sabato, Agosto 8

Strage di Las Vegas e quella legge sulle armi mai voluta L'ennesimo massacro ha riaperto il dibattito negli Usa sulla facilità con cui è possibile acquistarle e detenerle

0

«Un folle pieno di problemi, un individuo molto malato». Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito Stephen Paddock, l’autore della strage al concerto country a Las Vegas. L’ennesimo massacro ha riaperto però il dibattito negli Usa sulla facilità con cui è possibile acquistare e detenere armi da fuoco. Ma Trump ha liquidato subito la vicenda dicendo: «Della legge sul porto d’armi parleremo in futuro».

Che la questione armi per la Casa Bianca sia alquanto delicata lo ha confermato indirettamente la portavoce Sarah Sanders: «Sarebbe prematuro discutere di politica quando ancora non conosciamo appieno tutti i fatti né cosa sia avvenuto». Dalla Nra Trump ha ricevuto finanziamenti per la campagna elettorale e, dopo l’arrivo alla Casa Bianca, ha firmato una legge che ha sospeso la norma voluta da Obama per impedire che le persone con problemi mentali potessero comprare armi. Il legame con la Nra si è saldato ancora di più il 28 aprile, quando dopo Reagan è stato il primo presidente a tenere un discorso davanti alla convention annuale dell’associazione. E proprio lì Trump aveva detto: «Vi prometto che, come presidente, non interferirò mai con il diritto del popolo di possedere armi. La libertà non è un regalo del governo, ma un regalo di Dio».

Prima della strage di Las Vegas i repubblicani avevano presentato al Congresso, dove hanno la maggioranza, due leggi sulle armi: una per allentare le norme sull’uso dei silenziatori, l’altra per consentire alle persone con il permesso di trasportare armi nascoste di portarle anche in altri Stati. E ora tutto questo rischia seriamente di tornare prepotentemente alla ribalta.

I democratici sono furiosi. «Il nostro dolore non è abbastanza. Dobbiamo mettere la politica da parte e scendere in campo contro la Nra (National rifle association, la lobby americana delle armi, ndr) e lavorare insieme per provare a impedire che questo succeda di nuovo», ha scritto su Twitter l’ex segretario di Stato, Hillary Clinton.

(video tratti dal canale Youtube della BBC)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.