giovedì, Dicembre 12

Starbucks: tutti i dipendenti ad imparare l’ anti-razzismo 8 mila delle sue caffetterie negli Stati Uniti sono rimaste chiuse per consentire a circa 175 mila dipendenti di partecipare al corso

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Un mese fa l‘arresto di due afroamericani a Filadelfia in un negozio di Starbucks, solo perché volevano restare seduti al tavolo senza consumare aveva scatenato un’ondata di proteste da parte delle associazioni per la difesa dei diritti civili. A riprendere la scena diverse persone, che con i telefonini hanno immortalato le immagini dell’arresto per poi pubblicare sui social. Il capo di Starbucks, Kevin Johnson, ha detto che: «Quello che è successo è sbagliato, non collima con quelli che sono i nostri valori e non dovrà accadere mai più nei nostri locali». 

L’ azienda aveva dichiarato che: «I nostri negozi sono nati per essere delle comunità, dove si entra anche solo per accedere alla rete wifi e così lavorare al computer o scambiarsi messaggi sulle chat, senza essere per forza costretti a consumare. E’ da sempre lo spirito con cui abbiamo concepito la nostra attività».

Come aveva promesso, ieri, oltre 8 mila delle sue caffetterie negli Stati Uniti sono rimaste chiuse per consentire a circa 175 mila dipendenti di partecipare a un corso anti-razzismo. Diversi milioni di dollari il costo. Sono stati presentati video e si è discusso su come affrontare situazioni come quella di Filadelfia. «Quattro ore di corso non risolveranno il problema razziale negli Stati Uniti, ma è un inizio», ha detto Howard Schultz, a capo della compagnia.

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