giovedì, Ottobre 29

Stati Uniti: da Luna a Marte e al di là, nello spazio profondo La Casa Bianca ha diramato ‘A New Era for Deep Space Exploration and Development’, il programma operativo per la conquista della supremazia dello spazio

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Se il 2019 è stato uno degli anni più importanti per la politica spaziale degli Stati Uniti, in particolare con la creazione della Space Force, la forza spaziale, il 2020, in piena crisi da coronavirus Covid-19, segna l’anno dell’avvio del lavoro funzionale alla galoppata americana verso lo spazio, da Luna a Marte e oltre.

Lo scorso 23 luglio, infatti, la Casa Bianca ha diramato A New Era for Deep Space Exploration and Development’. (‘Una nuova era per l’esplorazione e lo sviluppo dello spazio profondo’), rapporto del National Space Council. Il rapporto non ha lo scopo di stabilire nuove politiche -che restano quelle già nel corso degli anni fissatema piuttosto delineare la ‘messa a terra’,l’attuazione di tali politiche, il ‘come’ raggiungere gli obiettivi fissati.
Alla base del rapporto vi è l’approccio integrato all’esplorazione e allo sviluppo dello spazio, esplorazione e sviluppo quale sforzo integrato che coinvolge non solo la NASA e  la Space Force, ma anche altre agenzie governative, oltre a partner internazionali e, soprattutto, commerciali, ovvero i privati.

Il fatto che tale documento sia stato diramato nel mezzo della più grave crisi sanitaria ed economica del Paese esprime tutta l’urgenza della Casa Bianca sul tema, né al momento appare strumentale alla campagna elettorale di un Presidente che cerca la rielezione a tutti i costi ed è in oggettiva difficoltà.

Gli USA sono preoccupati per i rischi che possono venire da un «ambiente spaziale disordinato e pericoloso», come sostiene il Center for Strategic and International Studies (CSIS) in un report di pochi mesi fa, e in particolare dalle attività spaziali di Cina, Russia, Iran, Corea del Nord e India, intendono concedere troppo alle politiche che nel settore stanno conducendo alleati come Francia, Israele, Giappone, ma neanche aquelle di soggetti non statali, quali SpaceX oOneWeb Satellites, nei confronti delle cui attività sono attratti dalle opportunità commerciali che esprimono, ma anche preoccupati di come irreggimentarle.

Il rapporto descrive tre principali aree di lavoro:commercializzazione delle attività in orbita terrestre bassa, esplorazione robotica,esplorazione umana, riportando l’uomo sulla Lunain modo permanente e inviare umani su Marte, il tutto sviluppando la ‘sicurezza nazionale’, che dalle parti di Washington si traduce in ‘dominio dello spazio’. Sviluppare le tecnologie critiche, «l’economia spaziale commerciale necessaria per una presenza umana sostenibile sulla Luna, su Marte e al di là», recita il documento.

Al centro dell’attenzione del documento vi è il ruolo dei privati. Precisato che la NASA resterà il perno attorno al quale si muoverà l’attività governativa americana, che punta alla leadership mondiale in fatto di spazio, per quanto «siano necessarie risorse governative per l’esplorazione dello spazio oltre l’orbita terrestre bassa, la sua sostenibilità a lungo termine è improbabile senza l’efficienza e l’innovazione del settore privato»,per tanto gli USA sono impegnati a rimuovere tutti gli ostacoli che potrebbero ritardare l’attività dei privati nel settore, promuovendo un contesto normativo favorevole per gli investimenti e le operazioni private, e lavoreranno sul fronte diplomatico per creare partenariati internazionali con gli ‘Stati spaziali’ esistenti ed emergenti.

«La Luna è più di una destinazione fisica. È essenzialmente l’ottavo continente dell’umanità»,afferma il documento. « Il nostro scopo immediatodovrebbe essere duplice: sviluppare le tecnologie e le capacità critiche che consentiranno le missioni umane su Marte e creare la capacità nazionale strategica di operare su un’altra superficie planetaria, a partire dalla Luna». Ciò consentirà «agli Stati Uniti di guidare gli sforzi internazionali e commerciali per l’esplorazione dello spazio e lo sviluppo».

