giovedì, Luglio 2

Stati Generali? Via il voluntary disclosure e bloccare la circolazione del contante Sarebbe una vera riforma a costo zero ... e si potrebbe rimandare a dopo poi la ‘riforma del sistema fiscale’, dare così un segnale all’Europa e incassare subito qualcosa

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Tra le tante cose che si dicono, non del tutto incredibili benché al limite tra il vaudeville e il Grand Guignol, c’è la presunta (sic!) aspirazione di Giuseppe Conte – pochette a fondare un suo partito assorbendo, pensa e forse gli suggerisce il suo innominabile ‘maestro e donno’ (Casalino, ognuno ha i suoi maestri, o almeno quelli che si merita)-, parte degli stellini e parte, nientemeno, del PD.
Non sarebbe la prima volta che qualcuno tenta una operazione del genere e, per lo più, le negazioni assolute da parte degli interessati ne sono solo la conferma, ma non sarebbe nemmeno la prima volta che l’operazione si rivela un fiasco e un fiasco clamoroso al punto da distruggere la carriera politica dell’interessato.
Basterebbe citare il caso di Mario Monti, persona in fondo di un certo valore benché troppo ‘ragionieristico’ per essere accettabile, che, dopo i fasti del Governo imposto da Giorgio Napolitano con uno sbrego alla Costituzione notevole, come ho già scritto tentò l’operazione, confortato dai sondaggi entusiastici, e finì come è finita. Oppure quello di Antonio Di Pietro, finito a capeggiare un partitino poco più che fastidioso, per poi affondare nei fasti dei vari Scilipoti, De Gregorio, ecc. E si potrebbe continuare, per non parlare di Matteo Renzi o Carlo Calenda.
Insomma,
i sondaggi sono quello che sono, ma ormai si dovrebbe avere imparato che tra i sondaggi sulle persone e i risultati dei rispettivi partiti c’è un abisso, imprevedibile: il cittadino, interpellato sul gradimento di questo o quello, si esprime a suo favore o contro, ma poi nella cabina elettorale, si domanda se non va a votare per uno che non conterà nulla e … si sgonfia, il personaggio. Ma tant’è.
Il dubbio mi viene perché colpito dalla solita verbosa, lunga, capziosa intervista di Sabato 13
giugno, durante i fasti ridicoli di Villa Pamphili, dove ‘incontrava’ in video conferenza, guardandosi in TV, i vari politici europei, ivi compresa la signora Ursula von der Leyen, che se ne usciva con la battuta propagandistica (suppongo suggerita dall’innominabile … un’idea così sciatta solo a lui poteva venire) «L’Europa s’è, desta» … roba da schiaffi! Ad una domanda di una giornalista, sulla opportunità e sulle sue intenzioni di promuovere una seria riforma fiscale, Conte rispondeva con una lunga chiacchiera da avvocaticchio (incomprensibile, insomma menava il can per l’aia), salvo per l’aggiunta che intendeva realizzare lavoluntary disclosure’, ovviamente in inglese perfetto. Venendo subito dopo corretto, dal sempre più tremebondo Roberto Gualtieri, che si affrettava a precisare che non si sarebbe trattato di un condono … Ah no, e cosa allora?

Oddio, certo è questione di parole, ma guardiamo bene.
Se quei contanti seppelliti sono il frutto di attività illegali (commercio di droga ad esempio), tenerli in cassetta di sicurezza o sotto il materasso è illecito per la causa per la quale sono arrivati lì, e, quindi, portarli alla luce è l’equivalente di una ammissione di colpa. Dubito molto che qualunque condono, o quel che sia, possa cancellare i reati, specie se così gravi. Idem per altre circostanze, la gran parte.
Insomma, l’idea che si possa ‘chiudere un occhio’ di fronte al riciclaggio di denaro o di denaro proveniente direttamente da attività illecite, magari anche di guadagni o donazioni, mi sembra assurdo e non credo proprio che una ‘semplice’ multa per la detenzione di quel denaro basti a sanare la situazione.
D’altra parte, per dirla tutta, non riesco a capire (ma certo i grandi avvocati pocchette e il rignanese ne sanno assai più di me) come si possa impedire alla gente di tenersi dei soldi in cassetta di sicurezza o altrove. In questo Paese, mi dicono, c’è una Costituzione, e non vedo dove vi si possa trovare una norma che vieti di tenersi il denaro contante. A me, ma io non sono un avvocato né pugliese né toscanaccio, sembra una cosa impensabile. Se è così, è semplicemente ridicolo (anzi, diciamola tutta: è una presa per il c … dei cittadini italiani che pagano le tasse) immaginare di “multare” o altro chi si limiti ad esercitare un proprio diritto costituzionale.

