mercoledì, Dicembre 11

Spiluccando nel verminaio di persone non qualificabili Lo scambio ‘alla pari’ di corpi umani, su cui tornerò domani, è l’ultima trovata di questo Governo di persone non qualificabili, ma poi c’è Renzi e quelli che si auto-pensionano

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Spiluccando qua e là negli ultimi giorni c’è veramente da restare a bocca aperta: altro che una al giorno. E dunque solo poche brevissime notazioni, per così dire ‘di fegato’.

Lo scambioalla paridi corpi umani, su cui tornerò domani, è l’ultima trovata di questo Governo di persone non qualificabili. E sì perché Matteo Salvini è quello che agisce e urla, Luigi Di Maio è quello che segue e osa ironizzare sulle ONG: «e già, le ONG vanno a prendere delle persone in giro e poi le portano da noi». Nessuno rileva che quelle persone stavano affogando, così come nessuno rileva che 80 ne erano affogate il giorno prima … per quanto se ne sa: se non li vedi come sai se affogano? Il resto del Governo, puah! Danilo Toninelli è quello che è, ma il bel Conte è ineffabile: di queste quisquilie, del commercio di carne umana messo in opera dal suo Governo (perché è così), non ha da dire. Ma, signori giudici se ancora qualcuno ce ne è: si possono scambiare persone come se fossero polli? Neanche la ‘partita di giro’ come dottamente qualche giornalista di grido ha detto, perché in quel caso il ‘saldo’ è che i soldi (nel caso, le persone) restano dove stanno. E invece qui si spostano fisicamente, perché alla base c’è anche cattiveria; è perseguibile la cattiveria?

Ma, tranquilli, Dibba, il grande Alessandro Di Battista, il viaggiatore impavido del mondo intero, lo scrittore elegante e facondo, il brillante polemista, ‘è annoiato dalle ONG’, e, suppongo, anche da quelli che affogano, chi sa se ne ha parlato con Sara.

Il comandante della nave Alex (che secondo Luca Telese non è comandante, ma skipper … cioè comandante! … sempre così da noi, la parola straniera usata a c … ) avverte la Guardia Costiera italiana di avere raccolto 50 e più naufraghi da un barca in affondamento (poi arriveranno anche i filmati) e chiede di farsi assegnare un ‘porto sicuro’. E la Guardia Costiera (almeno così pare) risponde che la cosa non è di sua competenza. Capite? Uno mi sta strozzando, chiamo faticosamente il 112, e quello mi risponde ‘ah no, chiamate il 113 noi del 112 non siamo competenti, solo armi da fuoco’. Spero si tratti di una notizia sbagliata, ma se è vera, in un istante l’intera tradizione millenaria della marineria italiana è nella spazzatura: se affoghi nel posto sbagliato, sono cavoli tuoi se no si diffonde lo ‘storytelling’ delle ONG, dice Di Maio, qualunque cosa significhi, tranquilli neanche lui lo sa.

Giuseppe Sala, nel bene o nel male, viene condannato. Uno si aspetta un commento dispiaciuto e via col vento e magari una critica dal PD, ma non siamo mica su Marte, via. E infatti no: «si condanna chi ha fatto bene per un vizio di forma, così ora nessuno più vorrà lavorare per il Paese». Bah, sarà solo un vizio di forma, ma è una cosuccia non proprio da quattro soldi.
Ma poi si assiste al ritorno degli avvocati urlatori, alla Niccolò Ghedini e Carlo Taormina, con una frase d’altri tempi: «La procura generale aveva un obiettivo che oggi ha finalmente catturato, dopo ben due volte senza riuscirci per fatti molto più gravi. L’obiettivo si chiama Beppe Sala: in questo dibattimento la procura generale ha coltivato in maniera convinta solo il capo d’imputazione che riguardava Beppe Sala … il Tribunale si assumerà la responsabilità»: eccolo lì, ci risiamo, specie quest’ultima frase. E sorvolo sul ‘Beppe’ Sala e quanto al ‘catturare’ gli obiettivi … questa è solo un lapsus da avvocato penalista.
Ma non basta, in questo Paese non basta mai, c’è sempre chi trova il modo di metterci su la ciliegina finale che manda tutto ‘più in vacca’ (uso espressioni comprensibili al duo Salvini Di Maio & co., assistiti dal loro linguista di fiducia) di quanto già non fosse. Perché uno dei giudici se ne esce con l’affermazione che «il processo è sproporzionato a causa del fatto che si trattava di una persona importante … per uno qualunque si risolveva in cinque minuti!» … per dire che è stato maltrattato o che uno qualunque sarebbe stato condannato a vita? Mi domando se quel ‘Magistrato’ è iscritto alla associazione della signora Chirico: è il posto per lui!

