall’Ue fissata per il 29 marzo.

La premier affronterà in serata infatti il voto di sfiducia del partito, con molti elementi  scontenti per la sua gestione della Brexit e per l’accordo con l’Ue. Voteranno 315 membri del partito presenti in Parlamento. Se perde, resterà premier, ma solo fino all’elezione del nuovo leader, che diventerà primo ministro senza bisogno di elezioni politiche. Duro il monito dei Labour: la sfida a Theresa May significa che il Paese non ha un leader.

Ad intervenire in merito alla Brexit invece il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: «Data la gravità della situazione nel Regno Unito, inizio la mia lettera di invito ai leader Ue al vertice di domani e venerdì con la Brexit. L’intenzione è di ascoltare la valutazione del primo ministro britannico, e dopo, di incontrarci a 27 per discutere della questione ed adottare le opportune conclusioni». Mentre Angela Merkel ha annunciato che ci si sta preparando anche ad una hard Brexit.

Andiamo negli Usa, perché parla Donald Trump alla Reuters: «Penso che la gente si rivolterebbe se accadesse», ha detto riferendosi a un eventuale impeachment a suo carico, per poi liquidare come ‘noccioline’ le voci secondo le quali diverse persone che hanno lavorato con lui hanno avuto contatti con russi prima o durante l’ultima campagna elettorale.

Intanto Michael Cohen, l’ex avvocato personale del presidente, è stato condannato da un giudice di New York a 3 anni per le accuse di aver evaso il fisco (1,4 mln dlr), mentito al Congresso sui suoi rapporti con i russi e violato la legge elettorale comprando il silenzio di due donne su ordine del tycoon per non danneggiare la sua campagna elettorale.

La Russia non esclude di bloccare l’accesso a Google se il colosso non rispetterà la nuova, controversa legge che vieta ai motori di ricerca di mostrare i siti web inseriti nella ‘black list’ delle autorità di Mosca. A confermarlo il vicepresidente di Roskomnadzor, l’agenzia statale russa per il controllo delle telecomunicazioni, Vitali Subbotin.

In Israele, appello del premier Benyamin Netanyahu nell’incontro avuto oggi con il vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini: «L’Unifil deve impedire agli Hezbollah di compiere azioni aggressive contro Israele. Il comandante dell’Unifil è un italiano e noi pensiamo che l’Unifil debba svolgere un ruolo più forte e determinato. Ma in fin dei conti questa è responsabilità della comunità internazionale».

Tra pochi giorni la Turchia lancerà una nuova operazione militare nel nord della Siria contro le milizie curde dell’Ypg a est del fiume Eufrate. Lo ha detto il presidente Recep Tayyip Erdogan, intervenendo a un incontro dell’industria della difesa turca ad Ankara. L’area indicata è però di fatto sotto il controllo degli Usa, che sostengono i curdi nella lotta all’Isis.

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