martedì, Novembre 12

Stati Uniti: deroga di tre mesi a Huawei Il colosso cinese potrà mantenere i suoi rapporti con le aziende Usa per altri novanta giorni

0

Dopo un lungo ed estenuante braccio di ferro con Pechino, l’amministrazione Trump ha autorizzato Huawei a intrattenere rapporti commerciali con le società statunitensi per altri tre mesi, come dichiarato dal segretario al Commercio Wilbur Ross nel corso di un’intervista televisiva. Sebbene il governo di Washington consideri il gigante di Shenzen una minaccia alla sicurezza nazionale, Huawei rimane un partner fondamentale per aziende del calibro di Qualcomm, Intel e Micron Technology. Dalle quali l’impresa hi-tech cinese ha acquistato componentistica per i suoi smartphone e laptop per un valore superiore agli 11 miliardi di dollari nel solo 2018, su una spesa complessiva di 70 miliardi. Ragion per cui il bando commerciale che Trump aveva firmato lo scorso maggio avrebbe giocoforza colpito non soltanto Huawei, che si è vista costretta a rimandare il lancio del laptop Matebook per mancanza della componentistica necessaria, ma tutta l’indotto ad essa legato. Con forti ripercussioni anche sulle stesse società hi-tech statunitensi.

Senza contare che il colosso cinese, fiutata l’aria che tirava, aveva già messo in cantiere un proprio sistema operativo (Harmony Os) sostitutivo ad Android, che secondo l’apparato dirigenziale di Google, inizialmente allineatosi alle direttive dell’amministrazione Trump attraverso il blocco del trasferimento di hardware, software e servizi tecnologici di punta sugli smartphone prodotti da Huawei, potrebbe porre la Cina nelle condizioni di hackerare gli smartphone. I notevoli sforzi profusi da Huawei per rendersi il più possibile autonoma dai fornitori hi-tech occidentali hanno infatti già consentito al gruppo di realizzare, attraverso la consociata HiSilicon, il partner Taiwan Semiconductor Manufacturing e altre società minori, il chipset Kirin, il quale è andato a sostituire i chip fabbricati dall’azienda statunitense Qualcomm presenti in gran parte degli smartphone di fascia più alta.

Di qui la decisione di Trump di sottoscrivere ben due proroghe da 90 giorni ciascuna che consentono a Huawei di portare liberamente avanti le relazioni commerciali con i fornitori statunitensi. Resta ovviamente da capire cosa accadrà dopo il 19 novembre, anche alla luce del fatto che l’approccio che il governo statunitense ha verso la questione non sembra affatto mutato. La proroga tende insomma a configurarsi come parte integrante di una strategia volta a rilanciare le trattative con Pechino in vista del raggiungimento di un più ampio accordo commerciale che soddisfi entrambe le parti in causa. Da tempo, infatti, Stati Uniti e Cina sono impegnati in un estenuante confronto che ha visto i primi sferrare un’offensiva incardinata sull’imposizione di una serie di dazi sulle merci cinesi e i secondi reagire mediante una linea operativa comprensiva di contro-tariffe, sospensione degli acquisti di Treasury Bond, crollo degli investimenti negli Usa e drastica limitazione delle importazioni di soia e Gas Naturale Liquefatto statunitensi.

Il confronto tra Stati Uniti e Cina è quindi destinato a protrarsi, nonostante le continue inversioni di marcia da parte dell’amministrazione Trump.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore