sabato, Agosto 8

Stabilità, Corte dei Conti: ancora nodi irrisolti

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La Corte dei Conti ritiene che la legge di stabilità lasci ancora dei nodi irrisolti, mentre la presidente di commissione Igiene e Sanità del Senato Emilia De Biasi lancia l’allarme sulle coperture per il settore sanitario. Le opposizioni tornano così ad attaccare la manovra 2016, che lascia aperti alcuni strappi all’interno dello stesso Partito Democratico: in serata vertice con il premier Matteo Renzi per ricucire. Anche Bankitalia si esprime, per loro nella legge di stabilità serve un taglio del debito per riacquistare la fiducia dei mercati. Diatriba MoVimento 5 Stelle-Pd sulla legge elettorale, con i primi che accusano la maggioranza di volere l’eliminazione del doppio turno, visto come clausola per scongiurare i rischi che porterebbe il ballottaggio. Pugno duro del Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia contro gli assenteisti, «andrebbero licenziati». Renzi anticipa che dopo la legislatura che avrà inizio nel 2018 cambierà occupazione. Al Viminale incontro tra il ministero dell’Interno, il neo-commissario di Roma Paolo Tronca e il prefetto Franco Gabrielli, si parla di misure per il Giubileo e del dream team di sottocommissari.

La legge di stabilità «utilizza al massimo gli spazi di flessibilità disponibili riducendo esplicitamente i margini di protezione dei conti pubblici e lascia sullo sfondo nodi irrisolti» come «clausole, contratti pubblici, pensioni», ma anche un «definitivo riassetto del sistema di finanziamento delle autonomie territoriali», a dirlo è il presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Con l’annunciata abolizione di Imu e Tasi sulla prima casa, «la principale fonte di finanziamento manovrabile da parte degli enti riguarderà abitazioni diverse, con la conseguenza che la maggioranza dei servizi graverà sui non residenti. Soggetti, quindi, non in grado di operare il controllo politico sull’operato degli amministratori attraverso il voto». L’aggiustamento di bilancio andrebbe così a «gravare sulle amministrazioni locali, con ripercussioni negative sulla qualità dei servizi».

Altra preoccupazione viene dalla presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi, «nonostante nella legge di stabilità ci sia un miliardo in più per la sanità, è meno di quello che ci aspettavamo e di quello che ci servirebbe». Il miliardo servirà infatti per «finanziare i Lea (Livelli essenziali di assistenza, ndr) e il nomenclatore tariffario. Ma poi c’è il tema dei 21 sistemi regionali differenti, che dovremo cercare di armonizzare». Due gli elementi mancanti per la De Biasi, «il piano vaccini e, ancora più importante, quello dei farmaci innovativi. Vorrei capire chi pagherà e se i cittadini saranno tutti uguali non davanti all’aspirina, ma davanti al cancro».

«La Corte dei Conti certifica l’imbroglio coperture. Se non tagli la spesa aumentano le tasse», scrive su twitter il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta, che mette nel mirino il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. «Povero Padoan, prima sbertucciato dai tecnici di Camera e Senato, poi dalla Corte. E le critiche aumenteranno, tutto per compiacere Renzi». «I numeri sono numeri e più si leggono quelli della legge di stabilità più crescono le critiche nei confronti della politica economica del governo Renzi», aggiunge il capogruppo di Sinistra, Ecologia e Libertà a Montecitorio Arturo Scotto. «Ieri i tecnici di Camera e Senato hanno mosso rilievi sull’abolizione della Tasi, poi la dura presa di posizione del governatore del Piemonte Chiamparino, infine la Corte dei Conti. O sono tutti gufi o c’è qualcosa che non va». Sel che «ha da subito denunciato come questa legge sia iniqua», prosegue Scotto, «non rilancia gli investimenti pubblici e non ci porta fuori dalla crisi. Dà a chi ha di più e toglie a chi ha meno, mette in seria difficoltà enti locali e Regioni».

«Occorre che gli impegni assunti con il Mezzogiorno non rimangano parole spese nelle solite liturgie e trovino attuazione concreta», dice il deputato Pd Dario Ginefra, anticipando i temi di incontro fra il Primo Ministro Renzi e i gruppi di Camera e Senato del partito di maggioranza. «Le camere possono e devono mettere mano al testo, in modo da introdurre misure che vadano nel senso delle responsabilità assunte», quali sgravi per i neoassunti, l’anticipo della riduzione dell’Ires per piccole e medie imprese, misure di credito di imposta per gli investimenti. L’obiettivo del vertice è ricucire gli strappi tra le varie correnti del Pd, «sappiamo che ci sono posizioni parzialmente diverse», commenta il vicesegretario del partito e governatore del Friuli-Venezia Giulia Debora Serracchiani, «ma devo dire che questa è per la prima volta una stabilità estremamente espansiva, si guarda alla crescita e soprattutto c’è attenzione alle fasce più deboli».

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