«Gli interessi e gli obiettivi geopolitici forniscono il modello e la logica storica», interessi in termini di «sicurezza, commercio, scienza e leadership internazionale». In questa prospettiva, i «prossimi passi oltre l’orbita terrestre bassa richiederanno la cooperazione tra i partner internazionali per motivi sia pratici che politici. L’impegno degli Stati Uniti di condurre uno sforzo multinazionale facendo leva sui partenariati pubblico-privato verso la Luna è un primo passo simbolico e pratico, nonché un mezzo per creare un un quadro internazionale più ampio che favorisca gli interessi degli Stati Uniti e dei Paesi affini».

La superficie lunare è individuata come «unospazio commerciale», un «mercato interessante per l’industria statunitense». E dalla Luna a Marte il passo per l’Amministrazione Trump è breveL’attenzione a lungo termine per Marte e altre destinazioni nello spazio profondo fornisce una struttura per guidare la definizione e l’implementazione di capacità e ricerche sulla Luna e nei dintorni, come fonti di energia nucleare, a lungo termine moduli abitativi e robotica per identificare, estrarre e utilizzare le risorse locali». Proteggere «gli interessi degli Stati Uniti nello spazio richiede una strategia di esplorazione e sviluppo dello spazio che estenda la nostra presenza dalla Terra in avanti verso la Luna, raggiunge Marte e oltre» E «come sulla Terra, le regole del dominio dello spazio sarà creato da coloro che hanno il coraggio di andarci e la convinzione di rimanere», gli Stati Uniti «devono guidare e costruire il futuro dell’umanità nello spazio».

La visione degli Stati Uniti dello spazio «è quella in cui esiste una presenza umana e robotica sostenibile attraverso il sistema solare, e dove esiste una sfera in espansione di attività commerciali non governative, con un numero crescente di americani che vivono e lavorano nello spazio». In questo quadro, si tratta di«utilizzare l’ambiente orbitale terrestre, la superficie della Luna e lo spazio cis-lunare per sviluppare le tecnologie critiche, le capacità operative e

l’economia spaziale commerciale necessaria per una presenza umana sostenibile sulla Luna, su Marte e oltre».

L‘esplorazione lunare ridurrà i rischi complessivi per raggiungere Marte. Oggi, si ammette, non solo per un viaggio di andata e ritorno su Marte ci vorrebbero circa 2 anni, con tutto quanto ne consegue, ma sarebbe molto pericoloso, rischi che un governo non può assumersi. Attraverso sviluppo e la sperimentazione sulla Luna di nuovi sistemi spaziali necessari per operare su una superficie planetaria, l’addestramento della capacità di ‘vivere al di fuori della Terra’, imparando come estrarre, lavorare e utilizzare le risorse presenti sul suolo lunare, le incognite e i rischi di un lungo viaggio nello spazio profondo potranno essere ridotti.

Il primo passo, dunque, è «cercare di sviluppare la Luna, usandola come terreno di prova per tecnologie e processi» sempre più indipendentidalla Terra attraverso operazioni extraterrestri, come produzione, estrazione mineraria.
Già nel 2006, si sottolinea, i consulenti della Casa Bianca avevano chiaramente indicato questa traiettoria. Già allora si sottolineava la convenienza economica di produrre sul suolo lunare con il materiale lunare, anche estraendo elementi e minerali che possono essere trasformati in combustibile o componenti massicci di apparecchi spaziali. La produzione di ossigeno in particolare, il componente principale (in massa) del combustibile chimico per missili, è potenzialmente un’importante industria lunare, sostenevano i consulenti della Casa Bianca del tempo.

Evidente, così, che lo sviluppo di industrie commerciali nello spazio è qualcosa che viene affidato ai privati. La responsabilità che il rapporto individua per il settore privato va ben oltre l’esplorazione spaziale, punta dritto all’industrializzazione dello spazio a cura dei privati.

Tutto ciò il rapporto fa intendere chiaramente è qualcosa di tutt’altro che futuro, è dell’oggi: «l’atterraggio degli astronauti americani sulla Luna nel 2024 è solo l’inizio di questa grande avventura. I prossimi 2 o 3 anni dovrebbero vedere un aumento molto sostanziale delle capacità degli astronauti lunari, del numero di persone che lavorano sulla Luna e della robustezza dei sistemi logistici spaziali che portano avanti e indietro persone e merci su base routinaria». «La Luna dovrebbe essere il terreno di prova per imparare a lavorare a lungo lontano dalla Terra, per utilizzare le risorse locali per ridurre e infine eliminare la necessità di forniture dalla Terra».

