domenica, Novembre 17

Stati Uniti vs Iran: accordo sul nucleare al centro dei contrasti La possibile decertificazione del JCPOA da parte di Washington e l' assegnazione del Premio Nobel per la pace

0
1 2


La discussione sull’ accordo nucleare iraniano avviene contemporaneamente all’ assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2017. Ad aggiudicarselo, l’ Ican (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons)
, la rete di organizzazioni non governative (ben 468), nata in Australia, ma fondata ufficialmente a Vienna nel 2007,  che da più di 10 anni è impegnata nella lotta per l’ abolizione delle armi nucleari. A Ginevra il suo ‘centro di comando’. “Per il suo lavoro nel voler attirare l’attenzione sulle conseguenze catastrofiche di qualsiasi utilizzo di armi nucleari e per i suoi sforzi decisivi per raggiungere un trattato per la proibizione delle armi nucleari”  la motivazione ufficiale. Molto contenta si è detta lady Pesc, Federica Mogherini, che era stata data per candidata al Premio.

Non è il primo soggetto che viene insignito con il Nobel per la Pace per il disarmo. Si pensi all’ Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), premiato nel 2013.  Senza l’Ican non sarebbe stata possibile l’ adozione, lo scorso luglio, del nuovo trattato per la non proliferazione nucleare, che attende la ratifica da parte di più di 50 Paesi. «Un’urgente necessità umanitaria e non un sogno impossibile» lo ha definito l’ Ican.

Interpellato, il Segretario Generale dell’ Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg, riguardo all’ accordo di luglio,ha fatto presente che «la Nato è impegnata a preservare la pace e a creare le condizioni per un mondo senza armi atomiche: condividiamo questo obiettivo con l’Ican e saluto con favore l’attenzione data a questa materia dal comitato del Nobel».

«Tuttavia il trattato per la messa al bando delle armi atomiche non ci avvicina all’obiettivo di avere un mondo senza armi nucleari. In realtà, rischia di minare i progressi fatti nel corso degli anni nel campo del disarmo e nella non proliferazione». Per questo diverrebbe fondamentale «una riduzione bilanciata e verificabile delle armi nucleari. Finché esisteranno armi atomiche, la Nato resterà un’alleanza nucleare».

«Con rammarico»- ha evidenziato Stoltenberg – «la NATO constata le condizioni per raggiungere il disarmo atomico oggi non sono favorevoli, ma gli sforzi fatti in direzione del disarmo devono tenere conto della realtà dell’attuale contesto sotto il profilo della sicurezza».

«Il premio Nobel per la Pace illumina il percorso che offre il trattato (adottato dall’Onu nel luglio 2017, ndr) verso un mondo libero dalle armi nucleari. Dobbiamo imboccare questo cammino prima che sia troppo tardi»  questo il comunicato facebook dell’ Ican, una volta venuta a conoscenza di quanto deciso dal Comitato norvegese. «Se c’e’ un momento in cui le nazioni devono dichiarare la propria inequivocabile opposizione alle armi nucleari, quel momento e’ questo» ha sottolineato l’ associazione su Facebook chiosando con «lo spettro del conflitto nucleare e’ ancora grande».

Fortemente emozionata, Beatrice Fihn, direttrice esecutiva di Ican, ha precisato che e’ «un premio importantissimo ai milioni di attivisti e cittadini preoccupati che lavorano dal 1945 alla lotta contro le armi nucleari, un tributo ai sopravvissuti di Hiroshima e anche alle vittime dei test nucleari che ancora si effettuano». Non ha risparmiato critiche nei confronti dell’ approccio alla questione Nord Corea della Presidenza americana, colpevole, a suo dire, di « minacciare di uccidere milioni di persone con il pretesto della sicurezza. Questo ci fa vivere in una situazione di insicurezza permanente. E’ un comportamento inaccettabile che non appoggeremo mai». «L’elezione di Donald Trump» – ha proseguito la direttrice «ha messo a disagio molte persone, dato che lui ha la possibilità, da solo, di ricorrere all’arma nucleare. Se vi spaventa che il presidente americano abbia il nucleare, dovreste essere contrari alle armi atomiche in generale».

«Quest’anno il premio per la pace e’ anche un appello agli Stati perché comincino negoziati seri rivolti a una graduale, bilanciata e attentamente monitorata eliminazione delle 15mila testate nucleari presenti al mondo» ha auspicato la presidente del Comitato dei Nobel, Berit Reiss-Andersen. Va, però, ricordato che proprio quelle testate nucleari, la cosiddetta ‘deterrenza’, hanno garantito, almeno fino ad oggi, un periodo, tutto sommato, pacifico. Sarebbe stato possibile dire lo stesso se lo spettro dell’ arma nucleare non fosse esistito?

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore