mercoledì, Agosto 12

Strage Bologna: 38 anni di ‘stragi’ di verità, un bel banco di prova per il ‘Governo del cambiamento’ Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 39

0

Su una cosa, almeno, nel tempo è andata meglio del previsto. Nonostante il passare del tempo, e questo 2 agosto 2018 siamo già a 38 anni dal 2 agosto 1980, la memoria non è andata dispersa, anzi rimane viva e dolente. Ché tra le tante bestie (e alcune belve) che affollano il nostro Gran Circo ‘Barnum Italia’, particolarmente feroci sono quelle che hanno operato a Bologna ormai quasi quarant’anni fa (quaranta anni, una vita!), particolarmente ipocrite quelle che sono state ai vertici istituzionali ed operativi dello Stato e non hanno voluto fare tutto il possibile per far procedere la ricerca della verità, particolarmente ignobili quelle che hanno coperto, depistato, affossato. Ma, su altro ed altri versanti, fortunatamente ed ineditamente non ci sono state ‘perdite di memoria’. Anzi va riscontrata l’ammirevole ‘tenacia operativa’ in primo luogo da parte dei familiari delle vittime e assieme da quanti si sono sentiti via via direttamente ‘nominati’ familiari, portando su sé stessi quel peso, e lo sforzo per il tentativo di capire scena e retroscena di quanto realmente avvenuto.

Così, come ogni anno ma per la trentottesima volta, si sono svolte le Celebrazioni. In apertura di mattinata concentramento con i Gonfaloni delle città e partenza del Corteo lungo via dell’Indipendenza, poi in Piazza Medaglie d’Oro intervento del Presidente dell’Associazione Familiari Vittime della Strage alla Stazione di Bologna, Paolo Bolognesi. Dopo il minuto di silenzio in memoria delle vittime (alle fatidiche 10:25), intervento del Sindaco di Bologna, Virginio Merola. Ha voluto essere presente, prendendo la parola, anche il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Quindi al ‘Primo Binario’ della Stazione di Bologna deposizione di corone alla Targa che ricorda il sacrificio del ferroviere Silver Sirotti deceduto nella strage del treno Italicus. (Altre storie, altre stragi, ma mai come in questo caso, e nei tanti grandi e piccoli ‘casi’ non casuali di quegli anni, ‘tout se tient’).

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo Messaggio sostiene: «I processi giudiziari sono giunti fino alle condanne degli esecutori, delineando la matrice neofascista dell’attentato. Le sentenze hanno anche individuato complicità e gravissimi depistaggi. Ancora restano zone d’ombra da illuminare. L’impegno e la dedizione di magistrati e servitori dello Stato hanno consentito di ottenere risultati che non esauriscono ma incoraggiano l’incalzante domanda di verità e giustizia». A sua volta il Premier, Giuseppe Conte, intervenendo a proposito della ricorrenza, scrive che «Il pensiero va alle 85 vittime della strage di 38 anni fa e ai familiari che attendono ancora risposte. Saremo sempre al loro fianco nella ricerca della verità. Lo dobbiamo a loro e a noi tutti». Fatto il debito compito di inizio agosto di ogni Presidente del Consiglio, la questione non è solo e tanto essere al fianco di quanti ancora «attendono risposte». Doveroso, ma insufficiente. Quanto utilizzare tutti i mezzi e le risorse dello Stato, ai cui vertici operativi si trova, per recuperare lacerti di informazione e quindi di verità, e di qui, accostandoli ed allargandoli, arrivare finalmente a delineare testo e contesto di quell’evento, e di quanti vi hanno fatto seguito. In un intreccio che attraversa potentemente, per quanto in molti aspetti sottotraccia, l’oggi e il domani. Sarebbe già buon, concreto obiettivo per l’autoqualificatosi ‘Governo del Cambiamento’.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’