«Marte è la prossima destinazione» dopo la stabilizzazione di una lunga presenza sulla Luna. Iprogrammi di esplorazione condotti sino ad oggihanno scoperto che la superficie marziana, come la Luna, contiene molte delle risorse necessarie asostenere una presenza umana a lungo termine sul pianeta. Molti dei sistemi sviluppati per estrarrerisorse sulla Luna potranno essere adattati per Marte. Le scoperte e i progressi che saranno fatti sulla Luna nei prossimi anni influenzeranno la preparazione delle missioni su Marte. «Il lavoro nel prossimo decennio in orbita terrestre bassa e sulla Luna dovrebbe concentrarsi su come ridurre drasticamente il costo e la complessità delle missioni umane su Marte, aumentando al contempo le probabilità di successo, sicurezza, e sostenibilità».

«Se gli Stati Uniti riusciranno a stabilire una presenza umana a lungo termine sulla superficie marziana», prosegue il rapporto, avranno «la tecnologia e l’esperienza per iniziare ad esplorare altre destinazioni in sicurezza». E«esplorare e sviluppare pacificamente il sistema solare aiuterà a garantire in modo permanente interessi e valori americani», insomma, agli USA sarà assicurato «il dominio spaziale».

Per raggiungere questi primi obiettivi di un piano molto ambizioso e pluridecennale, il documento sottolinea come tutti i dipartimenti del Governo degli Stati Uniti dovranno essere impegnati e collaborativi, completamente sinergizzati. Ma il privato è il vero obiettivo della politica americana, dal privato, secondo questo documento, passa l’industrializzazione e la commercializzazione dello spazio.
Il ruolo del Governo oggi è preminente, da traino, ‘pionieristico’, fino ad oggi si è assunto la responsabilità di tutti gli aspetti dell’esplorazione e dello sviluppo, continuerà ad avere un ruolo centrale, ma in collaborazione con l’industria privata, «i ruoli di governi e del settore privato cambieranno con l’evoluzione delle tecnologie,dei costi e dei mercati. Attività spaziali e infrastrutture che richiedono il sostegno del Governo oggi possono diventare guidate dal mercato domani». In futuro, «il governo assumerà ruoli più indiretti, come essere un mecenate della ricerca e dello sviluppo, un primo acquirente»,senza dubbio un ‘regolamentatore’ anche in ottica di sicurezza nazionale e per adempiere obblighi internazionali.

Il rapporto parla chiaro anche sul futuro che si attendono per la Stazione Spaziale Internazionale. La struttura, «ha una durata limitata e gli Stati Uniti e i nostri partner internazionali non desiderano creare un duplicato», piuttosto «una varietà di future stazioni spaziali, in diverse successive sedi orbitali, di proprietà commerciale» gestite dai privati, rimuovendo le barriere normative del caso, dove i Clienti saranno sia governativi, a partire dal governo degli Stati Uniti, sia non governativi, altri privati. Le piattaforme orbitali commerciali del futuro, prosegue il documento, «saranno presenti nell’orbita terrestre e potenzialmente intorno alla Luna» e la commercializzazione dell’attività condotta dai proprietari e gestori privati permetterà di abbattere i costi dei costosi lanci su Luna e Marte.

E in fatto di cooperazione tra le diverse strutture del Paese, il rapporto non trascura il sistema educativo. La «capacità di condurre l’esplorazione e lo sviluppo dello spazio dipenderà dalla capacità degli Stati Uniti di educare, addestrare e impiegare le future generazioni di lavoratori spaziali americani». Tenendo bene presente che «l’esplorazione e lo sviluppo dello spazio è uno sforzo multi-generazionale». Il sistema educativo del Paese deve essere attrezzato per fornire le competenze necessarie perché gli Stati Uniti possano essere competitivi a livello internazionale e «della nostra capacità di garantire la sicurezza della nazione e del mondo». Nè si manca di sottolineare che «carenze attuali» di personale qualificato (ad esempio in ingegneria dei sistemi, ingegneria informatica e sicurezza informatica) devono essereun ‘avvertimento’ che l’obiettivo potrebbe essere a rischio. «L’esplorazione e l’utilizzo dello spazio supportano direttamente gli interessi strategici a lungo termine degli Stati Uniti», per tanto «sviluppare e mantenere una forza lavoro qualificata, diversificata e inclusiva, per svolgere queste attività a lungo termine», diventa uninteresse strategico. Gli «Stati Uniti hanno bisogno di istruzione e formazione» e di coinvolgere i giovani americani in questa ‘singolare avventura’, si afferma.

