domenica, Novembre 29

Sport e sana follia: gli sportivi più strani al mondo Mark Fidrych, John McEnroe, Dennis Rodman, Ron Artest, Mario Balotelli, Antonio Cassano, George Best: andiamo a conoscere alcuni degli sportivi più eccentrici della storia

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Nella storia dello sport ci sono stati moltissimi atleti, di più o meno alto livello, che hanno fatto parlare di sé non soltanto per le prestazioni sul terreno di gioco, ma anche per performance al limite (o spesso oltre?) nella vita reale. Oggi andremo proprio a conoscere alcuni di loro: ecco a voi gli sportivi più eccentrici della storia.

Mark Fidrych, il cui soprannome ‘The Bird’ è noto a tutti gli amanti del baseball, è stato una leggenda di questo sport per cinque stagioni, prima di incappare in una lunga serie di problemi fisici che ne hanno rallentato la carriera. Vederlo sul diamante era uno spettacolo: parlava alla palla e a sé stesso, si accovacciava sulla montagnetta di lancio ed eliminava battitori in serie. Nella vita di tutti i giorni era l’antitesi della star: carattere mite, viaggiava in utilitaria, viveva in un piccolo appartamento e raccontava agli amici che se non avesse sfondato nello sport avrebbe fatto il benzinaio.

Tutt’altro che mite il carattere di John McEnroe, uno dei tennisti più forti di sempre. Vincitore di 4 Us Open e tre Wimbledon, l’americano è passato alla storia per le sue continue scenate in campo, per le polemiche con gli arbitri e per le provocazioni agli avversari, soprattutto nelle partite con i rivali storici: una di queste rivalità, quella con Borg, è diventata protagonista anche di una bellissima pellicola cinematografica.

Il basket è sempre stato una fucina di talenti dell’eccentricità. Due nomi su tutti: quelli di Dennis Rodman e di Ron Artest. Il primo è stato uno dei pilastri dei Chicago Bulls di Michael Jordan ed è stato recentemente inserito nella Hall fo Fame della NBA. Difensore pazzesco, viene però più spesso ricordato per i continui cambi di colore di capelli con cui scendeva sul parquet (dal rosso al verde fino all’arcobaleno) e per la vita extra-sportiva. Tra le perle della sua carriera il fidanzamento con la popstar Madonna (da cui ha recentemente dichiarato di aver avuto un’offerta economica per diventare padre) e l’amicizia con il leader nord coreano Kim Jong-Un.

Il secondo, difensore feroce e buon attaccante degli stessi Bulls, degli Indiana Pacers e dei Los Angeles Lakers, ha deciso nel 2018 di cambiare nome in… Ron Artest. È tornato cioè al nome di battesimo dopo essere passato da Metta World Peace a un improbabile Panda’s Friend.

Tra gli sportivi più eccentrici al mondo non poteva mancare il nostro Mario Balotelli. Talento mai del tutto espresso, e oggi tornato in Italia con la maglia del Brescia, SuperMario è stato protagonista di una lunga serie di episodi al limite dell’assurdo. Dalle freccette lanciate ai compagni delle giovanili del Manchester City, alle continue spese per automobili futuristiche e dalle colorazioni assurde (tra cui resta famosa la Bentley mimetica) fino ad arrivare ai giri in auto nella città inglese vestito da Babbo Natale pronto a regalare denaro ai fortunati passanti.

Balotelli non è però l’unico calciatore ad aver fatto parlare di sé per le sue ‘imprese’ sopra le righe. A fargli buona compagnia c’è un suo ex compagno di azzurro, quell’Antonio Cassano con cui guidò la nazionale di Prandelli a una incredibile finale continentale. Il barese aveva tutto per diventare una leggenda del calcio italiano: fantasia, colpi, dribbling e velocità. Doti mai messe del tutto a frutto a causa di un carattere ingestibile, fatto di maglie tirate all’arbitro, litigate con allenatori e dirigenti, imitazioni di allenatori e compagni e molto altro.

Ma nella storia del calcio c’è chi ha superato in tutto e per tutto i due italiani. Stiamo parlando di George Best, forse la prima icona mediatica del pallone mondiale. Inseguito e corteggiato dai media, playboy e amante del lusso e del divertimento, il nordirlandese è stato una vera e propria popstar. In campo, però, ce ne sono stati pochi come lui. Dotato di un dribbling incredibile e di una fantasia a tratti irreale, Best ha vinto il Pallone d’oro del 1968 e nei pochissimi anni di carriera al Manchester United ha messo in bacheca due Premier League, una Coppa dei Campioni (vinta grazie a un suo gol contro il Benfica di Eusebio), una Coppa d’Inghilterra e due Charity Shield.

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