Altro, caro pochette e caro Renzi e caro Gualtieri, altro, ben altro, è il vietarne la circolazione. Qui non si viola nessuna norma costituzionale (anche se da varie parti si dice di sì, tipo Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, ma ciò è la prova che non è incostituzionale), perché la ragione di una norma del genere è, nonché perfettamente comprensibile, del tutto legittima se non addirittura doverosa, se non altro perché mirerebbe ad evitare l’evasione fiscale, che, sì, è un illecito.
Se, infatti, quel denaro non proviene da attività illecite, mi domando quale norma mai mi possa vietare di tenerlo dove voglio io, specie se, per esempio e non me ne stupirei affatto, non ci si fidasse delle banche, se non altro perché sui denari nel materasso io ci rimetto al massimo l’inflazione, su quelli in banca ci rimetto ben di più, ma proprio molto, diciamocelo chiaramente, eh? Le banche, forse non solo qui ma tant’è, si fanno pagare per tenere i tuoi soldi, e caro pure! E dunque, a qual titolo fai pagare una multa o obblighi ad investimenti chi ha il solo torto di non fidarsi delle banche?
E dunque, salvo errori, la cosa mi sembra una balla, quasi pari all’altra (pure ricordata dal medesimo) sul rientro dei capitali dall’estero: quello (portare i soldi all’estero) è talvolta un reato, e quindi è immaginabile che farli rientrare determini una multa, ma proprio per quello nessuno lo fa, specie perché, dopo, qualcuno comincia a ficcare il naso nei tuoi affari.

Ma, dunque, perché tirare fuori questa storia e andarsene per campagne a proposito di una riforma fiscale degna di questo nome? Mi domando se pochette e Giggino, unitamente al suonatore di Bossa Nova, ne abbiano parlato con la signora von der Leyen e con la Lagarde e con non so chi altri hanno visto in TV da villa Pamphili, invece che più comodamente e economicamente da Palazzo Chigi, luogo certo di ‘bassa’ rappresentanza rispetto all’«alta» della villa … parola di pochette! Ma è chiaro, o potrebbe esserlo: pochette pensa a un partito tutto suo, e comincia fin da ora a rassicurare chi di dovere: riforma fiscale per farvi pagare le tasse? mai e quindi votatemi!

Eppure, io credo che dalle Istituzioni europee ci si aspetti proprio intanto una misura seria in ambito fiscale, dato che se è vero che l’Europa s’è desta, è altrettanto vero che l’Europa non è … fessa: vuolevedere cammello’. Per ora è tutta sorrisi, ma i soldi del fondo di rinascita potranno arrivare non prima di Gennaio prossimo, e intanto guarderanno che facciamo, tanto più che, poi, i versamenti saranno semestrali.
Il livello men che terra-terra della nostra politica si rivela nel non capire una cosa così elementare:
i condizionamenti del MES (veri o presunti) sono carezze in confronto ad una UE che dopo sei mesi ti dice basta così, non ti do più un quattrino’, oppure ti compra tutte le imprese a prezzo di realizzo. Se io fossi al Governo, e non fossi impegnato a guardarmi in TV, mi porrei molto seriamente questo problema, specie se, come io credo, risponde ad un disegno politico di più ampio respiro, teso a depotenziare il nostro Paese, per poi, depotenziato, ridurlo alla casa-vacanza del resto di Europa, magari d’accordo sia con Bonomi che col suo vezzeggiativo Bonometti.
Ma certo i Metternich a Roma sanno tutto e faranno tutto: stiamo tranquilli, via. Che
Angela Merkel (e in linea subordinata la von der Leyen e forse perfino quel bamboccione di Emmanuel Macron) abbiano una qualche idea seria di Europa, intesa come istituzione che sostituisca gli Stati, è più che verosimile, è certo. Ma che quella Europa comprenda anche un Paese di spendaccioni inaffidabili e mentitori come il nostro, credo sia lecito e doveroso dubitarne seriamente.

È certo che, lo riscrivo per l’ennesima volta confortato anche da un articolo di ieri di Romano Prodi, dall’Europa la prima cosa che si aspettano è una azione seria sul fisco: come si fa a prestare soldi ad un Paese che ha 150miliardi di evasione all’anno … a meno di … ?
Pochette e il chitarrista, con l’aiuto (si fa per dire) di Luigi Di Maio, avrebbero l’occasione d’oro. Lasciare perdere le disclosure e bloccare la circolazione del contante: da domani contante nisba. Lo avevo invocato mesi fa e anche di recente. E come? aggiungendo che chi paga con moneta elettronica ha uno sconto di IVA immediato riscontrabile subito sul proprio conto, chi, invece, cercasse di pagare in contanti pagherebbe più IVA (a Renzi verrebbe l’itterizia!), cancellando magari la cretinata del sorteggio degli scontrini. E inoltre, aggiungendo la possibilità di iscriversi ad una sorta di elenco provvisorio di lavoratori a prestazione occasionale anche per chi integri il proprio lavoro ordinario (posto che uno ne abbia) con un altro ‘lavoretto’. Sono certo che il meraviglioso Tridico, tanto amico di Di Maio, potrebbe organizzare la cosa in un paio di ore … magari con l’aiuto di Boeri! Sarebbe una vera riforma a costo zero … si potrebbe rimandare a dopo lariforma del sistema fiscale e incassare subito qualcosa.
Cose, dunque, tutte realizzabili con un po’ di buona volontà e un tratto di penna, per chi sappia scrivere.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.