L’ultima parte del rapporto sintetizza il ruolo governativo e il coordinamento tra i diversi comparti governativi.

«Cinque ruoli governativi primari sono cruciali per attuare la visione descritta in questo documento:

1) Promuovere un ambiente spaziale sicuro e prevedibile per la sostenibilità a lungo termine delle attività spaziali;

2) Supportare lo sviluppo dell’attività commerciale e dell’industria nello spazio;

3) Supportare la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie spaziali;

4) Con partner commerciali e internazionali,creare le infrastrutture necessarie per l’esplorazione dello spazio e lo sviluppo;

5) Supportare la ricerca spaziale avanzata da parte delle comunità di ricerca statunitensi del settore pubblico e privato».

Su tutti i cinque punti, il rapporto esprime uncomplesso di attività già attivate. Si va dal problema dell’armonizzare la normativa già in essere con quanto di nuovo deve essere impostatoin fatto di autorizzazioni e licenze ai privati che si andranno impegnare in attività industriali e commerciali nello spazio, fino alla gestione dei detriti, alla sicurezza del traffico spaziale.
Il governo, poi, si dice pronto impegnarsi adaumentare la domanda dei prodotti e servizi realizzati dai privati nel settore spazio a livello internazionale, in particolare aumentare la domanda da parte dei Paesi in via di sviluppo, a partire dai settori della comunicazione, deltelerilevamento e servizi correlati che possono contribuire a migliorare produttività delle industrie nei Paesi in via di sviluppo, precisando che tale impegno è funzionale anche a fornire una «alternativa» a questi Paesi in via di sviluppo «che potrebbero altrimenti rivolgersi a attori maligni», i quali «potrebbero caricarli di debiti eccessivi e impegnarsi in altre pratiche dannose».

«Ulteriori sforzi dovrebbero ampliare la portata delle industrie aerospaziali tradizionali per includervi nuove applicazioni per tecnologie spaziali ed espandere le capacità spaziali, infondendo tecnologie da campi non tradizionali ma promettenti, come robotica, intelligenza artificiale, applicazioni quantistiche, e produzione additiva, che hanno molto da offrire alla comunità spaziale».

Le conclusioni del documento rimarcano il peso che lo spazio è destinato avere nel futuro del Paese e spiegano bene l’urgenza del medesimo.

«Alcune persone sostengono che l’umanità è destinata a sviluppare insediamenti spaziali e diventare unaspecie multi-planetaria’. Sebbene questa sia certamente una possibilità entusiasmante,dipenderà dalla nostra capacità di utilizzare risorse nello spazio e vivere indipendentemente dal supporto e dall’ambiente della Terra. Dipenderà anche dalla ricerca di ragioni economiche per vivere e lavorare oltre la Terra -ragioni che non dipendono dal sostegno dei contribuenti. Al momento non possiamo sapere se una di queste condizioni è possibile. Quello che sappiamo è che non saremo in grado di dare una risposta senza una esplorazione dello spazio e uno sforzo di sviluppo che va oltre l’orbita terrestre bassa». Gli USA non sono, affermano gli estensori del rapporto, in una Guerra Fredda spaziale , ma «l’esplorazione e lo sviluppo sono questioni urgenti. L’ambiente internazionale è dinamico e influenzato da concorrenza e minacce alle capacità spaziali su cui facciamo affidamento. Di conseguenza, è importante che lo spazio degli Stati Uniti, le attività nei settori della sicurezza civile, commerciale e nazionale venganocoordinate ai massimi livelli e in un modo integrato per far avanzare i nostri interessi olistici e quelli dei nostri alleati internazionali».

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