sabato, Gennaio 25

Srebrenica, l’Aja condanna il ‘macellaio di Bosnia’ Palmira strappata all’Isis torna in mano alle forza governative

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Al confine tra Macedonia e Grecia proseguono le proteste delle 15 mila persone bloccate dopo la chiusura delle frontiere lungo tutta la rotta balcanica.  Siriani, iracheni e altri migranti mediorientali non vogliono arrendersi e continuano a chiedere la riapertura delle frontiere in modo che possano riprendere il viaggio verso l’Europa occidentale. Ieri due profughi siriani si erano dati fuoco nel corso di una protesta a Idomeni mentre proseguono e si dilagano le proteste degli altri migranti bloccati valico di Evzoni al confine greco-macedone, o ancora in altre località sulle isole greche dove sostano migliaia di migranti giunti dalla Turchia. Resta inoltre bloccata da una manifestazione l’autostrada Polikastro-Salonicco, consentendo il passaggio alle sole ambulanze.

La Slovacchia del Presidente Robert Fico si trova ad affrontare la stessa situazione in cui si è imbattuta l’Italia in seguito all’elezione parlamentare del 2013 dovenessun partito ottenne la maggioranza sufficente per poter governare. Il nuovo governo social-democratico votato il 3 marzo scorso ha dovuto cedere infatti alcuni dicasteri ai partiti nazionalisti e di destra per poter raggiungere una coalizione che stesse al governo. Oltre allo Smer-Sd di Fico (49 seggi) fanno parte della coalizione il nazionalista Sns (15 seggi); i centristi di Most-Hid (vicino alla minoranza ungherese, 11 seggi); e i liberali di Siet (10 seggi): sulla carta sarebbero 85 seggi su 150 ma quattro deputati (tre del Siet e uno del Most-Hid) hanno rifiutato di partecipare. Il partito del premier si è riservato nove dicasteri su 15, tra cui quello degli Esteri andato a Miroslav Lajcak; tre sono andati all’Sns (fra cui la Difesa), due al Most-Hid e uno al Siet; il voto di fiducia è previsto entro trenta giorni. Secondo gli analisti il nuovo governo ha come obbiettivo principale quello di evitare elezioni anticipate e durerà almeno sino alla fine della presidenza di turno slovacca dell’Ue, il prossimo dicembre. In Italia, il Primo Ministro Matteo Renzi, in carica dal febbraio 2014 e succeduto al dimissionario Governo Letto, ha ricevuto l’incarico dall’ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano senza che il suo partito, il PD abbia raggiunto alle elezione la maggioranza per procedere nella formazione di un esecutivo se non di larghe intese con l’opposizione, cedendone appunto la gestione di alcuni ministeri.

 

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