Il Procuratore Generale della Cassazione si auto-pensiona: ormai questa gente si autotutto, si auto-pensiona, si auto-sospende, si auto-riassume, si auto-attribuisce prebende, si auto-versa 49 milioni, si auto-critica …, l’unica cosa che non si auto-fa è ciò che dovrebbe quando si guarda allo specchio. E dunque: ché, non lo sapeva che aveva ‘parlato’ a lungo con Luca Palamara di quelle cose lì (non di donne, insomma) e non immaginava di essere auto-trojanato anche lui? Due cose, eticamente diverse, ma insomma non solo la cosa la hai fatta e con che faccia vai a accusare un altro, proprio quello con cui hai fatto la cosa; e poi sai che sei stato intercettato e … già, non ci ha pensato, ingenuo? Eh no, cari miei, proprio no. Io, ha pensato, ‘sono io, io ho il potere, io sono sopra tutto e tutti e quindi faccio quello che voglio’. Poi, per fortuna si accorge che forse sta esagerando, ma intanto che fine fa il procedimento contro Palamara? Come ho raccontato, conosco e stimo due soli magistrati, uno ormai fuori gioco e quindi uno: ho detto che data la situazione l’intero CSM avrebbe dovuto non dimettersi, ma essere dimesso di autorità dal Presidente della Repubblica, per metterci aria del tutto nuova. Quell’amico mi ha duramente criticato: no, anzi, si deve mantenerlo attivo per agire, ha detto … eh, ancora un po’ e ci resta solo Mattarella!

Leggo che la Comandante Rachete intende querelare Salvini, tra l’altro per diffamazione, se ho ben capito. Come ben sa la Comandante e i suoi avvocati, è inutile, Salvini ha l’immunità e quindi la cosa resta senza seguito. Ma, lo so sto diventando noioso a ripetere sempre la stessa cosa, ma e se con i suoi avvocati denunciasse non solo Salvini, ma il Capo della Guardia Costiera, gli Ufficiali della Guardia di finanza, insomma tutti quelli che hanno avuto a che fare con quella vicenda, per crimini contro l’umanità, continuati, visto che continuano anche ora, non sarebbe meglio? Lì, l’immunità non c’è. Nei prossimi giorni ne riparliamo.

Il grande Giggino, l’uomo nel quale la coerenza e la linearità sono un esempio adamantino apprezzato ovunque, quello che vuole sostituire la CocaCola col succo d’arancia nelle scuole (basterebbe questo a qualificarlo), dopo avere decretato che Atlantia (la società delle Autostrade) deve essere privata delle stesse, e deve scomparire dalla faccia della terra, guarda con interesse ad un ingresso di Atlantia in Alitalia, l’ennesimo buco nell’aria, ma lasciamo correre: ma, sia chiaro, lo dice Giggino in persona, non c’è alcuno scambio con le Autostrade. È vero, verissimo, è chiaro come il sole: sto scrivendo queste righe rapito dalla vista di una mandria di asini che volano!

Ma quanto a coerenza c’è chi non è secondo a nessuno. E quindi Matteo Renzi, trova il modo di scrivere una cosa infinita, per spargere veleno sui suoicompagnidi partito in materia di gestione delle migrazioni. Evidentemente era in apnea quando quella politica si faceva; solo ora ne ha contezza … e un asino volante per poco non mi dà una zoccolata sul naso!

Infine, mi limito a riportare alcune frasi di un bellissimo, ma deprimente articolo di Lucio Caracciolo a proposito della politica estera italiana, cioè della sua inesistenza: «In tre mesi, l’Italia ha accolto a Roma con i massimi onori i capi supremi dei due imperi rivali del nostro padrone di casa, l’America … Roma ha una consolidata fama di ambiguità (o di destrezza, dipende dal punto di vista). Quella che il cancelliere tedesco Bernhard von Bülow sintetizzò nella formula dei ‘giri di valzer’. Più banalmente, ci è insopportabile avere dei nemici». Purtroppo un concentrato di avvilente verità imbevuta di una ironia, anzi, un sarcasmo da brividi, temo sprecato visti i destinatari. Quanto, però, al riferimento al viaggio di Salvini a Washington, non vorrei che sopravvalutasse … abbiamo un precedente non dappoco, ma francamente non metterei sullo sesso piano il predetto con De Gasperi, anche se entrambi hanno solo fatto visita al ‘padrone di casa’. Peccato, però, in qualche momento della nostra storia anche recente un po’ di politica estera la facevamo anche noi, e non poi tanto male, però poi di Nigra è rimasta solo una grande sala alla Farnesina.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.